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Ex Ilva: decisione imminente sul futuro dell’acciaieria

- di: Bruno Coletta
 
Ex Ilva: decisione imminente sul futuro dell’acciaieria
Il destino dell’ex Ilva di Taranto è a un punto di svolta cruciale. Oggi è previsto un vertice a Palazzo Chigi durante il quale il governo italiano esaminerà le offerte per l’acquisizione del colosso siderurgico. I commissari straordinari hanno recentemente presentato al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (foto), una relazione dettagliata sulle proposte ricevute, considerando i rilanci e i miglioramenti negoziati nelle ultime settimane.

Le offerte in campo
Tra i principali contendenti spiccano gli azeri di Baku Steel, supportati dal fondo sovrano Azerbaijan Investment Company (AIC), e gli indiani di Jindal Steel International. Entrambi hanno manifestato un forte interesse per l’acquisizione dell’ex Ilva, presentando offerte finanziarie significative e piani industriali orientati alla sostenibilità ambientale. In particolare, Baku Steel avrebbe messo sul piatto circa un miliardo di euro, mentre Jindal Steel avrebbe incrementato la propria proposta con un ulteriore investimento tra 200 e 300 milioni di euro in forniture di materie prime, oltre ai 600 milioni già offerti per l’acquisizione e il magazzino. 

Il ruolo di Invitalia
Si fa strada l’ipotesi di un coinvolgimento di Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo, come partner pubblico nell’operazione. Il ministro Urso ha recentemente aperto a questa possibilità, suggerendo una partecipazione statale con una quota di minoranza, ipotizzata intorno al 20%. Questo intervento mirerebbe a garantire un presidio pubblico strategico nel futuro assetto dell’acciaieria, assicurando al contempo il rilancio produttivo e occupazionale del sito. 

Le preoccupazioni sindacali
Nonostante l’imminente decisione, i sindacati esprimono preoccupazione riguardo al futuro dei lavoratori e alla sostenibilità del piano industriale. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha dichiarato: Le dichiarazioni del ministro Urso sulla definizione del possibile acquirente dell’ex Ilva non risolvono le nostre principali preoccupazioni. Per noi la priorità resta il piano industriale e il suo impatto occupazionale e sociale”. I rappresentanti dei lavoratori chiedono un confronto urgente a Palazzo Chigi per ottenere garanzie precise sul futuro industriale e occupazionale di tutti i dipendenti, inclusi quelli dell’indotto. 

Prossimi passi
Dopo il vertice odierno, il governo dovrà affrontare ulteriori passaggi procedurali, tra cui la valutazione dell’Antitrust europeo e l’applicazione della clausola di golden power per tutelare l’interesse nazionale. L’obiettivo dichiarato è di avviare le attività produttive entro giugno 2025, previa conclusione delle trattative sindacali e delle autorizzazioni necessarie. Nel frattempo, è stato convocato un incontro al Ministero del Lavoro il 28 febbraio per discutere della proroga della cassa integrazione straordinaria, che coinvolge attualmente 3.420 lavoratori, di cui 2.955 a Taranto. 
La decisione sul futuro dell’ex Ilva rappresenta un momento cruciale per l’industria siderurgica italiana e per l’economia del Mezzogiorno, con implicazioni significative sul piano occupazionale e ambientale.

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