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Oggi si vota in Germania, l’Europa agonizzante con il fiato sospeso

- di: Jole Rosati
 
Oggi si vota in Germania, l’Europa agonizzante con il fiato sospeso
Oggi si vota in Germania, proprio nel momento più difficile per l’Unione Europea, che sta cercando di sopravvivere alla concreta possibilità di un suo disfacimento sotto i colpi dell’Amministrazione americana e dell’annunciata vittoria della Russia su Ucraina e Nato (Putin dovrebbe proclamarla in modo ufficiale domani al mondo, con la complicità di Trump sempre più attratto dai regimi autoritari e aggressivi). Tra tensioni legate a recenti attentati, crescenti proteste contro l’estrema destra e un duello all’ultimo respiro fra i protagonisti principali, il destino della Germania si sta definendo in un contesto che richiama antiche divisioni e nuove sfide.

Il contesto politico in evoluzione
La competizione elettorale vede contrapposti due leader dai destini incerti. Da un lato, Olaf Scholz, cancelliere socialdemocratico, il cui percorso politico è messo in discussione da sondaggi che ne profilano la fine, dall’altro Friedrich Merz (foto), leader della CDU, che si presenta come il riformatore capace di rilanciare il prestigio internazionale della Germania. Il contrasto si estende anche alle dimensioni geografiche: da Potsdam a Monaco di Baviera, la storica divisione tra est e ovest riaffiora, influenzando il panorama elettorale e ricordando le vecchie ferite della DDR.

Le dichiarazioni dei protagonisti
I leader hanno espresso in maniera inequivocabile le loro intenzioni.
Friedrich Merz ha dichiarato:Restituirò alla Germania una voce forte in Europa”. 
Olaf Scholz, nel corso di un’intervista, ha affermato: “Io non credo nei miracoli, ma nella vittoria”. E ha aggiunto: “Sono convinto che anche questa volta molti decideranno alle urne”. Inoltre, il cancelliere ha sottolineato le sue “posizioni ferme” in politica estera, contraddicendo apertamente le pretese di leader internazionali come Donald Trump.
Merz ha poi precisato: Come cancelliere federale sarò di nuovo parte attiva nella definizione della politica europea, la Germania avrà una voce forte nell’Ue e rispetterò i nostri interessi in Europa con l’Europa”. E ha aggiunto: “Dobbiamo stare al tavolo principale, dobbiamo affermare i nostri interessi nei confronti della Russia, della Cina e se necessario anche degli Usa”. 
Dal fronte della sicurezza, il candidato verde Robert Habeck ha dichiarato: “L’antisemitismo è la vergogna di questo Paese e deve essere combattuto con tutti i mezzi. Questo vuol dire qualsiasi forma di antisemitismo. Non devono esseri zone d’ombra”.

Tensioni e reazioni sociali
La tensione è palpabile anche nelle strade: la notte di venerdì, nel cuore della capitale, nei pressi del memoriale della Shoah, un diciannovenne siriano avrebbe tentato “uccidere degli ebrei”, un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sull’ascesa dell’AfD, il partito ultradestra sempre più attivo sui social come TikTok, specialmente nelle regioni ex DDR.
Contemporaneamente, migliaia di cittadini sono scesi in piazza per manifestare contro l’AfD: a Amburgo si sono radunate 40 mila persone, a Friburgo 20 mila, mentre a Stoccarda diverse migliaia hanno preso parte alle proteste.

I dati elettorali e le prospettive di governo
Le ultime rilevazioni dei sondaggi, riportate da Bild, dipingono un quadro frammentato:
L’Unione dei conservatori si attesta al 29,5%
L’AfD al 21%
L’SPD è in stallo al 15%
I Verdi raggiungono il 12,5%
Die Linke il 7,5%
Il BSW di Sahra Wagenknecht il 5%
I liberali il 4,5%. 
Questi dati fanno temere un esito frammentato che potrebbe portare a un governo a tre, scenario considerato da alcuni analisti come un potenziale fattore di instabilità, in ricordo del crollo dell’esecutivo rosso-giallo-verde dopo la cacciata di Christian Lindner.

Aggiornamenti e sviluppi recenti
Nelle ultime ore, fonti istituzionali hanno confermato che il ministero dell’Interno sta intensificando i controlli nelle aree maggiormente esposte, in risposta agli attentati e alla crescente tensione sociale. L’intensificarsi delle misure di sicurezza in vista delle imminenti elezioni ha l’obiettivo di garantire la stabilità in un momento in cui l’indecisione degli elettori – stimata intorno a un quinto dei 59 milioni aventi diritto – rende il quadro ancora più complesso.

Di fronte a un bivio storico 
Con un clima carico di tensioni, accuse e forti promesse, la Germania si trova a un bivio storico. Le dichiarazioni di leader come Scholz, Merz e Habeck evidenziano una competizione non solo per la guida del Paese, ma per il futuro dell’Europa stessa. In un momento in cui la sicurezza e la coesione sociale sono messe a dura prova, l’esito delle elezioni potrebbe rimodellare radicalmente il panorama politico nazionale e internazionale.

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