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Trump impone dazi fino al 50%: Ceo americani in allarme per l’economia Usa

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Trump impone dazi fino al 50%: Ceo americani in allarme per l’economia Usa
Le nuove tariffe imposte dal presidente Donald Trump, che variano tra il 10% e il 50% su un’ampia gamma di beni importati, stanno alimentando forti preoccupazioni nel mondo delle imprese. La Business Roundtable, potente gruppo che riunisce i principali amministratori delegati statunitensi, ha diffuso un duro comunicato nel quale denuncia i potenziali effetti destabilizzanti sull’intera economia americana. Joshua Bolten, Ceo dell’organizzazione, ha dichiarato che le misure rischiano di ritorcersi contro i produttori nazionali, i lavoratori, le famiglie e soprattutto gli esportatori, innescando una spirale negativa difficilmente gestibile nel lungo periodo.

Trump impone dazi fino al 50%: Ceo americani in allarme per l’economia Usa

Il settore automobilistico è tra i più colpiti dalle nuove politiche doganali. Con un dazio fisso del 25% sulle auto importate, le case produttrici stanno reagendo in modo diverso: alcune optano per aumenti di prezzo diretti, altre lanciano sconti aggressivi per evitare il crollo delle vendite. Questo contesto ha già avuto ripercussioni sui mercati finanziari, con i titoli delle principali aziende del comparto in forte flessione sia in Europa che nel pre-mercato di Wall Street. Le strategie difensive delle imprese, tuttavia, rischiano di accentuare ulteriormente l’instabilità, generando una guerra commerciale interna che si somma a quella internazionale.

Export e catene globali sotto pressione

La Business Roundtable sottolinea come i dazi non solo penalizzino le importazioni, ma danneggino anche la capacità delle aziende americane di esportare e competere nei mercati globali. Le filiere produttive, oggi profondamente integrate su scala mondiale, diventano più vulnerabili ai rincari sui componenti e ai ritardi nelle forniture. I ceo denunciano un aumento generalizzato dei costi, un peggioramento dei margini e una perdita di competitività che potrebbe riflettersi sulle performance del sistema industriale nel suo complesso. Inoltre, l’eventualità di contromisure da parte dei Paesi colpiti aggrava il rischio di un’escalation commerciale dagli esiti incerti.

Famiglie e consumatori nel mirino dell’inflazione

L’allarme riguarda anche i consumatori. Secondo le stime interne del gruppo, i dazi provocheranno un aumento sensibile dei prezzi al dettaglio in numerosi settori chiave: elettronica, automotive, abbigliamento e beni per la casa. Questo scenario espone le famiglie americane a una possibile perdita del potere d’acquisto, in un contesto in cui l’inflazione, alimentata da fattori esterni, è già sotto osservazione da parte della Federal Reserve. Le imprese, a fronte dell’incertezza, stanno sospendendo nuove assunzioni e rivedendo i piani di investimento, con possibili effetti a cascata sull’occupazione.

L’industria americana teme l’isolamento globale

La linea protezionista di Trump, che ha già fatto discutere durante il suo primo mandato, torna ora al centro del dibattito con un impatto più ampio e strutturale. I grandi gruppi industriali americani avvertono che l’adozione di dazi generalizzati può minare la leadership economica degli Stati Uniti e compromettere i rapporti con i partner internazionali. Le aziende chiedono alla Casa Bianca di rivedere le proprie strategie commerciali, puntando su negoziati multilaterali, incentivi alla competitività e stabilità normativa. La paura, ora, è che la scelta di alzare muri doganali possa spingere l’economia americana verso una fase di stagnazione difficile da invertire.
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