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Fase 2, l'allarme del Codacons: "Troppe segnalazioni di rincaro prezzi"

 
Il Codacons lancia l'allarme sul rincaro dei prezzi nella cosiddetta "Fase 2": la riapertura di diversi esercizi commerciali, arrivata il 18 maggio, sarebbe infatti accompagnata da un aumento delle tariffe di diversi listini, in particolare quelli di attività che durante i due mesi di lockdown hanno totalmente chiuso bottega come barbieri e bar.

L'associazione a difesa dei consumatori ha spiegato di aver ricevuto "diverse segnalazioni di rincari ingiustificati in diversi settori". A farla da padrone sono appunto i bar, con il caffè che è arrivato addirittura a costare il 53% in più del solito nei locali al centro di Milano. Denunce di aumenti anche a Roma (+36,6%) e Firenze (+21,5%).

Stesso discorso per barbieri e parrucchieri che possono lavorare solamente a flusso ridotto, per appuntamento e mantenendo le distanze di sicurezza fra i clienti: molte le segnalazioni di rincari per tagli, shampoo e messe in piega specialmente nelle grandi città con "picchi" fino al +66%.

Il vero allarme però riguarda i generi alimentari: stando a un report basato su dati Istat e pubblicato in settimana da Coldiretti, si è registrato un ulteriore aumento dei prezzi dopo quello arrivato a inizio lockdown per prodotti come frutta (+8,4%), pasta (+3,4%), latte (+4,1%), salumi (+3,4%) e verdura (+5%).

"Sicuramente per alcuni generi alimentari è arrivata una sensibile crescita di domanda" - ha spiegato a Repubblica il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massiminiano Dona - "ma questo non può giustificare un rincaro così elevato, in particolare perché si tratta di dati medi".

Dall'Istituto Espresso Italiano, per bocca del presidente Luigi Morello, è arrivata una risposta a nome dei commercianti italiani: "Affermare che scarichino i guadagni sui consumatori suona come una critica ideologica che non tiene conto della situazione attuale. Parlare di rincari sul prezzo del caffè senza sapere origine dei prodotti e condizioni di servizio è pura demagogia".

A pochi giorni dalla parziale riapertura del paese quindi cominciano già a fioccare le polemiche fra consumatori e gestori degli esercizi commerciali. Secondo la stima del Codacons, l'aumento della spesa di una famiglia dopo questa Fase 2 sarà di circa 536 euro, per via dell'aumento dei costi di sanificazione che i gestori delle attività dovranno affrontare e della naturale riduzione della clientela. Un ritorno alla normalità che avrà costi importanti per tutti i consumatori italiani.
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