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Assoturismo Confesercenti: "Peggiora la crisi del turismo: in un anno chiuse 4.116 imprese"

- di: Daniele Minuti
 
Assoturismo Confesercenti: 'Peggiora la crisi del turismo: in un anno chiuse 4.116 imprese'
Assoturismo Confesercenti lancia un nuovo allarme per il settore del turismo, sempre più in crisi in questi ultimi mesi: secondo i dati di natimortalità della ricettività, nel solo 2021 hanno annunciato la chiusura ben 4.116 attività turistiche, dato peggiore dell'ultimo quinquennio.

Assoturismo Confesercenti lancia l'allarme per le chiusure delle imprese

Un'impennata che non è stata frenata dalle riaperture, dato che nello stesso periodo sono nate solamente 1.916 nuove imprese del settore. Il biennio di pandemia ha portato una perdita complessiva di oltre 4.000 attività, numero ben sei volte più alto di quello registrato in quello precedente.

La perdita più importante è nel segmento ricettività (saldo negativo nel 2021 di 1.356 imprese) ma peggiora anche quella dei servizi turistici (-844 imprese, nel 2019 il saldo era di -366), a causa anche della totale assenza di sostegni. A livello regionale, il centro soffre più delle altre zone con un saldo di -1.290 (Roma e Lazio hanno subito un crollo di eventi e lavoro) ma sono in grande difficoltà anche Nord Est e Nord Ovest (rispettivamente -446 e -285 imprese), con l'ultima area influenzata dal calo della Lombardia (-158). L'unica regione in crescita è la Valle d'Aosta con un saldo positivo di 5 imprese.

Vittorio Messina, Presidente nazionale di Assoturismo (nella foto), ha commentato: "Le analisi confermano una crisi che non dà segni di rallentamento. Le chiusure hanno accelerato anche nel 2021, battendo il già pessimo risultato del 2020.  Anche il 2022 non si è aperto sotto i migliori auspici: la quarta ondata ha cancellato gennaio e febbraio, e la primavera è partita piano: l’80% delle camere disponibili per marzo è ancora senza prenotazione. A pesare, in un mese senza Pasqua, è senz’altro il blocco degli eventi e dei viaggi di lavoro: l’effetto ‘Zoom’ sulla convegnistica è particolarmente evidente nelle grandi città; ma anche la domanda estera è sotto le attese. Servono sostegni più incisivi, o le chiusure accelereranno ancora. Salvate le imprese, dobbiamo lavorare sul riavvio. Chi arriva ultimo alla riapertura ha perso: per questo servono già ora regole chiare sulle modalità della ripartenza della mobilità turistica, a partire da eventuali obblighi, che dovranno essere in linea nei tempi e nei modi con il resto d’Europa. In questo quadro, serve un investimento straordinario nel marketing: dobbiamo promuovere meglio e di più all’estero la destinazione Italia, tra le più desiderate e, in questo momento, sicure del mondo. I nostri competitor lo stanno già facendo".
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