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Frodi creditizie in aumento del 9,2%: giovani sotto attacco, allarme CRIF sugli under 30

- di: Alberto Venturi
 
Frodi creditizie in aumento del 9,2%: giovani sotto attacco, allarme CRIF sugli under 30

Le frodi creditizie continuano a crescere in Italia e cambiano volto. Nel 2025 il numero complessivo degli episodi è aumentato del 9,2%, confermando un trend che, nonostante la riduzione dei casi di importo più elevato, segnala una diffusione sempre più ampia del fenomeno. A lanciare l’allarme è CRIF, che individua nei giovani sotto i 30 anni il nuovo bersaglio privilegiato dei criminali informatici.

Frodi creditizie in aumento del 9,2%: giovani sotto attacco, allarme CRIF sugli under 30

Il dato più rilevante riguarda proprio l’età delle vittime: per la prima volta si registra un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Gli under 30 fanno segnare l’aumento percentuale più marcato (+8,7%) e diventano la fascia maggiormente colpita, con oltre un caso di frode su cinque.

Meno maxi-truffe, più episodi diffusi
Secondo l’analisi di CRIF, la diminuzione delle frodi con importi molto elevati non deve trarre in inganno. Il fenomeno, spiegano gli analisti, si sta frammentando: più episodi, importi medi più bassi, maggiore difficoltà di individuazione tempestiva.
“Il numero complessivo di episodi continua a crescere – avverte Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF ed è fondamentale che imprese e consumatori restino vigili, adottando strumenti di protezione efficaci e comportamenti responsabili per tutelare i propri dati e prevenire perdite economiche”.

Giovani più esposti: perché gli under 30 sono nel mirino
L’aumento delle frodi tra i più giovani non è casuale. Gli under 30 sono spesso più digitalizzati, utilizzano con maggiore frequenza app, servizi online e strumenti di pagamento innovativi, ma risultano anche più esposti a phishing, furti di identità e truffe legate alla concessione di credito digitale.
Secondo CRIF, la combinazione tra uso intensivo della tecnologia e una minore esperienza finanziaria rende questa fascia particolarmente vulnerabile. I criminali informatici sfruttano la velocità delle operazioni online e la scarsa percezione del rischio per attivare finanziamenti o servizi a insaputa delle vittime.

Uomini più colpiti, ma il rischio è trasversale
L’analisi per genere conferma una tendenza ormai consolidata: il 65,1% delle vittime di frodi creditizie sono uomini. Un dato che riflette una maggiore esposizione ai prodotti di credito, ma che non esclude le donne da un fenomeno sempre più trasversale.
Il quadro per fasce d’età mostra però una redistribuzione significativa. Se gli under 30 crescono, si registra un calo netto tra i 31 e i 40 anni (-8,9%), mentre restano elevate le incidenze tra i 41-50 anni, che rappresentano il 21,8% delle vittime, e tra i 51-60 anni, che arrivano al 19%.

Educazione finanziaria come prima difesa
Per CRIF, la risposta al fenomeno non può essere solo tecnologica. Accanto agli strumenti di monitoraggio e alle soluzioni antifrode, resta centrale il tema dell’educazione finanziaria. Conoscere i rischi, riconoscere i segnali di allarme e adottare comportamenti prudenti è fondamentale per difendersi da truffe sempre più sofisticate.
“L’educazione finanziaria rimane essenziale per difendersi dai criminali informatici e proteggere le proprie risorse”, sottolinea Rubini, evidenziando come la consapevolezza degli utenti sia spesso l’anello più debole della catena di sicurezza.

Un fenomeno destinato a crescere
L’aumento delle frodi creditizie si inserisce in un contesto di digitalizzazione accelerata dei servizi finanziari. Più credito online, più velocità nelle autorizzazioni e meno contatto diretto aumentano l’efficienza del sistema, ma aprono anche nuove falle sfruttabili dai truffatori.
Il messaggio che emerge dai dati CRIF è chiaro: il rischio non riguarda più solo importi elevati o categorie tradizionalmente esposte, ma coinvolge sempre più giovani e consumatori digitali. Una tendenza che impone maggiore attenzione, strumenti di tutela adeguati e una cultura della sicurezza finanziaria che parta proprio dalle nuove generazioni.

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