Renzi ufficializza la crisi di Governo: "Le ministre di Italia Viva si dimettono"

- di: Daniele Minuti
 
Ora è ufficiale: Matteo Renzi ha annunciato, durante la conferenza stampa fissata nella notte, che le ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto si dimetteranno dalle loro cariche dando di fatto inizio alla crisi del Governo Conte-bis.

Il leader di Italia Viva ha dichiarato: "La crisi era ormai aperta da mesi e non da noi: è molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi allo status quo, in questo momento viviano una grande crisi politica in cui stiamo discutendo dei pericoli dovuti alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità deve essere quello di risolvere i problemi, non nasconderli".

Renzi ha rivendicato il suo ruolo nella nascita del secondo Governo di Giuseppe Conte per non permettere a Matteo Salvini di avere pieni poteri, quindi "non vogliamo consentire a nessuno di avere i pieni poteri".

L'ex premier ha poi proseguito: "La democrazia ha delle forme, se non vengono rispettate qualcuno deve dire che il Re è Nudo. Abbiamo posto al premier tre questioni, la prima delle quali di metodo: ora c'è chi ci fa la morale volevano andare alle elezioni e consegnare l'Italia alla destra populista, non vogliamo che nessuno abbia pieni poteri. L'abitutine di governare coi decreti legge, l'uso di messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali sono un vulnus della democrazia".

Il grande oggetto del contendere però rimane il Mes: "È irresponsabile non prendere i soldi del Mes unicamente per questioni ideologiche. C'è un'emergenza drammatica in corso ma non può essere l'unico motivo di sopravvivenza del Governo. Rispondere alla pandemia vuol dire anche avere desiderio di sbloccare i cantieri, muoversi sulle politiche industriali. Ci sarà un motivo se l'Italia ha il maggior numero di morti in Europa e un Prodotto Interno Lordo che crolla. Il futuro? Noi voteremo a favore dello scostamento di bilancio e del decreto ristori, siamo pronti a dare una mano senza pregiudizi. È chiaro che non abbiamo il controllo, al Senato abbiamo 18 persone totalmente libere. Se il tema è la formazione di gruppi di "Responsabili", Conte faccia pure. Non mi risulta ci siano dei nostri".
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