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Iveco smembrata: va a Tata (mezzi commerciali) e Leonardo (difesa)

- di: Bruno Legni
 
Iveco smembrata: va a Tata (mezzi commerciali) e Leonardo (difesa)

Due accordi da 5,5 mld, sede a Torino garantita, i sindacati sul piede di guerra.

(Foto: automezzi Tata Motors).

Il grande passo: Iveco vende il settore difesa a Leonardo e la divisione mezzi commerciali a Tata

Il 30 luglio 2025, Iveco Group ha annunciato due operazioni strategiche epocali dal valore complessivo di circa €5,5 miliardi. La divisione Iveco Defence Vehicles (IDV e Astra) sarà acquisita da Leonardo per €1,7 miliardi, con completamento previsto entro il 31 marzo 2026. Contestualmente, Tata Motors lancerà un’offerta pubblica volontaria da €3,8 miliardi (equivalenti a €14,10 per azione cash), subordinata alla separazione preventiva del settore difesa.

Un nuovo colosso globale dei veicoli commerciali

Una volta completata l’operazione il gruppo combinato tra Tata e Iveco punterà a oltre 540.000 veicoli venduti all’anno e ricavi attorno ai €22 miliardi, con un mix geografico di circa 50% in Europa, 35% in India e 15% nelle Americhe, più opportunità in Asia e Africa.

Gli advisor assicurano che non vi sarà chiusura di siti produttivi né tagli alla forza lavoro nei primi due anni, e Iveco manterrà la propria sede a Torino, sotto non‑financial covenants scrupolosamente concordati.

Le reazioni: tra plauso istituzionale e allarme sindacale

Il governo italiano si è detto favorevole: l’operazione rappresenta un investimento estero qualificato che salvaguarda posti di lavoro e stabilimenti strategici, e riconosce l’India come partner industriale chiave.

Diversa la preoccupazione dei sindacati: Fim e Uilm sottolineano l’assenza di confronto preventivo sull’alienazione del settore difesa e chiedono un intervento governo concreto, non mere parole. La Fiom parla di “strategia di Exor orientata ai profitti e al disimpegno industriale”.

Cifre e clausole tecniche

  • Exor, che detiene il 27 % delle azioni e il 43 % dei diritti di voto, ha già dato impegno irrevocabile a cedere le proprie quote a Tata Motors.
  • L’offerta include un dividendo straordinario stimato tra €5,5 e €6 per azione, finanziato con il ricavato della vendita della difesa.
  • Tata non utilizzerà debito diretto per finanziare l’operazione grazie a una struttura societaria olandese dedicata, TML CV Holdings PTE LTD, e linee di credito sottoscritte da Morgan Stanley e MUFG.

Opportunità industriale... a rischio tensioni sociali

Sul piano strategico, l’operazione corona l’obiettivo di Tata Motors di conquistare una leadership europea nel segmento veicoli commerciali, grazie alla complementarità industriale col marchio Iveco. La portata tecnologica e i piani di industrializzazione sostenibile (inclusa l'e-mobility) saranno spalancati da questa sinergia.

Allo stesso tempo, il rischio rimane: le tensioni sindacali e le pressioni interne possono compromettere l’integrazione; non basta inserire clausole nel contratto, serve un dialogo istituzionale continuo. E gli analisti avranno occhi puntati sul calo dei ricavi di Iveco, che nel secondo trimestre 2025 ha presentato una revisione al ribasso delle previsioni annuali con un calo dei ricavi tra il 3 e 5% rispetto all’anno precedente.

Il quadro dell'operazione

  • Valore totale operazioni: circa €5,5 mld (€1,7 + €3,8)
  • Tempistiche: Difesa → entro 31/3/2026; restante parte operativo in Q2 2026
  • Sede legale: Rimane a Torino
  • Impatto occupazionale: Nessun taglio previsto nei primi due anni
  • Sindacati: Critici, chiedono maggior tutela e trasparenza

Con questa mossa, l’Italia cede sul piano commerciale a un grande player globale, ma mantiene il controllo delle capacità di difesa. È una partita a doppio binario: da un lato il rilancio industriale, dall'altro la sfida del mantenimento dell’identità italiana e della tutela dei lavoratori.

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