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Bonifici sotto attacco, carte più sicure: cosa rischiamo davvero

- di: Bruno Legni
 
Bonifici sotto attacco, carte più sicure: cosa rischiamo davvero
Bonifici sotto attacco: rischi reali e verifica IBAN 2025
Aumenti record nei bonifici fraudolenti, cala l’inganno tecnologico ma cresce la manipolazione psicologica. Scatta l’allarme per l’obbligo di verifica IBAN dal 9 ottobre 2025.

Bonifici più a rischio, ma le frodi restano un fenomeno agile

Nel secondo semestre del 2024 le frodi sui pagamenti digitali restano tecnicamente marginali, ma la loro insidia cresce, soprattutto per chi usa i bonifici. Il tasso di frode sul valore dei bonifici è dello 0,002 %, mentre per carte di pagamento e moneta elettronica (prevalentemente prepagate) è rispettivamente 0,017 % e 0,021 %.

È nella categoria “bonifici istantanei” però che si cela il vero rischio: il loro tasso di frode è 0,057 %, contro appena 0,0015 % degli ordinari.

Numeri che impressionano (in crescita e in contrazione al tempo stesso)

Ecco il colpo d’occhio sui volumi delle frodi nel secondo semestre 2024:

  • Bonifici fraudolenti: circa 25.600 operazioni, un +90 % rispetto al semestre precedente. Il valore totale sottratto ammonta a 65,5 milioni €, pari a un aumento del 61 %.
  • Frodi con carte (debito/credito): 34 milioni €, in calo del 20 %.
  • Moneta elettronica: 9 milioni €, con una flessione del 36 %.
  • Totale frodi nei pagamenti digitali: circa 108–108,5 milioni € in sei mesi.

L’importo medio di frode poi è ben diverso a seconda dello strumento:

  • Bonifico ordinario: 5.864 €
  • Bonifico istantaneo: 1.666 €
  • Carta: 87 €
  • Moneta elettronica: 45 €
  • Prelievo ATM fraudolento: 471 €

L’inganno psicologico che ridefinisce il rischio

La frode più subdola è senza dubbio quella da “manipolazione del pagatore”: grazie a tecniche di ingegneria sociale, la vittima pensa di autorizzare un pagamento lecito — in realtà facilita il truffatore. Questo tipo di frode, che cresce soprattutto con i bonifici, non attiva automaticamente il rimborso previsto dalla normativa, rendendo il recupero delle somme molto più difficile.

Al contrario, le frodi “non autorizzate” (come clonazioni o furto di dati) sono diminuite del 7 % rispetto all’anno prima.

Chi paga di più? L’utente resta esposto... molto

Nel caso dei bonifici, la quota di perdite a carico dell’utente è molto elevata: circa 71 %, mentre nei prelievi ATM si tratta di 68 %. Per carte e moneta elettronica, invece, il peso grava di più sui prestatori di servizio (il 60 % per le carte e il 58 % per la moneta elettronica).

Un nuovo argine: verifica IBAN obbligatoria dal 9 ottobre 2025

Per contrastare questo trend preoccupante, dal 9 ottobre 2025 scatterà l’obbligo per tutti i prestatori di servizi di pagamento (soprattutto banche) di verificare in tempo reale l’IBAN e i dati del beneficiario dei bonifici (sia istantanei che ordinari). Eventuali discrepanze dovranno essere segnalate prima che il pagamento venga autorizzato.

Cosa tenere a mente

  1. Rischio contenuto ma non da sottovalutare: il tasso di frode è basso, ma i danni possono essere ingenti, specie con i bonifici.
  2. Bonifici istantanei in primo piano: più vulnerabili, più costosi per vittima.
  3. Chi manomette paga di piombo: le frodi di tipo psicologico stanno crescendo e sono meno tutelate.
  4. Utenti responsabili quasi al 90 %: nei bonifici e ATM, è l’utente a sobbarcarsi la perdita.
  5. Aiuto in arrivo da ottobre 2025: la verifica IBAN obbligatoria è una svolta concreta.
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