L'Ue approva legge per arrestare il declino della biodiversità

- di: Redazione
 
L'europarlamento ha adottato oggi una legge che mira ad arrestare il declino della biodiversità imponendo agli Stati membri di ripristinare gli ecosistemi in pericolo.
L'ok è arrivato nonostante l'opposizione della destra e delle organizzazioni agricole.
Il testo ratifica l'accordo concluso a novembre dai negoziatori del Parlamento e degli Stati membri. Entrerà in vigore quando i singoli Stati lo avranno approvato formalmente.
Il testo prevede che i Ventisette stabiliscano misure di ripristino sul 20% delle terre e delle aree marine dell’Unione Europea entro il 2030. Ogni Stato deve ripristinare almeno il 30% di questi habitat in cattive condizioni entro il 2030, principalmente nelle cosiddette aree Natura 2000.

L'Ue approva legge per arrestare il declino della biodiversità

Il risultato è stato molto incerto, poiché lunedì il Partito popolare europeo, primo gruppo in Parlamento, ha invitato i suoi rappresentanti eletti a votare contro il testo, mentre l'estrema destra ha presentato emendamenti di rigetto. Gli eurodeputati di sinistra e di centro, all'unisono con le ONG ambientaliste, dopo il voto, hanno espresso la loro soddisfazione. La deputata ambientalista Marie Toussaint ha detto che, dopo ''una campagna aggressiva del PPE'' e ''nonostante i tentativi di sabotaggio dell'estrema destra'', il voto è una vittoria di ''tutti gli europei''.

A tre mesi dalle elezioni europee, i conservatori hanno riaffermato la loro sfiducia nei confronti del Green Deal, un vasto insieme di norme ambientali condannate nelle recenti manifestazioni agricole.
''Continuiamo a pensare che questa sia una legge scritta male. (…) Stiamo introducendo ulteriori norme burocratiche per i nostri agricoltori'', in un momento in cui la produzione alimentare è sotto pressione, ha lamentato il tedesco Manfred Weber, presidente del gruppo PPE.

Nel mirino dei conservatori soprattutto l'obiettivo, anche se indicativo, di estendere le zone ''ad alta diversità'' (siepi, stagni, alberi da frutto, ecc.) al 10% dei terreni agricoli a livello comunitario. Soprattutto il Parlamento aveva eliminato un articolo che riguardava i terreni agricoli. La norma è stata poi reintrodotta.
Secondo l'accordo finale, gli Stati dovranno solo impegnarsi per ottenere un aumento degli indicatori (farfalle, carbonio nel suolo, terreni agricoli ad ''alta diversità''). Il testo prevede che almeno il 30% delle torbiere drenate utilizzate a fini agricoli siano ripristinate entro il 2030 (di cui almeno un quarto mediante riumidificazione), il che rischia, secondo la destra, di ridurre i rendimenti.
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