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LVenture, così le speranze decollano e crescono

LVenture Group è una holding di partecipazioni quotata sul MTA
di Borsa Italiana e primario operatore di Venture Capital 

 

LVenture Group è una holding di partecipazioni quotata sul MTA di Borsa Italiana e primario operatore di Venture Capital. Investe in aziende a elevato potenziale di crescita, con prospettive internazionali, nel settore delle tecnologie digitali. Come selezionate le aziende su cui investire e quale supporto date loro? In altre parole, quali sono gli elementi essenziali del vostro modello di business?
LVenture Group seleziona le startup digitali più promettenti attraverso il proprio Programma di accelerazione, che apre due call ogni anno. Riceviamo oltre 200 candidature ad ogni sessione del programma (più di 400 l’anno) e, in quanto acceleratore di startup, cerchiamo team con progetti concreti. Elemento fondamentale per la selezione è, prima di tutto, il team, che deve avere competenze, eterogeneità, capacità e quella passione necessaria per raggiungere ambiziosi traguardi. Il prodotto poi, in campo digitale, deve partire da un MVP – Minimum Viable Product, che viene successivamente sviluppato. Supportiamo le startup trasferendo metodologia imprenditoriale e il giusto mindset, le introduciamo all’interno del nostro ecosistema di relazioni con gli investitori e con il mondo delle corporate e, ovviamente, le sosteniamo finanziariamente. Possiamo dire che gli elementi essenziali del nostro modello di business sono la metodologia, con il nostro Programma di accelerazione, il supporto alle startup nelle fasi di crescita, l’investimento di nostri capitali e il supporto nella ricerca di nuovi capitali sino all’eventuale exit.

La semestrale approvata dal Cda di LVenture Group evidenzia una crescita sostenuta (+35%) dei ricavi. Nel commentare la semestrale lei ha affermato che “il periodo appena trascorso è stato di consolidamento per la nostra Società, con un lavoro determinante svolto sulle startup di portafoglio nonché di sviluppo di importanti accordi con investitori internazionali”. Di che accordi si tratta? E come sta andando il secondo semestre 2018 sia dal punto di vista dei ricavi che da quello di ulteriori intese con investitori istituzionali?
Siamo molto soddisfatti della crescita dei ricavi da attività che, seppure non rappresentano il nostro core business, sono molto importanti per coprire interamente i costi. Il secondo semestre conferma questo andamento positivo: stiamo aumentando i ricavi derivanti dalle partnership con le corporate, dai servizi di co-working e dai servizi verso aziende terze, come quelli relativi a programmi di Open Innovation. Vanno nella stessa direzione gli accordi internazionali siglati. Hatcher+, fondo VC di Singapore, co-investirà nelle startup che parteciperanno al nostro Programma di accelerazione. L’ingresso di Hatcher+ nel nostro ecosistema ha portato a modificare la nostra offerta che, dal prossimo Programma di accelerazione, prevede 145 mila euro per le startup, invece che 80 mila euro. Stiamo rafforzando le intese con Fondi internazionali per il co-investimento nelle startup di portafoglio, per sostenerle nella fase di scaleup, come già avvenuto con Samaipata Ventures, fondo VC spagnolo che ha investito in Together Price. 

Il vostro gruppo ha in portafoglio più di 60 partecipazioni in startup digitali ad alto potenziale di sviluppo, due investimenti in Acceleratori per oltre 11 milioni di investimento complessivo. Le linee di investimento seguono due direttrici, nelle quali siete leader: quella ‘micro seed financing’, che riguarda le startup in fase iniziale di sviluppo, e quella ‘seed financing’, che riguarda invece le startup uscite con successo dal Programma di accelerazione e in fase più matura. Quali quote societarie di minoranza in media acquisite nel ‘micro seed’ e nel ‘seed’ e con quale investimento medio in entrambe le linee? Qual è, inoltre, il ritorno medio dell’investimento?
Per quanto riguarda il micro-seed acquisiamo il 9% delle startup che vengono selezionate dal nostro Programma di accelerazione con un investimento di 80 mila euro, mentre Hatcher+ co-investirà 65 mila euro con un convertibile basato sulla valutazione della startup al termine del Programma di accelerazione, una volta presentata ad investitori terzi. Per gli investimenti seed arriviamo sino a 300 mila euro, per una quota che oscilla tra il 12% e il 15%. In merito al ritorno medio, miriamo a un ritorno annuo di circa il 20%.

Il ruolo degli Acceleratori è cruciale. Può spiegarci più in dettaglio il ruolo fondamentale degli Acceleratori sia per individuare le startup innovative in cui investire, sia per supportare queste startup nel loro percorso di crescita? Voi avete investito nell’Acceleratore LUISS EnLabs “La Fabbrica delle startup”, che è realtà primaria e di assoluta garanzia in questo campo.
Il ruolo degli acceleratori è primario nella filiera del VC. Infatti gli acceleratori sono la cinghia di trasmissione tra i centri di ricerca, le università e il mondo del Venture Capital. Per questo motivo la partnership con l’Università LUISS ci rende un esempio virtuoso di integrazione tra capitali, sviluppo imprenditoriale e mondo universitario. Il nostro Programma di accelerazione riesce proprio a selezionare i migliori talenti delle università e dei centri di ricerca, crea startup pronte a confrontarsi sul mercato che diventano attrattive per gli investitori e per i Fondi Internazionali VC con maggiori capacità finanziarie.

Delle oltre 60 partecipazioni societarie che avete in portafoglio qual è la percentuale di investimento da Programma di accelerazione e quale invece quella relativa agli investimenti diretti?
Ad oggi oltre l’80% delle startup in portafoglio hanno partecipato al nostro Programma di accelerazione, mentre circa il 20% sono startup che non lo hanno effettuato: una conferma del grande lavoro svolto dal nostro team di Accelerazione e dell’eccellenza raggiunta dal nostro Programma.

Può raccontarci una ‘case history’ particolarmente di successo in cui avete investito e dalla quale avete realizzato un ritorno particolarmente elevato?
Una storia di successo è sicuramente quella di Insoore, azienda innovativa nel campo insurtech, oggi scaleup che sta crescendo e aprendo uffici in tutta Europa. L’idea originaria era basata sulla vendita all’editoria di foto da parte di una community per fotografi, ma il settore di mercato a cui si riferivano era poco disposto a remunerare un tale servizio. Il lavoro del nostro team li ha portati a cambiare il loro modello di business verso la produzione di foto certificate per le assicurazioni: uno strumento per loro essenziale per evitare le frodi assicurative, grazie alla certificazione in real-time dello stato del veicolo. Il nostro ecosistema di relazioni ha permesso poi ad Insoore di entrare in contatto con il settore assicurativo, stringendo numerosi accordi. Siamo stati i primi a credere e ad investire in loro, abbiamo trovato gli investitori che hanno partecipato con noi ai successivi round di investimento e le nostre connessioni hanno avvicinato le corporate alla loro soluzione innovativa. Già oggi l’investimento effettuato in Insoore ha portato importanti valorizzazioni e siamo sicuri di ottenere un grande ritorno nel prossimo futuro.

Nell’ambiente si dice che la decisione di LVenture Group di investire in quote societarie di una startup innovativa faccia da ‘driver’ per gli investimenti di altri soggetti. In altre parole, che siate una ‘certificazione’ dell’investimento. Balza agli occhi, infatti, che nelle oltre 60 startup che avete in portafoglio per ogni euro investito da voi nel capitale sociale ci sono 3 euro di altri investitori. Un bel successo, non crede?
La selezione alla base del nostro Programma di accelerazione mitiga il rischio dell’investimento in VC, sia per i business angel, che per gli investitori professionali. I business angel hanno la garanzia di co-investire con noi in startup che seguiamo dall’inizio, mentre i secondi possono fare affidamento sul track record delle startup del nostro portafoglio, che consente di valutare con attenzione l’investimento.

Il vostro modello di business punta, come detto, su startup innovative ad alto potenziale di crescita nel settore delle tecnologie digitali e con prospettive internazionali. Ma si aggiunge anche che debbono essere società ‘scalabili’. Quanto conta effettivamente la ‘scalabilità’ di una società nel ritorno dell’investimento?
Tutte le startup che selezioniamo devono essere scalabili. Gli investimenti sulle startup possono essere realizzati con bassi capitali. Più le startup hanno la possibilità di scalare, più hanno la capacità, potenziale, di avere risorse finanziarie e conquistare diversi mercati, riducendo il rischio di investimento e facendo aumentare esponenzialmente il loro valore. 

Dottor Capello, tornando al suo commento relativo alla semestrale 2018 lei cita “il lavoro determinante svolto sulle startup di portafoglio”. Quali i contenuti di questo lavoro e, più in generale, quale sono le principali attività di supporto che fornite alle startup su cui puntate? Da quello che emerge, sembra proprio che il supporto che fornite sia a 360 gradi.
Offriamo alle startup un supporto attivo, partendo dalla fase critica iniziale, la c.d. “valle della morte”. Formiamo le persone a livello imprenditoriale, in soli 5 mesi il nostro Programma di accelerazione trasforma promettenti startup in aziende pronte a confrontarsi con il mercato, le aiutiamo a scalare attraverso un network di investitori internazionali e creando connessioni con le corporate. Non diamo ai giovani fondi a pioggia che creano illusioni, ma non offrono nessuna possibilità di successo. Noi li formiamo e li sosteniamo affinché i loro sforzi, unitamente al nostro supporto e alle nostre risorse finanziarie, possano far si che raggiungano obiettivi concreti. Vogliamo essere per loro un attrattore e stimolarli a migliorarsi ogni giorno. Ad oggi, con la nostra metodologia, abbiamo creato oltre 1.100 nuovi posti di lavoro.

Un’ultima domanda. A svolgere la funzione di ‘faro’ dell’attività di LVenture Group c’è il piano industriale 2018-2021. Come sta andando la declinazione industriale di questo piano?
Con l’anno in corso si concluderanno i primi sei anni della nostra attività e stiamo concretizzando tutti gli obiettivi previsti dal Piano Industriale. Porteremo nel 2019 l’EBITDA in pareggio, sono in dirittura di arrivo le prime exit importanti e con i nostri partner industriali, tra cui i partner storici del nostro acceleratore, Wind, BNL, Accenture, Sara Assicurazioni e altri all’orizzonte, siamo pronti ad un grande salto di qualità e ad aprire una seconda fase di sviluppo e di successo.

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