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Npl meeting organizzato da Banca Ifis. "Run the industry"

E' stata di grande interesse l’ottava edizione dell’Npl Meeting – tenuta al palazzo del cinema del Lido di Venezia - evento promosso e organizzato da Banca Ifis per il mercato italiano e internazionale dei ‘Non-performing loans’ (Npl) e il ‘bank restructuring’. Al centro del dibattito della due giorni dal titolo “Run the industry” l’industria del recupero e la gestione dei crediti deteriorati, performance e attese tra vincoli normativi, economici e del sistema paese. L’evento quest’anno ha superato i mille i partecipanti. Sessanta i networking workshop, trenta i relatori che hanno animato la ‘main conference’ nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. Tra i protagonisti i Fondi e le Società: Intrum, Prelios, Dea capital, doValue, Cerved, Credito fondiario, Goldman Sachs e Moody’s, grandi banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mps. Tra gli speaker Francesco Giavazzi, docente di Economia politica alla Bocconi; Bruna Szego, Head of the Regulation and Macroprudential analysis directorate in Banca d’Italia e Meri Rimmanen, Head of Reporting, Loans, Trasparency Eba. Ospite Maurizio Cheli, astronauta, ufficiale e aviatore italiano.
Il mercato dei crediti deteriorati è in evoluzione e necessita di un approccio di tipo industriale: tutti gli attori sono chiamati a una rapida crescita e al cambiamento per adeguarsi allo scenario competitivo. “Il recupero resta il tema principale - ha affermato l’Ad di Banca Ifis, Luciano Colombini, aprendo la main conference - Nei bilanci delle banche rimangono circa 164 miliardi di euro di crediti non performanti, 177 miliardi sono stati ceduti ma solo 11 miliardi sono stati recuperati al 2019. Ci sono quindi da gestire 330 miliardi di crediti deteriorati. Le strutture di recupero – ha aggiunto Colombini – devono essere appropriate alla dimensione, complessità e caratteristiche delle attività delle banche con sistemi di monitoraggio continui ed efficienti. Gli investimenti in intelligenza artificiale e It (Innovation technology) saranno fondamentali e, per sostenerli, l’economia di scala costituirà un vantaggio competitivo”.
Nell’analizzare la situazione e tracciare gli scenari, Colombini ha affermato che “dobbiamo pensare da un lato ad un mondo bancario che si attrezza per ridurre ulteriormente l’impatto degli Npl (visti anche i margini in costante diminuzione) attraverso concessioni più severe e sistemi di monitoraggio più efficienti e dall’altro, nella fase di cessione, Npl di migliore qualità quantomeno in termini di corredo informativo”. 
L’Ad ha anche fatto il punto su prezzi e volumi, sia per quanto riguarda il 2019 che in riferimento alle attese per il 2020: “Nel 2019 i prezzi dei ‘secured’ sono stabili al 33%. I prezzi medi degli ‘unsecured’ sono aumentati dal 6% all’8-9%, ma la qualità è molto migliore in termini di vintage, garanzia e documentazione; i portafogli con vintage e valore ridotto sono stati già venduti nel 2017-18, le transazioni future sono previste prevalentemente sui nuovi flussi. La profittabilità del settore è quindi attesa elevata nel medio termine. I volumi delle transazioni sono attesi consistenti sia quest’anno sia nel 2020. In particolare, il mercato secondario è previsto in crescita già dal 2019 e nel 2020 dovrebbe arrivare a rappresentare il 40% delle transazioni, in seguito al processo di specializzazione in corso e alle conseguenti cessioni da parte di grandi investitori di categorie di crediti in sofferenza per loro non core”.
Durante l’evento è stata diffusa e pubblicata la nuova edizione del ‘Market watch Npl, a cura dell’Ufficio studi di Banca Ifis. Queste le principali evidenze del report:
Indici e confronto: l’Italia, nel confronto europeo, totalizza la riduzione più significativa in termini di Npe ratio: -51% dal 2015 a oggi, -8% rispetto fine 2018. Il livello di Non performing loans è tornato ai livelli pre-crisi, ma il passaggio da Utp (‘Unlikely to pay’, ossia le inadempienze probabili) a Npl resta elevato.
Volumi e stime: per il 2019 si stimano 46 miliardi di euro di transazioni Npl complessive, il 17% coperte da Gacs (Fondo di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, concesso dallo Stato), il 35% nel mercato secondario. La previsione per il 2020 è di 43 miliardi di eurodi transazioni con una percentuale di ‘deal’, nel secondo mercato, in crescita al 40%. Alla fine di quest’anno, grazie ad alcuni big deal, le transazioni di Utp potrebbero raggiungere i 29 miliardi di euro.
Gestione: dal 2015 a oggi circa il 66% delle transazioni Npl sono state originate da dieci istituti di credito. I primi cinque buyer per volumi sono in ordine: Quaestio, Banca Ifis, Fortress, LindorfIntrum-Carval Investors, Fonspa. Circa il 50% delle transazioni sono Npl secured.
Prezzi: nel 2019 i prezzi dei crediti ‘secured’ sono stati stabili al 33%. I prezzi medi degli unsecured sono invece aumentati dal 6% all’8-9%, ma è migliorata anche la qualità dei portafogli. La profittabilità del settore è quindi attesa elevata nel medio termine. Sul fronte investitori, i ‘Non performing’ continueranno a offrire ritorni interessanti.

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