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Tim rilancia: fusione, investitori e una nuova strategia di crescita

- di: Matteo Borrelli
 
Tim rilancia: fusione, investitori e una nuova strategia di crescita
Con la vendita di Sparkle, Tim ha completato il proprio riassetto e ora l’amministratore delegato Pietro Labriola (foto) guarda avanti, delineando le prossime mosse: consolidamento del mercato e remunerazione dei soci. Secondo Labriola, il nuovo assetto rende il gruppo “più flessibile, più efficiente e più concentrato nelle aree a maggior valore aggiunto”. La strategia rimane quella del piano 'Free to Run', ora aggiornato con nuovi target finanziari.

Una strategia basata su piccoli passi
I nuovi obiettivi finanziari di Tim non includono il miliardo di canone non dovuto che lo Stato deve versare, né gli earn-out derivanti da una possibile integrazione tra Fibercop e Open Fiber. Inoltre, le previsioni sul real brasiliano sono particolarmente prudenti, lasciando margini di miglioramento rispetto alle guidance. Tuttavia, Labriola predica cautela, sottolineando che negli ultimi vent’anni solo in quattro occasioni Tim ha rispettato le previsioni del primo anno di piano. “Gli investitori sono molto diffidenti, molti hanno subito perdite con Tim e aspettano che i numeri dimostrino la credibilità delle promesse”.
Il titolo Tim continua a muoversi con volatilità in Borsa, con tentativi di superare i 30 centesimi per azione seguiti da rapide discese. Secondo Labriola, il problema è che Tim è una “penny stock” su cui si specula facilmente. Una soluzione potrebbe essere il raggruppamento delle azioni e l’abbattimento del capitale, un’ipotesi che il consiglio di amministrazione potrebbe mettere ai voti già nell’assemblea di aprile.

Dividendi gli azionisti in cantiere

Nonostante l’utile netto non sia ancora visibile, Tim intende tornare a remunerare gli azionisti utilizzando la cassa e le riserve, che dovranno essere ricostituite. Labriola ha assicurato che il metodo scelto sarà “market friendly” e potrebbe prevedere dividendi o un programma di buyback sulle azioni ordinarie o di risparmio.

Poste e Iliad: le opzioni per il consolidamento

Il tema del consolidamento resta centrale, con il dossier che potrebbe essere discusso già nel fine settimana dal consiglio di amministrazione di Poste Italiane, guidato da Matteo Del Fante. Il possibile scambio azionario tra Poste e Cdp – che prevedrebbe la cessione del 3,8% di Nexi in cambio del 9,8% di Tim – è una delle ipotesi sul tavolo. Un consiglio di amministrazione è già stato convocato per il 21 febbraio, in occasione dell’approvazione dei risultati preliminari del 2024 e della guidance per il 2025.
Dal punto di vista industriale, Labriola ha ribadito che Tim ha sempre valutato due possibili scenari di consolidamento: Iliad o Poste. "Lo abbiamo detto già nel 2022: Iliad e Poste erano le sole opzioni, ora lo dicono tutti. Noi non abbiamo preferenze, vogliamo concentrarci sui risultati" . Per ora non ci sono contatti ufficiali, ma il manager ha confermato di aver considerato ogni possibilità. Con Iliad, le sinergie sarebbero legate alla presenza di due reti, mentre con Poste si tratterebbe di un'integrazione commerciale che accelererebbe la strategia di customer platform.

Il ruolo del governo
Sul fronte politico, il ministero dell’Economia osserva attentamente l’evoluzione del settore. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha chiarito la posizione del governo, affermando che “i soggetti che chiedono di parlare sono accolti, ma il ministero tutelerà sempre l’interesse nazionale attraverso gli strumenti consentiti, incluso il golden power”. Una dichiarazione che lascia intendere come eventuali operazioni di consolidamento dovranno passare al vaglio delle autorità italiane.

Uno scenario in evoluzione

Tim si trova ora a un bivio: da un lato, la necessità di consolidarsi nel mercato per rafforzare la propria posizione; dall’altro, la sfida di riconquistare la fiducia degli investitori attraverso risultati concreti. Mentre il cda prepara le prossime mosse, il settore delle telecomunicazioni in Italia resta in fermento, con il possibile ingresso di nuovi protagonisti e il governo pronto a intervenire per proteggere gli interessi nazionali.

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