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Dazi “doppio effetto” sui formaggi Dop: l’Italia batte i pugni

- di: Marta Giannoni
 
Dazi “doppio effetto” sui formaggi Dop: l’Italia batte i pugni
Tajani lancia la Task Force farnesina per correggere dazi extra che pesano su Parmigiano e Grana.

L’errore alle dogane che gela le esportazioni Dop

Nel pieno di un contesto commerciale già caldo, le dogane statunitensi di New York e New Jersey hanno ignorato un recente accordo e applicato due dazi contemporaneamente su Parmigiano Reggiano e Grana Padano: uno in percentuale (15%) più un importo fisso (~2,2 €/kg) – una penalizzazione che, secondo i consorzi coinvolti, raddoppia sostanzialmente l’onere fiscale sul prodotto in arrivo negli Stati Uniti.

Questa interpretazione errata rischia di innescare un sovradazio rilevante, ben al di sopra del limite stabilito dall’intesa commerciale tra UE e USA, in vigore dal 7 agosto 2025, che aveva uniformato la tariffa al 15% “all-inclusive”, eliminando l’accumulo di aliquote addizionali.


La Farnesina monta in cattedra

Di fronte alla segnalazione dei consorzi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha immediatamente attivato la Task Force Dazi, inviando istruzioni precise all’ambasciata statunitense a Roma, all’Agenzia UE per il Commercio a Bruxelles e all’ambasciata italiana a Washington, con l’obiettivo di ottenere il rispetto dell’accordo commerciale e di proteggere la filiera produttiva italiana.


Le voci dal campo: i consorzi non ci stanno

Nicola Bertinelli (presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano) denuncia con chiarezza: “È stato applicato un dazio aggiuntivo del 15%, raddoppiando in sostanza il dazio, senza rispettare l’accordo di un 15% all-inclusive.”

Stefano Berni (direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano) evidenzia che le autorità portuali stanno pretendendo parallelamente sia il costo fisso di ~2,2 USD al chilo sia il 15% di dazio, arrivando così a un carico fiscale pari a quasi il 30% del valore del prodotto già in porto. E aggiunge: “Ci troviamo nell’extra-licenza oltre il 35% delle nostre esportazioni verso gli Usa (circa 200.000 forme da 39/40 kg ciascuna).”


Contesto più ampio: dazi, export e mercato Usa

Recenti evoluzioni tariffarie

  • Un decreto esecutivo statunitense ha fatto retrocedere il dazio sul Parmigiano Reggiano dal 25% al 15%, a partire dal 7 agosto 2025: si tratta di una tariffa sostitutiva unica, senza addizionali.
  • Nonostante la riduzione, il presidente Bertinelli avverte che costi di produzione elevati e il cambio sfavorevole potrebbero portare i prezzi al consumo USA oltre i 55 $/kg nei prossimi mesi.

Dazi passati e pressioni proseguite

  • Ad aprile 2025 una tassa aggiuntiva USA del 20% aveva portato il dazio complessivo sul Parmigiano Reggiano al 35%, con aumento dei prezzi al dettaglio da circa 50 a 59 $/kg.
  • Nel 2024 il Grana Padano ha vissuto un'annata da record: esportazioni cresciute del 9,2%, con gli Stati Uniti al terzo posto come mercato di sbocco.

Che succede ora (27 agosto 2025)

  • L’Italia ha chiesto garanzie formali sul rispetto della quota del 15% e insiste su un dialogo costruttivo con Washington.
  • La reazione dei consorzi è concreta e immediata: “No al doppio dazio, sì al chiarimento rapido.” — affermano i consorzi.

Una partita da seguire con attenzione

L’episodio dei dazi accoppiati su Parmigiano e Grana è un segnale netto: anche in presenza di accordi internazionali chiari, l’interpretazione – o l’interpretazione errata – può scatenare effetti pesanti sul campo. L’Italia scende in campo con la diplomazia attiva della Farnesina, cercando di far valere l’accordo e tutelare la sua eccellenza gastronomica. Ne va della fiducia tra partner commerciali – e della reputazione dei nostri formaggi Dop.

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