Rapporto Unirima 2023, Italia virtuosa del riciclo: il raddoppio delle esportazioni argina calo fatturati per effetto volatilità prezzi

- di: Barbara Bizzarri
 

Il Rapporto annuale Unirima, l'Unione Nazionale delle Imprese di Recupero, riciclo e commercio dei maceri e altri materiali, presentato questa mattina a Roma a Palazzo Rospigliosi, fotografa lo stato di salute dell'industria del riciclo meccanico e del commercio della carta da macero, rileva che, nell’anno in corso, l’Italia si distingue fra i Paesi UE per essere una virtuosa del riciclo, grazie alla capillarità degli impianti sul territorio (716 distribuiti tra Nord e Sud) e a un forte incremento delle esportazioni (+10% rispetto al 2021 e + 99,9% rispetto al 2022), tanto da confermarsi al di sopra della media europea e del target Ue al 2025, nonostante le difficoltà derivanti dal quadro congiunturale internazionale che si riflette anche sull'economia italiana e causa una volatilità dei prezzi di mercato della carta da macero, oltre a determinare un calo dei fatturati delle imprese di oltre il 13% rispetto al 2022.

Rapporto Unirima 2023, Italia virtuosa del riciclo

"Le imprese - ha commentato Giuliano Tarallo, presidente di Unirima - sono costrette a districarsi tra una burocrazia crescente, norme spesso contraddittorie o non chiare, il mancato rispetto dei principi di concorrenza e la necessità di innovarsi per essere più competitive e far fronte alle sfide sempre più complesse dei mercati. Grazie al coraggio di molti imprenditori, anche quest'anno il settore ha saputo reagire alle crisi di sistema. Adesso però ci aspettiamo delle risposte dalla politica e dal governo. Abbiamo fiducia che su questi temi, e sulle grandi sfide del Paese come l'economia circolare, sarà fatto di tutto per mantenere un livello alto di competitività del comparto industriale italiano della carta da macero".

Nel 2022 la produzione di carta da macero, pari a 6,6 milioni di tonnellate, ha registrato un calo del 6% rispetto al 2021. I fattori di questa diminuzione, come sopra, sono riconducibili alle criticità del quadro internazionale, con gli aumenti dei prezzi dell'energia che hanno ridotto i consumi e determinato fermi delle aziende interne produttrici di carta e destinatarie del macero. L'acuirsi nell'ultimo anno di tutte queste problematiche ha portato a una forte riduzione dei prezzi della carta da macero. Da settembre 2022 a settembre 2023, il prezzo medio della qualità di carta da macero 1.04 è stato pari a 35 €/t, un valore decisamente più basso rispetto a quello raggiunto nei primi sette mesi del 2022 pari a circa 124 €/t. Un crollo dei prezzi pari a -72% che, fortunatamente, non hanno toccato i valori pre-pandemia a causa dell'incremento delle esportazioni.

L'industria delle materie prime, inoltre, soffre anche dei costi derivanti da barriere non tecnologiche che continuano a gravare sul settore, malgrado le reiterate richieste di semplificazione che il comparto avanza da anni, che si aggiungono alle preoccupazioni derivanti dalle nuove proposte di regolamenti di settore da parte dell'Ue.

I cambiamenti a livello geopolitico ed economico ed il crescere delle barriere non tecnologiche hanno certamente impattato sui bilanci delle imprese italiane del recupero di materia dai rifiuti, come confermato dall'analisi sui fatturati nel periodo dal 2020 al 2023 condotta da Unirima su un campione rappresentativo di aziende associate che si occupano anche di altri materiali recuperabili. Dopo un incremento di circa il 18% dei fatturati 2021 rispetto a quelli del 2020 e un modesto aumento di circa il 4% del 2022 sul 2021, il 2023 segna una inversione di tendenza in negativo con un calo dei fatturati complessivi superiore al 13% rispetto al 2022.

Le esportazioni, che nel primo semestre 2023 sono aumentate ulteriormente superando un milione di tonnellate, cioè il doppio rispetto allo stesso periodo del 2022, continuano, dunque, a garantire uno sbocco per il surplus strutturale di carta da macero rispetto al fabbisogno interno del mercato italiano. La capacità degli operatori di trovare destinazione per tali quantitativi ha evitato un corto circuito nella filiera, permettendo al contempo l'incremento delle raccolte differenziate e contribuendo in modo sostanziale agli obiettivi di riciclo complessivi del nostro Paese.

Il tasso di riciclo complessivo della carta sale dal 72,8% al 75,7% nel 2022 (+2,9%) e quello degli imballaggi, pari all'81,20%, si mantiene ancora ben al di sopra della media europea. In questo contesto, Unirima, la principale associazione di imprese del settore, con 20mila addetti, un fatturato annuo di circa 4 miliardi di euro e oltre 700 impianti di trattamento rifiuti recuperabili, ai quali vengono conferite le raccolte differenziate di carta e cartone provenienti sia dai Comuni che da attività commerciali, artigianali, industriali, è interlocutore indispensabile delle istituzioni nelle sfide che il Paese deve affrontare.

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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2023
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