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MSC CROCIERE
Intervista a Leonardo Massa

 

Massicci investimenti in un mercato che cresce
e il Gruppo tocca il record


Il 2019 è stato un nuovo anno record per MSC Crociere. Avete superato la soglia dei 4 milioni di crocieristi movimentati grazie a 877 scali in 13 porti italiani, trainando la crescita dell’intero settore. E per il 2020, secondo quanto emerso all’“Italian Cruise Day” tenuto lo scorso ottobre a Cagliari, per MSC Crociere è attesa un’ulteriore crescita del 7,5%, raggiungendo i 4,3 milioni di crocieristi.

Dottor Massa quali sono i principali fattori che spingono questa forte crescita dei crocieristi movimentati dalla vostra Compagnia? Qual è il vostro obiettivo nel medio termine?
I fattori principali sono tre: il primo riguarda i forti investimenti che la nostra azienda ha fatto e continua a fare in termini di nuova flotta. Nel 2017, infatti, è partito un piano industriale che ha visto il varo di due nuove unità: la “MSC Meraviglia” e la “MSC Seaside”. Parliamo di navi da oltre 2.000 cabine. Nel 2018 abbiamo varato la “MSC Seaview” e nel 2019 altre due unità (MSC Bellissima e MSC Grandiosa. In totale, negli ultimi anni, abbiamo realizzato 5 nuove unità con complessivamente 12mila camere e 24mila posti letto. Il settore crocieristico cresce sia a livello italiano che a livello globale e questo rappresenta il secondo fattore principale: il mercato crocieristico ha interessato nel 2018 circa 28 milioni di passeggeri e i dati del 2019 confermano questa inarrestabile crescita.
Il terzo fattore determinante, e i dati lo testimoniano, riguarda proprio i consumatori: sempre più persone, infatti, prediligono la crociera ad altri tipi di vacanze. Quindi: nuove navi e nuovi investimenti portano ad una crescita continua del settore e per questo milioni di persone scelgono le crociere per trascorrere le proprie vacanze.

L’aumento record che nel 2019 ha registrato MSC Crociere si inquadra nel netto incremento del traffico crocieristico negli scali italiani. Si prevede che nel 2020 si toccheranno 13,07 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), + 6,2% sulle stime già positive di chiusura 2019. Un mercato in gran forma, insomma, quello crocieristico, sia guardando al breve che al medio-lungo periodo. Quali sono i programmi di MSC Crociere per i prossimi anni, in termini di nuove navi e della loro tipologia, e più in generale delle caratteristiche della vostra offerta, per sfruttare a pieno questa spinta espansiva del settore, che nonostante la grande corsa in avanti rappresenta ancora solo il 2% dei flussi turistici mondiali, come ha dichiarato Tom Boardley, segretario generale Clia (Cruise lines international association) Europa? 
Per quanto riguarda i prossimi anni, i piani di espansione prevedono l’arrivo di nuove navi fino al 2027. Ciò significa che da quest’anno vareremo 12 nuove unità, investendo molti miliardi di euro.
Abbiamo programmato di anno in anno i diversi vari: negli anni 2020, 2021 e 2022, oltre ad un aumento in termini di offerta come nuove navi, aumenteremo anche la segmentazione; abbiamo programmato, insieme a Fincantieri, la costruzione di 4 nuove navi nel segmento extralusso, di cui la prima sarà consegnata nel 2023.
A livello globale siamo la compagnia che investe di più, ma anche i nostri competitor hanno investito tanto e contribuito al varo di nuove navi e prodotti. Questo spingerà, inevitabilmente, l’industria crocieristica nel suo complesso a crescere nell’immediato futuro.
I crocieristi a livello mondiale, nel 2018, sono stati circa 28 milioni e mezzo. La domanda è: quanti sono stati, a livello mondiale, i vacanzieri? Diventa questo il nodo discriminante per una valutazione. Rispetto alla gente che accede alle vacanze a livello globale, chi sceglie le crociere rappresenta una percentuale ancora abbastanza bassa. Nel mercato nordamericano, in questo momento il più sviluppato al mondo da tale punto di vista, che da solo offre 13 milioni di crocieristi, l’incidenza della vacanza in crociera, rispetto ad altre formule, è arrivata a toccare il 6%, mentre in Europa siamo fermi al 2%. Il settore cresce a livello globale perché si investe tanto, ma il potenziale di coloro che vanno in vacanza scegliendo la crociera è ancora troppo basso.

Può fare un quadro sintetico della dotazione attuale del Gruppo MSC? Qual è la ‘potenza di fuoco’ che può mettere in campo? Quali i suoi più rilevanti punti di forza? Quali gli elementi che rendono unica la Compagnia e che ne hanno fatto un brand di assoluta importanza nel settore? In questo momento abbiamo 17 navi in flotta e altre 12 sono quelle che arriveranno entro il 2027. MSC Crociere, inoltre, ha già firmato accordi con i cantieri per la progettazione e costruzione di ulteriori nuove navi entro il 2030.
Nel 2003 ospitavamo 127mila persone a bordo delle nostre navi nel corso dell’anno, mentre nel 2019 chiudiamo di poco al di sotto dei 3 milioni di ospiti e nel 2027, al completamento del piano industriale, prevediamo circa 5 milioni e mezzo di vacanzieri che sceglieranno le nostre navi.
Le nostre unicità sono molte: la prima è rappresentata dalla nostra industria, che non solo è molto globalizzata, ma anche molto concentrata, in quanto siamo l’unico brand a proprietà familiare e questo è un valore aggiunto per noi, un’identità precisa ed un monobrand molto chiaro per poter esprimere e rappresentare al meglio l’italianità nel mondo. L’architettura interna, il design delle cabine, la cultura dell’accoglienza e chiaramente la parte culinaria fanno una grande differenza nei nostri prodotti. Siamo una compagnia globale ed internazionale, ma che ha messo al centro l’italianità e portiamo orgogliosamente i nostri prodotti costantemente in giro per il mondo. Altri non possono vantare queste caratteristiche. Anche nelle azioni di comunicazione commerciali ritornano questi elementi: la madrina di tutte le nostre navi è Sophia Loren, la nostra ultima campagna televisiva è firmata dal Maestro Ennio Morricone e i nomi delle nostre navi corrispondono alle più grandi eccellenze italiane in tutti i campi, specialmente nella musica. Non è un caso che le prime navi hanno avuto il nome di “Lirica”, “Opera”, “Sinfonia”, “Orchestra”. Anche in questo caso si è trattato di un riconoscimento universale alle eccellenze italiane.

A guidare la classifica dei porti italiani di MSC Crociere si conferma Genova, che è il porto a livello globale con la movimentazione della Compagnia più elevata: nel 2019 più di 1 milione di crocieristi e 203 toccate (+15% rispetto al 2018). Confermate anche per il futuro questa strategicità di Genova? Quali sono gli altri porti italiani di maggior riferimento per MSC Crociere e in quali di questi prevede di crescere nel medio periodo?
Genova è riconosciuta nei numeri come il cuore pulsante delle nostre attività. E’ il nostro home port e qui abbiamo superato un milione di crocieristi un risultato davvero importante.. Fino a 10 anni fa le crociere si facevano prevalentemente d’estate, noi a Genova oggi abbiamo migliaia di persone che partono a bordo delle nostre navi in ogni periodo dell’anno, a testimoninza del ruole strategico che la città ha nei nostri piani di sviluppo. In Italia, al momento, tocchiamo 13 porti: fra questi, risultano molto strategici anche i porti di Civitavecchia, Napoli, Messina e Palermo. Napoli soprattutto, vista anche la presenza della sede di MSC Crociere, è per noi un porto fondamentale.
In Adriatico sono molto importanti il porto di Venezia, quello di Bari e poi ancora Ancona e Brindisi. Nel 2020 abbiamo lanciato la novità assoluta nel settore crocieristico approdando per la prima volta a Siracusa.

Innovazione e Sostenibilità - due fattori che peraltro sono strettamente collegati - appaiono cruciali per la crescita anche nel settore crocieristico. MSC ha realizzato corposi e cruciali investimenti in quest’ambito, con piani industriali ben focalizzati. Può delinearci quali sono attualmente le nuove frontiere della Compagnia su questi due temi fondamentali?
L’innovazione e la sostenibilità sono due temi che ci stanno molto a cuore. MSC Crociere è fortemente impegnata per un futuro a “impatto zero” attraverso investimenti continuativi per lo sviluppo di soluzioni energetiche e tecnologie ambientali sempre nuove. Inoltre il 1° gennaio 2020 MSC Crociere è già diventata la prima grande compagnia di crociere “CO2 neutral”. Riconoscendo il fatto che oggi anche le più avanzate tecnologie ambientali disponibili non sono sufficienti a raggiungere l’obiettivo “impatto zero”, MSC Crociere sta continuando a lavorare per minimizzare e ridurre costantemente le emissioni e, contemporaneamente, ha deciso di compensare già oggi tutte le emissioni di CO2 prodotte dalla flotta attraverso il sostegno di progetti per l’ambiente.

Un grande tema per le Compagnie crocieristiche è la destagionalizzazione dell’attività. Quali, guardando all’Italia e più in generale al Mediterraneo, i fattori su cui puntate maggiormente per spingere l’attività nei mesi invernali?
Il dettaglio interessante è il seguente: abbiamo iniziato con molto scetticismo il processo di destagionalizzazione delle attività. Ad oggi i posti letto che offriamo settimanalmente nel Mediterraneo di inverno (quindi in mesi come novembre, dicembre, gennaio) arrivano ad essere oltre 9mila. Il secondo dato degno di nota è che per MSC Crociere il primo mercato di riferimento ed il primo Paese che contribuisce in termini numerici come clientela è proprio il mercato italiano e questo dato sfata anche l’idea che a fare le crociere nei mesi invernali nel Mediterraneo siano solo i tedeschi o i popoli del Nord Europa. Gli italiani amano le crociere nei mesi invernali e questo fattore, fino a 15 anni fa, non esisteva.

L’edizione 2019 di ‘Italian Cruise Watch’ ha infine indagato le caratteristiche, le preferenze e le propensioni di uno specifico segmento di domanda attuale e potenziale: i giovani italiani under 30. Dall’analisi di un campione di circa 2mila 700 rispondenti di età compresa tra i 18 e i 30 anni è emerso come la maggioranza abbia già realizzato una vacanza in crociera e come, per chi non è mai stato in crociera, la variabile ‘offerte’ (sconti speciali sul prezzo) rappresenti il fattore decisivo per valutare questa forma di vacanza (52%), seguita dalla possibilità di visitare luoghi difficilmente raggiungibili con altre modalità (45%) e dalla possibilità di avere maggiore tempo libero durante le escursioni (37%). Quali sono le strategie di MSC per il mercato rappresentato dagli under 30?
Abbiamo dei momenti dell’anno in cui ci saranno più famiglie a bordo, come per esempio a luglio e ad agosto quando le scuole sono chiuse per esempio In Nord europa, invece, prevale una pubblico più adulto. Abbiamo navi attrezzate per viaggi di nozze, mete caraibiche e giri del mondo. Offriamo tantissime soluzioni ai nostri clienti e per questo il nostro target abbraccia tutti.

L’Italia è un mercato cruciale per MSC. Che giudizio dà del livello di infrastrutturazione dei nostri porti, in particolare in termini di numero di banchine dedicate al traffico crocieristico e di servizi di collegamento stradali e ferroviari da e per i porti? Qual è il vostro livello di collaborazione con Istituzioni locali e Autorità portuali, il cui lavoro è fondamentale per intercettare i flussi?
Il settore crocieristico non solo è in netta espansione e con forti potenzialità ancora inespresse, ma l’Italia è leader anche in termini occupazionali: l’incrocio delle stime disponibili (fonte Clia) vede il nostro paese concentrare il 10,7% dei lavoratori nella crocieristica mondiale. Un quadro la cui consapevolezza è molto cresciuta negli ultimi anni, anche alla luce di una forte concorrenza internazionale davanti alla quale, per mantenere e migliorare ancora le proprie posizioni nel settore, l’Italia deve giocare un ruolo attivo e propulsivo. Una consapevolezza che ha portato e porta sempre più a realizzare interventi infrastrutturali importanti e a una sinergia sempre più stretta tra pubblico e privato. Il lavoro di collaborazione tra Compagnie e poteri pubblici, che non è mai mancato, si è fatto più profondo e performante perché ormai la convinzione che il settore crocieristico sia un driver importante per la crescita del Paese e dei suoi territori è ormai diventato un fatto acquisito a ogni livello. E in non pochi casi si sta recuperando il tempo perduto.

All’interno del movimento crocieristico una crescente importanza la dimostra da qualche anno il settore ‘luxury’, in pratica l’extra lusso. Un tema che MSC Crociere ha messo a fuoco fin dal 2008. Qual è la vostra offerta attuale in tale campo e quali sono i vostri programmi per il futuro? 
Come le dicevo, con Fincantieri abbiamo programmato la costruzione di 4 nuove navi nel segmento extralusso. Con questo ordine MSC entra in un nuovo segmento che ha un forte potenziale a livello globale. Anche se siamo già presenti nel mercato premium con l’MSC Yacht Club, servizio disponibile sulla flotta MSC Crociere, il nostro nuovo luxury brand consegnerà a questo settore particolare e in forte crescita, navi fantastiche e un’esperienza da vivere. Per noi si tratta di un passaggio naturale, frutto del lavoro svolto sin dall’inizio all’interno di MSC Crociere, che ci ha permesso di realizzare l’MSC Yacht Club, la nostra idea di luxury brand per far vivere ai passeggeri un’esperienza esclusiva in una sorta di ‘nave nella nave’. Ed è da evidenziare che, nel settembre scorso, il Gruppo MSC ha annunciato la nomina di Michael Ungerer, che ha maturato un’esperienza trentennale nelle crociere e nell’ospitalità del settore lusso, nel ruolo di Ceo del nuovo marchio di lusso della compagnia MSC.

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