Petrolio: produttori aumentano barili, ma il mercato globale chiede di più

- di: Redazione
 
L'OPEC e i Paesi alleati produttori di petrolio hanno deciso oggi di aumentare gradualmente i flussi che inviano al mondo, anche se il piano europeo di sanzionare il petrolio russo minaccia di sottrarre milioni di barili da un mercato globale già assetato di greggio.
L'approccio cauto dell'alleanza OPEC+ rischia di esacerbare la crisi energetica globale, con la lievitazione dei prezzi, i cui effetti negativi ricadranno sulla capacità delle persone di spendere e, quindi, sostenere la ripresa economica.

L'OPEC e i Paesi alleati produttori di petrolio accrescono i flussi dei barili

In una riunione online, l'OPEC+ ha deciso di confermare la linea che ha adottato da tempo, con un aumento graduale della produzione e quindi aggiungendo 432.000 barili al giorno a partire da giugno.
Il percorso prevede di attuare aumenti regolari per ripristinare i tagli alla produzione fatti nel 2020 durante la fase peggiore della recessione pandemica.
I prezzi del petrolio sono cresciuti - oltre il 40% quest'anno - poiché l'aumento della produzione rimane inferiore a quello che Stati Uniti e altri Paesi consumatori di petrolio chiedono per allentare i prezzi alla pompa molto elevati.

Analisti del settore prevedono che il mercato globale potrebbe perdere fino a 2 milioni di barili entro sei mesi se i 27 Paesi dell'Unione Europea approvassero una proposta per sanzionare il petrolio russo.
La Russia è il più grande esportatore al mondo con circa il 12% dell'offerta globale e i timori che il suo petrolio e gas naturale potrebbero essere tagliati hanno mantenuto alti i prezzi dell'energia. Prima dell'invasione dell'Ucraina, la Russia inviava circa 3,8 milioni di barili di petrolio al giorno nell'Unione Europea, dove le raffinerie lo trasformano in benzina e gasolio.
Se l'UE porta avanti i suoi piani per eliminare gradualmente le importazioni di greggio in sei mesi, la Russia potrebbe provare a vendere quei barili a Paesi asiatici che non partecipano al boicottaggio, anche se potrebbe rischia di non trovare clienti per tutto il petrolio non più destinato all'Europa, anche a prezzi stracciati.

Oggi i prezzi del petrolio negli Stati Uniti sono aumentati dell'1,2%, dopo la riunione, a 109,01 dollari al barile, ovvero del 43% in più dall'inizio dell'anno. Il Brent, benchmark internazionale, è aumentato dell'1,7%, a 111,81 dollari al barile. Anche i conducenti in Europa, dove le tasse rappresentano una quota maggiore del prezzo alla pompa, stanno pagando di più.
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Italia Informa n° 3 - Maggio/Giugno 2022
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