Coldiretti: "Prezzi delle materie prime alimentari ai massimi da un decennio"

- di: Daniele Minuti
 
Coldiretti ha diffuso la sua analisi sulla base dell'indice FAO per settembre 2021 e i numeri studiati mostrano che gli aumenti dei prezzi per petrolio, gas e metalli non sono i soli a colpire i consumatori, con quello delle materie prime alimentari che ha raggiunto il suo massimo da 10 anni, trascinato dagli aumenti per zucchero, cereali e oli vegetali.

Coldiretti: "Prezzi delle materie prime alimentari cresciuti al massimo da 10 anni"

"Si tratta" - si legge nella nota ufficiale - "del risultato di un incremento medio del 32,8 per cento rispetto a settembre 2020 con l’indice FAO che ha raggiunto un valore di 130 punti. A tirare la volata sono i prezzi internazionali dei cereali cresciti del 27,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre lo zucchero aumenta del 53,5% ed i grassi vegetali sono balzati addirittura del 60% rispetto all’anno scorso. Con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione. La paura di non poter soddisfare i bisogni primari come il cibo ha convinto la stessa Unione Europea a lanciare una consultazione pubblica per raccogliere contributi dagli operatori, ma anche dalle autorità e dai cittadini per realizzare un piano finalizzato a conquistare l’autosufficienza alimentare".

Viene sottolineato come l'emergenza pandemica abbia portato a un cortocircuito sulle materie prime del settore agricolo, che già ha sperimentato i guasti sulla volatilità dei listini, in un Paese già deficitario in alcuni settori e che ha bisogno di potenziamenti produttivi in altri (grano, mais). Nell'immediato c'è bisogno di dare sostenibilità finanziaria alle stalle in modo che i prezzi di latte e carne non scendano sotto quelli di produzione, che invece salgono per i rincari delle materie prime che servono per nutrire gli animali. Gli effetti positivi delle quotazioni sui mercati si riflettono solo marginalmente per via del gap infrastrutturale in Italia, mentre confermano comunque la rinnovata attenzione che va data al valore strategico di cibo e garanzie di qualità a esso legate.

Il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha commentato: "Per cogliere una opportunità unica abbiamo elaborato e proposto progetti concreti immediatamente cantierabili per l’agroalimentare che sono stati inseriti nel Pnrr per favorire una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale. La digitalizzazione delle aree rurali, recupero terreni abbandonati, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari dai cereali all’allevamento, dalla quarta gamma fino all’olio di oliva sono alcuni esempi di questi piani strategici elaborati dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia nell’ambito del Recovery plan. Bisogna ripartire dai nostri punti di forza e l’Italia è prima in Europa per qualità e sicurezza dell’alimentazione dove è possibile investire per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero".

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