• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Wall Street brinda ai record: lavoro debole, Fed nel mirino

- di: Matteo Borrelli
 
Wall Street brinda ai record: lavoro debole, Fed nel mirino

Dow e S&P 500 sugli scudi dopo i dati sull’occupazione USA: crescita fiacca, disoccupazione in calo e una domanda che rimbalza ovunque—quando taglierà i tassi la Federal Reserve?

I mercati adorano le storie semplici. Venerdì, a Wall Street, la trama è stata questa: il lavoro rallenta, l’inflazione (forse) respira, e i tassi—prima o poi—scenderanno. Risultato: seduta in rialzo e nuovi massimi di chiusura per Dow Jones e S&P 500, con il Nasdaq in scia. È il modo in cui la Borsa trasforma un dato “non brillante” in carburante, quando la parola chiave diventa una sola: Fed.

Il detonatore è arrivato dal report sul lavoro statunitense: a dicembre le nonfarm payrolls sono cresciute di 50.000 unità, un ritmo più lento delle attese del consenso. Eppure il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%. Apparente contraddizione, in realtà: può voler dire occupazione meno dinamica, ma anche movimenti nella partecipazione al mercato del lavoro e nella composizione degli occupati. Il messaggio, per chi compra e vende in tempo reale, resta comunque limpido: nessuna economia surriscaldata e quindi meno pressione per tassi alti a lungo.

Da qui la reazione: gli investitori hanno letto il dato come un “raffreddamento controllato”. In altre parole, abbastanza debole da alimentare l’idea di un allentamento monetario nel 2026, ma non così brutto da far gridare alla recessione. È la zona grigia preferita dai listini: crescita che non esplode, ma nemmeno si spegne. E quando il mercato fiuta che il costo del denaro può scendere, la matematica dei multipli fa il resto.

Nel commentare la dinamica occupazionale, alcuni analisti hanno puntato il dito su un dettaglio spesso trascurato: se la disoccupazione scende mentre la creazione di posti rallenta, una parte della spiegazione può stare nel numero di persone che escono dalla forza lavoro. "Parte del calo della disoccupazione può dipendere da persone che smettono di cercare lavoro": è uno dei punti evidenziati nelle letture a caldo della seduta, che aiutano a capire perché il dato sia stato interpretato come favorevole a un atteggiamento più morbido della banca centrale.

La domanda che rimbalza in sala mercati, adesso, è quasi teatrale: taglio subito o taglio più avanti? Negli Stati Uniti l’orizzonte operativo passa per la prossima riunione e, soprattutto, per ciò che dirà—o non dirà—la Federal Reserve. A muovere la narrativa non è solo la fotografia del lavoro, ma l’insieme dei “pezzi” che mancano: inflazione, consumi, utili aziendali. Perché un report occupazionale da solo può cambiare l’umore, ma difficilmente scrive da solo la decisione sui tassi.

Proprio per questo, le probabilità implicite nei futures sui Fed Funds (lo strumento più osservato per misurare l’aspettativa di politica monetaria) sono diventate la bussola del mercato. Il punto non è solo “se” la Fed taglierà, ma quando e con che ritmo. E ogni dato macro si trasforma in un tassello: se l’occupazione si indebolisce senza uno scatto dei salari, la pressione per sostenere l’economia aumenta; se invece i salari accelerano, l’inflazione torna a fare paura e il freno si riattiva.

Intanto la seduta ha riscritto anche la mappa degli altri asset. Il dollaro si è mosso a cavallo tra due forze: da un lato un’economia che rallenta può spingere a scommettere su tassi più bassi (e quindi su un biglietto verde meno “attraente”); dall’altro, nei momenti di incertezza, la valuta americana resta spesso un approdo naturale. Sul mercato valutario, l’euro ha chiuso la giornata in area 1,16 contro dollaro, con oscillazioni contenute ma un segnale chiaro: il cambio continua a reagire più alle aspettative sui tassi che alle emozioni di giornata.

Sulle materie prime, il petrolio WTI ha messo a segno un rimbalzo robusto e si è riportato in area 59 dollari al barile. È un movimento che può raccontare più storie insieme: domanda attesa, dinamiche dell’offerta e anche un semplice “repricing” tecnico dopo le sedute precedenti. Ma in chiave mercati, il petrolio è sempre una spia: se sale troppo, riaccende il tema inflazione; se scende troppo, rimanda il timore di una crescita che perde slancio.

L’oro, invece, ha continuato a muoversi da protagonista: quando le aspettative sui tassi scendono, il metallo giallo tende a guadagnare fascino perché riduce il “costo opportunità” di detenere un asset che non rende cedole. In parallelo, resta la sua funzione psicologica: copertura contro shock, scudo contro l’incertezza, specchio delle paure—anche quando la Borsa festeggia.

E poi c’è il mondo cripto: Bitcoin si è mantenuto in area 90.000 dollari, con movimenti più cauti rispetto alla corsa di altre fasi. In molti desk la lettura è pragmatica: se davvero il 2026 sarà un anno di denaro meno caro, gli asset più sensibili alla liquidità—tecnologia e cripto in testa—trovano un pavimento psicologico più solido. Ma la volatilità, nel caso di Bitcoin, resta un “prezzo d’ingresso” inevitabile.

In controluce, il mercato sta anche preparando un altro passaggio delicato: la stagione delle trimestrali. Perché l’idea di tassi più bassi aiuta le valutazioni, ma sono gli utili a decidere se il rally ha gambe o solo entusiasmo. Se l’economia rallenta, alcune aziende potrebbero soffrire sui ricavi; se invece il rallentamento è “morbido”, la combinazione diventa perfetta: crescita moderata + costi del capitale in calo + multipli che reggono.

I record di Dow Jones e S&P 500 non sono solo una fotografia di fine seduta, ma un voto di fiducia su una scommessa precisa: che la Federal Reserve possa permettersi di essere meno dura. Il lavoro frena quel tanto che basta, senza rompere il giocattolo. Ora però la partita vera è nella sequenza dei prossimi dati e nelle parole della banca centrale. Perché tra “attesa di taglio” e “taglio davvero” c’è un oceano fatto di inflazione, salari e crescita. E i mercati, si sa, amano attraversarlo di corsa.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 96 record
Pagina
2
10/01/2026
Black Friday accende i consumi, ma l'Italia compra col freno tirato
A novembre le vendite al dettaglio crescono grazie al Black Friday e all’e-commerce, ma ne...
10/01/2026
Wall Street brinda ai record: lavoro debole, Fed nel mirino
Dow Jones e S&P 500 ai massimi dopo il report sul lavoro USA: occupazione debole, disoccup...
10/01/2026
Ti diplomi nel 2026? Questo bonus è tuo anche senza ISEE: come funziona davvero la Carta Valore
Un credito per libri, corsi e cultura dopo la maturità: chi può ottenerlo, quando arriva e...
09/01/2026
Usa, frenata nei cantieri: a ottobre giù del 4,6%
I nuovi cantieri negli Stati Uniti calano del 4,6% a ottobre 2025, mentre i permessi resta...
09/01/2026
Russia, svolta sul rublo digitale: la corsia di emergenza di Mosca
La Russia accelera sul rublo digitale per sostenere le banche e proteggere i pagamenti sot...
09/01/2026
Fisco 2026, scattano i controlli mirati: chi finisce nel mirino
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate punta su controlli fiscali mirati: banche dati, score ISA...
Trovati 96 record
Pagina
2
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia