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Mostra sulle Foibe al Parlamento UE, rissa verbale con sloveni e croati

- di: Marta Giannoni
 
Mostra sulle Foibe al Parlamento UE, rissa verbale con sloveni e croati
La recente inaugurazione della mostra “Foibe: Tragedia ed Esodo” al Parlamento Europeo di Strasburgo ha riacceso antiche tensioni storiche e politiche. Nove eurodeputati socialisti sloveni e croati hanno espresso profonda indignazione, definendo l’esposizionepiena di falsità e inesattezze storiche” e chiedendone l’immediata rimozione. In una lettera indirizzata alla presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, i firmatari hanno accusato gli organizzatori di presentare una “rappresentazione non veritiera ed estremamente dannosa della storia recente di Slovenia, Italia e Croazia”
La mostra, promossa dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna (foto), intende commemorare le vittime delle foibe e l’esodo degli italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia. Tuttavia, secondo gli europarlamentari sloveni e croati, l’esposizione offrirebbe una narrazione distorta, omettendo le sofferenze subite dalle popolazioni slave sotto il regime fascista italiano. “Esaminando il contenuto della mostra esposta, è assolutamente chiaro che c’è un completo disprezzo per i fatti”, hanno scritto nella loro missiva. 
La reazione di Fratelli d’Italia è stata immediata e veemente. Carlo Fidanza, capodelegazione del partito al Parlamento Europeo, ha dichiarato: La richiesta delle sinistre slovene e croate di rimuovere la mostra dedicata alla tragedia delle foibe e dell’esodo italiano da Istria, Fiume e Dalmazia è una pagina molto buia per il Parlamento europeo”. Ha aggiunto che “le foibe sono state una tragedia italiana ed europea, non sarà un manipolo di nostalgici filo-titini a condannarla di nuovo all’oblio”. 
Questa controversia si inserisce in un contesto europeo sempre più polarizzato, dove l’avanzata dei movimenti di estrema destra sta alimentando divisioni e risentimenti. L’Unione Europea sta assistendo a una crescente presenza di partiti ultranazionalisti nei parlamenti nazionali e nelle istituzioni comunitarie, fenomeno che sta riaccendendo tensioni storiche e culturali tra gli Stati membri. 
La mostra rimarrà esposta fino al termine previsto, ma la polemica sollevata evidenzia quanto le ferite del passato siano ancora aperte e facilmente infiammabili nel contesto politico attuale. L’Europa si trova a dover affrontare non solo le sfide politiche ed economiche contemporanee, ma anche a gestire con cautela e rispetto le memorie storiche che continuano a dividere le nazioni del continente.

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