Giappone: aumenti salariali per superare la crisi pandemica

- di: Redazione
 
La pandemia non ha colpito ovunque con la stessa forza e così alcuni Paesi, che pure hanno subito gli effetti del virus, si stanno preparando già ora alla ripresa e, cosa più interessante, come accade in Giappone, prevedendo dei miglioramenti salariali che gratifichino i dipendenti dopo mesi di difficoltà e privazioni.
Tradizionalmente in queste settimane in Giappone si cercano di definire le trattative salariali, che, appunto perché avviate in questo periodo, sono chiamate "shinto" - primavera - seguite dall'opinione pubblica con enorme interesse. Al punto che i sindacati aggiornano in tempo reale i pannelli in cui si dà conto dell'andamento delle trattative.

Comunque, come appare evidente dallo stato del confronto, le principali aziende del Paese stanno cominciando a rispondere alle richieste dei sindacati. Come nel caso dell'elettronica e di altri settore tecnologici dove le aziende hanno offerto aumenti su scala salariale, confermando che la tendenza al rialzo dei salari non è stata interrotta dalla crisi pandemica.
Comunque l'opinione comune è che per accelerare la ripresa economica del Giappone, dopo i danni provocati dalla pandemia, è fondamentale garantire il maggior numero possibile di aumenti salariali.

In ogni caso i sindacati hanno formulato delle richieste, per le trattative salariali di primavera, che non prevedono forti aumenti. Comunque, si sono registrate differenze significative nei livelli di domanda e offerta.
Per alcuni settori, come quelli maggiormente colpiti dalla crisi, quali trasporti e ristorazione, i negoziati sono molto duri. Anche se Rikio Kozu, presidente della Rengo (Confederazione sindacale giapponese), la più grande organizzazione del lavoro del Paese, ha affermato che le risposte finora fornite dal patronato sono in linea con il trend di crescita dei salari degli ultimi anni.
Ma, dicono gli analisti, è troppo presto per dire se i risultati della trattativa salariale di primavera giustificheranno tali valutazioni positive. Comunque, anche se di fronte ad una contrazione della richiesta di manodopera in alcuni settori, non poche aziende giapponesi stanno mostrando forti guadagni a causa della crescente domanda di prodotti e servizi legati alla digitalizzazione dell'economia e all'aumento delle ore trascorse a casa, nonché alla ripresa delle esportazioni.

Le aziende che hanno subito danni temporanei a causa della pandemia, ma rimangono in buone condizioni finanziarie, dovrebbero continuare ad aumentare i salari.
Dato che l'economia è stata sostenuta da politiche monetarie e fiscali insolitamente espansive, la speranza è che i massimi dirigenti aziendali prendano decisioni in materia salariale volte a evitare un ritorno al circolo vizioso deflazionistico.
Particolarmente importanti sono gli aumenti salariali per i dipendenti delle piccole e medie imprese e per i lavoratori non regolari che si trovano generalmente in posizioni deboli e costretti a lavorare per salari relativamente bassi.

Per la prima volta in tre anni il tasso di disoccupazione è salito temporaneamente al di sopra del 3 per cento, sebbene la situazione occupazionale inizi a mostrare segni di miglioramento.
Con lo slogan di "un cambiamento della struttura di distribuzione", la Rengo si è impegnata a perseguire un aumento generale dei livelli salariali, avendo come obiettivo la garanzia di equità ed uguaglianza nelle transazioni commerciali tra le grandi aziende ei loro subappaltatori.
La comunità imprenditoriale giapponese sta cominciando a rendersi conto che i livelli salariali in Giappone sono aumentati molto più lentamente che in molti altri Paesi negli anni successivi al crollo delle bolle dei prezzi delle attività alla fine degli anni '80.
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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2022
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