Se fossimo Mario Draghi...

- di: Diego Minuti
 
''S’i’ fosse foco arderei ‘l mondo'', scriveva nel 1200 Cecco Angiolieri, immaginandosi, per il tempo d'un sonetto, nella possibilità di gestire un potere, materiale o no, e quindi di riuscire a cambiare l'andamento del mondo. Una seduzione, quella di pensarsi in grado di fare cose che la condizione che si vive impedisce, che ha spesso fatto breccia nell'animo degli uomini. Per questo, immaginarsi d'essere Mario Draghi, sia pure in questa delicata contingenza politico-sociale-economica, è un bellissimo esercizio mentale, che si può concedere a tutti.
Per questo, se fossimo Mario Draghi, come ci comporteremmo?

L'Italia ha bisogno di chiarezza, partendo dal premier Draghi

La prima cosa da fare sarebbe tirare, dal fondo del cassetto sotto la scrivania di palazzo Chigi, la cartellina che porta sul dorso la scritta ''sincerità'' e poi andare davanti ad una telecamera per spiegare a tutti come le cose stiamo veramente. Magari, mettendo da parte la prudenza, dire agli italiani che la situazione è veramente delicata, che la crisi della pandemia non è ancora stata superata, che la nostra economia corre pericolosamente sul ciglio di una strada che costeggia il baratro, non necessariamente per colpe solo sue.

Se fossimo Mario Draghi, racconteremmo agli italiani l'Italia vera, non quella che si cerca di spacciare come reale. Un'Italia che per troppi anni ha vissuto al di sopra delle sue possibilità - incaponendosi in scelte che oggi si scopre avere nuociuto alla nostra economia- e che ora non può più farlo, pena il disastro.
E spiegheremmo anche che, come un malato che ha gravi problemi, all'Italia non servono aspirine, ma cure veramente efficaci, che però possono anche essere dolorose da sopportare, ma con la speranza che si dimostrino efficaci.

Se potessimo essere accanto al primo ministro, gli suggeriremmo di mettere da parte di timori di perdere consenso e dire come stanno veramente le cose, come lui fronteggia l'ondivago procedere della coalizione che sostiene il governo, con ciascun partito che, ritenendosi indispensabile, fa la voce grossa anche quando il silenzio sarebbe d'obbligo soprattutto quando sul tavolo ci sono problemi seri.
Se fossimo Mario Draghi mostreremmo non incomprensibili diagrammi o coloratissime slide (che spesso nascondono o camuffano la verità), affinché tutti - anche la casalinga di Voghera, che ormai padroneggia statistiche e percentuali - capiscano la portata della situazione che viviamo e la smettano di pensare che anche questa volta ne usciremo, grazie allo Stellone d'Italia.

Il Paese ha bisogno di chiarezza e non di vedersi blandire da chi ha tutto l'interesse a indebolire il governo che, sino a quando resterà in sella, ha su di sé un compito gravosissimo, che certo non ha bisogno di capitan Fracassa che, ogni qual volta aprono la bocca, mettono l'esecutivo sulla graticola. Ma, per nostra fortuna, noi siamo davanti ad un video a scrivere, mentre Mario Draghi è sul ponte di comando della navicella italiana.
Messer Cecco Angiolieri, alla domanda che si pose su cosa avrebbe fatto se fosse stato lui l'imperatore, disse che ''A tutti mozzarei lo capo a tondo''. Speriamo che Draghi si sia fermato alla strofa precedente.
Il Magazine
Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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