Cina: fuga senza precedenti degli investitori stranieri

- di: Redazione
 
Quanto sta accadendo in Cina, tra strettissime misure anti-covid e il giro di vite imposto alla libertà d'azione delle industrie tecnologiche, ha determinato quella che, secondo gli analisti economici, è una fuga di capitali senza precedenti da parte degli investitori stranieri. Che, quindi, come dimostra l'andamento della borsa di Hong Kong, diventano sempre più pessimisti sull'impatto che i lockdown, decisi dalle autorità centrali per arginare i contagi di coronavirus, avranno sulla seconda economia del mondo. A conferma di questa situazione c'è l'andamento dello yuan, che è stato scambiato vicino ai minimi degli ultimi 17 mesi.

Gli investitori stranieri lasciano la Cina

La valuta cinese è stata scambiata ieri a 6,57 rispetto al dollaro americano nel commercio offshore, dopo essere precipitata lunedì al livello più basso contro il biglietto verde da novembre 2020.
Lo yuan, noto anche come renminbi, ha perso oltre il 3% rispetto al dollaro USA solo nell'ultima settimana, poiché l' aumento dei casi di Covid-19 a Pechino fa temere che nella capitale cinese possano essere adottati gli stressi stretti provvedimenti di Shanghai e di altre grandi città.

La situazione generale dell'economia cinese risente, oltre che delle rigorose politiche anti-pandemia e delle decisioni del governo per le grandi società tecnologiche e sulle imprese private, anche della profonda crisi immobiliare e dei rischi legati alla guerra della Russia contro l'Ucraina.
La caduta dello yuan negli ultimi due mesi è in netto contrasto con la sua performance durante la pandemia dell'anno scorso, quando era una delle valute più forti al mondo. La parabola discendente viene da tutti messa in relazione al fatto che Pechino prosegue nella sua dura politica contro il Covid-19, nonostante il pesante prezzo economico che questa decisione comporta. L'esempio dell'hub finanziario e manifatturiero di Shanghai, bloccato per circa un mese, è chiarificatore, con molte aziende costrette a chiudere, aggravando l'interruzione della catena di approvvigionamento globale.

La Banca della Cina ha cercato di abbassare la tensione, promettendo, ancora una volta, misure per rilanciare l'economia. Con una mossa senza precedenti, ha ridotto l'importo delle banche in valuta estera che devono detenere come riserve dall'8% dal 9%. Questa mossa aumenterebbe effettivamente l'offerta di dollari sul mercato e gli analisti ritengono ampiamente che la decisione abbia lo scopo di arginare il rapido calo dello yuan.
Nel suo ultimo rapporto sulla strategia cinese, Goldman Sachs ha stimato che i titoli tecnologici cinesi hanno perso 2 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato in tutto il mondo dai livelli massimi di 14 mesi fa. Ciò equivale all'11% del PIL cinese nel 2021.
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Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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