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Apple, nuovi iPhone ma la vera sfida è economica

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Apple, nuovi iPhone ma la vera sfida è economica

L’attesa per i nuovi iPhone si accompagna a una certezza: il listino sarà più alto. Negli Stati Uniti, i prezzi dei modelli 2025 sono destinati ad aumentare rispetto alla generazione precedente. Non si tratta solo di una scelta commerciale, ma di una necessità legata all’aumento dei costi di produzione. I dazi imposti dal presidente Donald Trump sulle importazioni dalla Cina hanno infatti fatto lievitare le spese della filiera. Per Apple, che continua a concentrare la maggior parte della manifattura in Asia, il conto è pesante: 800 milioni di dollari in più nell’ultimo trimestre e un impatto stimato di 1,1 miliardi di dollari sui ricavi futuri.

Apple, nuovi iPhone ma la vera sfida è economica

Il tema va oltre la semplice politica dei prezzi. Apple si trova stretta tra due mercati chiave e contrapposti: da un lato gli Stati Uniti, che rappresentano la base clienti più redditizia, dall’altro la Cina, che resta il principale centro produttivo e un bacino di consumatori in crescita. Canalys sottolinea come il gruppo di Cupertino stia cercando “un delicato equilibrio tra i suoi due mercati più grandi, in un contesto di crescenti tensioni commerciali”. Ogni mossa in termini di prezzo, approvvigionamento o localizzazione produttiva rischia di ripercuotersi in modo diretto sulle vendite e sui margini.

Il costo dell’innovazione
La novità principale dell’evento di San Francisco sarà l’iPhone “Air”, un modello ultrasottile pensato per rinnovare l’appeal del marchio. Ma dietro il design raffinato si nasconde un problema economico: la produzione di un dispositivo così complesso comporta costi più elevati e margini ridotti. Inoltre, la riduzione dello spazio interno limita la capacità della batteria, con possibili effetti sulla durata e quindi sulla percezione del valore da parte dei consumatori. Innovare costa, e Apple deve decidere quanto di questo costo trasferire ai clienti.

La sfida della concorrenza
Mentre Apple cerca di proteggere la propria fascia premium, i concorrenti si muovono su terreni diversi. Samsung e i produttori cinesi stanno spingendo con forza sugli smartphone pieghevoli, mentre Google e Microsoft puntano sull’integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale. Cupertino, che finora ha adottato un approccio più prudente, rischia di perdere terreno se non riuscirà a convincere il mercato che la sua offerta vale il prezzo richiesto. La sfida, quindi, non è solo tecnologica, ma di posizionamento economico in un settore che rallenta nella crescita complessiva.

Gli investitori osservano
Le Borse guardano con attenzione al keynote di oggi. Dopo i risultati in calo degli ultimi trimestri, gli analisti chiedono segnali concreti sulla capacità di Apple di difendere i margini e contenere l’impatto della guerra dei dazi. Tim Cook ha assicurato che l’azienda è pronta a diversificare parte della produzione, spostando alcune linee in India e Vietnam, ma la transizione sarà lenta e costosa. Nel frattempo, il mercato reagisce all’incertezza: i titoli tecnologici restano volatili e la capitalizzazione di Apple è esposta alle oscillazioni legate alle vendite dell’iPhone.

Intelligenza artificiale come leva di valore

Se il fronte hardware presenta costi crescenti e margini sotto pressione, la vera scommessa economica di Apple potrebbe essere l’intelligenza artificiale. Le nuove funzioni attese — da un Siri potenziato a strumenti predittivi integrati nelle app — non servono solo ad arricchire l’esperienza utente, ma a rafforzare l’ecosistema dei servizi. È qui che Cupertino vede margini più ampi: abbonamenti, cloud, musica, video e applicazioni possono bilanciare la dipendenza dall’hardware e assicurare flussi ricorrenti di ricavi.

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