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Btp Più supera i 9 miliardi, spread ai minimi dal 2021

- di: Marta Giannoni
 
Btp Più supera i 9 miliardi, spread ai minimi dal 2021
La forte domanda dei risparmiatori spinge il collocamento del nuovo titolo di Stato, mentre il differenziale con il Bund tedesco si restringe. Il peso della politica monetaria e delle tensioni geopolitiche.
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Una raccolta robusta nonostante il rallentamento
Nel secondo giorno di collocamento, il Btp Più ha raccolto ulteriori 3,7 miliardi di euro, portando il totale sottoscritto a 9,3 miliardi in appena 48 ore. Un risultato significativo, anche se in fisiologico rallentamento rispetto al debutto da 5,6 miliardi. Il confronto con il Btp Valore dello scorso maggio – che aveva raggiunto 11 miliardi in una settimana – evidenzia comunque il forte interesse degli investitori retail per i titoli di Stato italiani.
Il nuovo Btp, con scadenza a otto anni e una finestra di uscita alla pari dopo quattro, garantisce rendimenti minimi del 2,80% per i primi quattro anni e del 3,20% per i successivi. Questi livelli sono in linea con i rendimenti di mercato, che attualmente si attestano al 2,62% e al 3,25% per titoli di pari durata sul mercato secondario. Tuttavia, è possibile che i tassi minimi vengano rivisti al rialzo al termine del collocamento, previsto per venerdì.

Lo spread ai livelli del governo Draghi: le cause del calo
Oltre al successo del Btp Più, il mercato ha registrato un’altra dinamica rilevante: il calo dello spread Btp-Bund, che è sceso fino a 104 punti base, un livello che non si vedeva dall’ottobre 2021, ai tempi del governo di Mario Draghi.
A spingere in basso il differenziale è stato un fenomeno insolito: il Bund tedesco ha registrato un rialzo dei rendimenti (+6 punti base) maggiore di quello del Btp italiano (+1 punto base). Questo movimento riflette un sell-off generalizzato sui titoli di Stato europei, innescato dalle crescenti aspettative di nuova spesa per la difesa in Europa.

Il peso della politica e della geopolitica
Le recenti indiscrezioni sui negoziati per l’Ucraina, in particolare l’ipotesi di un minore coinvolgimento degli Stati Uniti nel sostegno economico e militare a Kiev, hanno aumentato la pressione sui governi europei affinché incrementino il proprio budget per la difesa. In particolare, la Germania – con un maggiore margine di manovra fiscale rispetto ad altri Paesi – potrebbe trovarsi costretta a finanziare spese aggiuntive attraverso nuovo debito, facendo aumentare i rendimenti del Bund e quindi riducendo lo spread rispetto ai titoli italiani.
Parallelamente, il contesto politico italiano relativamente stabile rispetto a Francia e Germania sta giocando un ruolo favorevole per il debito pubblico del nostro Paese. La prudenza sui conti pubblici e una Banca Centrale Europea (BCE) più morbida sulle politiche monetarie stanno creando un ambiente meno sfavorevole per i Btp.

Bce, le mosse sui tassi e il debito pubblico
Sul fronte della politica monetaria, la Bce si sta avvicinando a una fase di allentamento sui tassi d’interesse. Piero Cipollone, membro del board della BCE, ha dichiarato che i tagli del costo del denaro dovranno compensare la spinta restrittiva dovuta alla cessione dei bond in portafoglio”.
Questa affermazione suggerisce che la BCE potrebbe iniziare a tagliare i tassi nei prossimi mesi, attenuando l’impatto della riduzione del proprio bilancio. Una prospettiva che potrebbe favorire ulteriormente il debito italiano, rendendo il Btp Più ancora più attraente per gli investitori nei mesi a venire.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Con due giorni di collocamento ancora davanti, il Btp Più potrebbe superare gli 11 miliardi raccolti dal Btp Valore nel maggio 2024. Tuttavia, molto dipenderà dalla reazione del mercato ai segnali in arrivo dalla BCE e dall’evoluzione del contesto geopolitico.
Se lo spread dovesse continuare a scendere e i rendimenti rimanere competitivi, il successo del Btp Più potrebbe confermare la rinnovata fiducia dei risparmiatori italiani nel debito pubblico nazionale, in un momento di incertezza per i mercati globali.

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