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Borse europee sprintano nel debutto del 2026, Milano ai massimi

- di: Matteo Borrelli
 
Borse europee sprintano nel debutto del 2026, Milano ai massimi
Difesa, banche e tecnologia accendono i listini. Wall Street cauta.

Il nuovo anno finanziario si apre sotto il segno dell’ottimismo. Le Borse europee archiviano la prima seduta del 2026 con un bilancio solido e diffuso, confermando un clima di fiducia che resiste anche dopo l’euforia iniziale. Piazza Affari si distingue ancora una volta come il listino più brillante del Vecchio Continente, riagganciando livelli che non si vedevano da oltre venticinque anni.

Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,96% a 45.374 punti, massimo dal dicembre 2000, sostenuto da acquisti robusti sui comparti della difesa, delle banche e della tecnologia. I corsi hanno rallentato nel finale, ma senza intaccare l’impostazione positiva della giornata.

Europa compatta, Madrid davanti a tutti

Il segno più domina anche sugli altri mercati continentali. Parigi avanza dello 0,56%, con il Cac 40 a quota 8.195 punti. Francoforte e Londra procedono con passo più prudente, entrambe in progresso di circa 0,2%. Più tonica Madrid, che chiude a +1,07%, spinta dai finanziari e dall’energia.

Secondo operatori e analisti, il buon avvio riflette anche le aspettative di una politica monetaria meno restrittiva nella seconda parte dell’anno e un contesto regolatorio europeo più favorevole alle operazioni straordinarie.

Piazza Affari: vola Fincantieri, bene la difesa

A Milano il faro è puntato su Fincantieri, che mette a segno un balzo del 5,75%. Il titolo beneficia di un importante contratto della controllata Wass con la Marina indiana, dal valore di circa 200 milioni di euro, rafforzando la visibilità del gruppo nel settore subacqueo militare.

In evidenza anche Leonardo e STMicroelectronics, entrambe in rialzo di oltre il 4%. Per Leonardo pesa positivamente la nuova commessa sudamericana per elicotteri leggeri, mentre ST cavalca l’intonazione favorevole del comparto tecnologico globale.

Tra le banche, acquisti su Mps e Popolare di Sondrio, sostenute dalle prospettive di consolidamento nel settore dopo l’aggiornamento delle regole sul Golden Power a livello europeo.

In coda al listino principale si colloca Nexi (-1,68%), appesantita da prese di profitto dopo il recente recupero.

Mid Cap e Small Cap: luci e ombre

Nel segmento Mid Cap spiccano Technoprobe (+5,98%), Italmobiliare (+3,66%), Brembo (+2,87%) ed ERG (+2,55%). Sul fronte opposto, scivolano Reply (-3,31%), Carel Industries (-2,44%) e Moltiply Group (-2,31%).

Più debole il comparto Small Cap, con realizzi selettivi che penalizzano i titoli più ciclici.

Valute e criptovalute: euro forte, Bitcoin accelera

Sul mercato dei cambi l’euro si mantiene tonico sul dollaro, scambiando intorno a 1,175. La moneta unica avanza anche sullo yen, mentre il cambio dollaro/yen resta sopra quota 156.

In deciso rialzo il Bitcoin, che supera i 90.000 dollari, sostenuto dal ritorno dell’appetito per il rischio nella prima seduta dell’anno.

Materie prime: petrolio in calo, gas in recupero

Giornata contrastata per le materie prime. Il petrolio arretra: il Brent scivola sotto i 61 dollari al barile, mentre il Wti viaggia in area 57 dollari, complice l’assenza di tensioni immediate sul fronte geopolitico.

In controtendenza il gas naturale, che risale a 29 euro al megawattora, sostenuto da previsioni meteo più rigide in alcune aree d’Europa.

Poco mosso l’oro, che oscilla attorno ai 4.320 dollari l’oncia, confermandosi asset di stabilità più che di slancio in questa fase.

Spread e Wall Street: Europa avanti, Usa attendisti

Lo spread Btp-Bund risale leggermente a 67 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,57%, senza tuttavia generare tensioni sul mercato obbligazionario.

A Wall Street, a metà seduta, il clima appare più incerto: l’S&P 500 oscilla attorno alla parità, il Nasdaq mostra lievi cali dopo l’esaurirsi della spinta dei tecnologici, mentre restano sotto osservazione i dati macro sul manifatturiero statunitense.

Un operatore europeo sintetizza così il sentiment di giornata: «Il 2026 parte con aspettative elevate, ma i mercati sanno che serviranno conferme macro e utili solidi per mantenere questo ritmo». 

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