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Bond sull’orlo della frana: allarme di Goldman che invita alla prudenza

- di: Marta Giannoni
 
Bond sull’orlo della frana: allarme di Goldman che invita alla prudenza
Bond sull’orlo della frana: Goldman avverte, prudenza ora
Spread ai minimi dal 2007, fiducia ingenua e rischi nascosti: meglio correre ai ripari.

Un parallelo allarmante con il 2007

Goldman Sachs, nel report datato 31 luglio 2025 a firma di Lotfi Karoui, evidenzia che lo spread globale tra obbligazioni corporate investment-grade e Treasury è sceso a 79 punti base, il livello più basso da luglio 2007, pochi mesi prima della crisi finanziaria. Negli Stati Uniti gli high-grade spreads hanno toccato quota 76 bps, anch’essi ai minimi del 2025.

Fiducia eccessiva in un panorama fragile

I left-tail risks — eventi estremi di bassa probabilità ma ad alto impatto — tornano a farsi sentire: dalle tariffe ancora incerte alle vulnerabilità del credito corporate. In un contesto apparentemente sereno, il messaggio di Goldman è netto: è l’ora di coprirsi.

Euforia ignorata: flussi record nei fondi obbligazionari

Tra il 30 luglio e il 6 agosto 2025, i fondi (ETF e mutual) sui bond corporate investment-grade hanno registrato 11,6 miliardi di dollari di afflussi, un record dal 2020 e tra i più alti di sempre. Ciò avviene nonostante segnali freddi sull’economia USA e le nuove tariffe imposte da Trump. Alcuni grandi gestori avvertono: il mercato sta sottovalutando i rischi.

Spread e tassi: ottimismo sotto la lente

I rendimenti medi dei corporate bond investment-grade sono scesi a 4,94%, mentre i BBB (il gradino più rischioso dell’IG) viaggiano intorno a 5,13%, livelli che non si vedevano da ottobre 2024. È il segnale di una fiducia quasi totale verso l’economia USA, nonostante indicatori più deboli — come il peggior dato dell’occupazione di luglio.

Cresce il dibattito tra strategie difensive e dinamiche

Goldman individua tre minacce potenziali allo scenario da “ricciolo d’oro” (Goldilocks): rallentamento inatteso della crescita, turbolenze sul tratto lungo della curva, crollo disordinato del dollaro. La raccomandazione è di diversificare: oro, emergenti selezionati, bond a scadenza breve, azioni a bassa volatilità e finanziari difensivi.

Contesto macro: volatilità e incertezze restano sul piatto

Il primo semestre 2025 è stato segnato da forti oscillazioni tra tensioni tariffarie e inflazione. La mitigazione di alcune tariffe e la resilienza dell’economia americana hanno favorito una ripresa temporanea, ma l’incertezza resta elevata su inflazione e politiche fiscali. L’esposizione ai rischi geopolitici e ai cambiamenti di policy impone strategie adattive.

Un approccio strategico attivo e informato

Non basta osservare i numeri: ricerche accademiche mostrano che la quota di spread non spiegata dai fondamentali può anticipare i rendimenti futuri. Strategie che sfruttano queste informazioni hanno ottenuto, in media, rendimenti corretti per il rischio sensibilmente superiori rispetto al semplice buy-and-hold sul mercato corporate.

L’allarme suona vero, agire è urgente

Lo scenario è chiaro: euforia pericolosa, spread compressi al limite storico, segnali economici deboli e flussi record verso i bond corporate. Gli strumenti per difendersi ci sono — coperture, diversificazione, approccio attivo — ma il tempo scorre. Proprio come nel 2007, ignorare il pericolo può costare caro.

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