Fipe: "Stop ai controlli a tappeto del green pass a carico degli esercenti"

- di: Daniele Minuti
 
La Federazione dei pubblici esercizi lancia un preciso appello al governo, relativo ai controlli che i gestori dei locali sono costretti a fare ogni giorno (20 milioni di green pass "scannerizzati" ogni 24 ore), attività che sta pesando particolarmente sul lavoro degli esercenti. E la posizione di Fipe è chiara: le modalità di controllo devono cambiare.

La Fipe chiede al governo di ripensare al sistema di controllo del green pass per i gestori dei locali

Il vicepresidente vicario di Fipe, Aldo Cursano, ha parlato di questo mandando una proposta al governo: "Stop ai controlli a tappeto del green pass a carico degli esercenti: si tratta di un'attività a tappeto con evidenti implicazioni organizzative e che oggi, con 51 milioni di italiani vaccinati o guariti, deve essere ripensata. Uno squilibrio evidente tra costi e ricavi".

Cursano ha spiegato che le spese a carico delle piccole imprese pesano sulle tasche dei gestori, dopo due anni costretti a combattere con questo nuovo problema e con lo spettro della chiusura dovuto dalla crisi economia. Per questo motivo, Fipe ha chiesto di introdurre del sistema dei controlli a campione, partendo dal principio di autoresponsabilità dei clienti

Ma per Cursano questo non basta: "Il green pass è stato un efficace strumento di stimolo della campagna vaccinale, consentendo inoltre alle imprese di non chiudere, a differenza di quanto è successo nel 2020. Oggi il 94% della popolazione over 12 ha fatto almeno una vaccinazione o è guarita e sono appena 2 milioni i cittadini non vaccinati per i quali non è in vigore l’obbligo vaccinale già introdotto per gli over 50. Il certificato ha raggiunto il massimo della sua efficacia, se poi la comunità scientifica dovesse giudicare necessario aumentare ulteriormente la copertura vaccinale nella popolazione oltre il livello oggi raggiunto, allora chiediamo alla politica di assumersi le proprie responsabilità disponendo l'obbligo vaccinale anche per gli under 50 maggiorenni. In questo modo potremmo finalmente liberare i 51 milioni di italiani e le centinaia di migliaia di imprese che, ciascuno per la parte che gli compete, hanno agito con responsabilità adempiendo ai loro doveri".
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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