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Coronavirus, ripartono i voli: le linee guida dell'UE per le compagnie aeree

 
Il mondo deve necessariamente cominciare a fare progetti per il futuro prossimo, in cui sarà inevitabile convivere con il pericolo dei contagi da Coronavirus ma con l'obbligo di ripartire. Una delle sfide più difficili che ci si pone è quella del libero spostamento dei cittadini, voli compresi, praticamente azzerato nei mesi di lockdown che i vari paesi hanno affrontato per bloccare la diffusione di Covid-19.

In attesa di scoprire le decisioni sulle riaperture dei confini dei vari stati, le compagnie aeree riflettono su come riprendere i voli in modo da riavviare un'attività ridotta all'osso dall'esplosione della pandemia (alcuni studi hanno previsto un crollo dei ricavi di almeno il 50%): KLM, Ryanair, Lufthansa, British Airways e Alitalia puntano ad aumentare i decolli internazionali a partire da giugno.

Naturalmente però l'esperienza di volo, e anche quella che la precedono, non potrà più essere uguale a quella a cui i viaggiatori erano abituati: dall'Unione Europea infatti sono arrivate le prime linee guida da seguire in maniera rigorosa per poter tornare a volare.

Il protocollo riportato dall'ANSA è stato messo a punto su richiesta della Commissione UE dall'ECDC (il Centro Europeo per prevenzione e controllo delle malattie) e dall'EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza dell'Aviazione): i punti che lo compongono riguardano le operazioni pre e post volo, oltre al comportamento da seguire sull'aereo.

Prima di tutto è fondamentale il distanziamento fisico di almeno un metro e mezzo, anche nel terminal, con mascherine indossate sin dal terminal di partenza fino all'uscita dall'aeroporto di destinazione, pena una multa.

Chiunque abbia sintomi riconducibili a Covid-19 non dovrebbe partire e degli addetti misureranno la temperatura all'entrata di ogni aeroporto in cerca di persone febbricitanti. In più è possibile l'introduzione di un'autocertificazione come quella vista in Italia per gli spostamenti in cui vengono forniti dati sulla propria salute. Importanti limiti anche alle usanze non necessarie che potrebbero aumentare i rischi: limitazione di cibo e bevande a bordo, incoraggiamento al check-in via internet e no al duty free per prodotti non essenziali.

Questo protocollo, unito al senso di responsabilità dei passeggeri (che dovranno evitare di accalcarsi salendo e uscendo dal velivolo), dovrà essere valutato dalle singole compagnie: il solo obbligo della distanza minima ridurrebbe di parecchio il numero dei clienti per ogni volo, cosa che potrebbe rendere l'attività non sostenibile dal punto di vista dei ricavi. Ci sarà bisogno di coordinazione e regole chiare prima di tornare a viaggiare in aereo, attività che deve essere resa più sicura possibile in un periodo di obbligatoria convivenza col Coronavirus.


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