Inflazione in discesa ma la spesa continua a salire: perché? La risposta dell'Istat

- di: Barbara Bizzarri
 

I dati affermano che la discesa dell'inflazione è iniziata, infatti a febbraio è attestata “soltanto” al 9.2%, ma che il modus con cui proseguirà e, soprattutto, le conseguenze del calo sull'economia reale, ovvero sul potere di acquisto delle famiglie, sono al momento variabili difficili da stimare. In effetti, sembra un paradosso, ma non lo è. L'inflazione scende ma la spesa costa di più, con la componente di fondo dell'indice che continua a salire. Cosa sta succedendo quindi ai prezzi al consumo? La risposta è nei dati dell'Istat da cui si desume che la situazione sia in miglioramento grazie alla progressiva uscita dalla crisi dell'energia, ma anche che l'impatto sul costo della vita, al contrario, continua a farsi sempre più consistente. A febbraio, spiega l'Istituto di Statistica, secondo le stime preliminari, si consolida la fase di rapido rallentamento dell’inflazione (scesa a +9,2%). La flessione è frutto dell’attenuazione delle tensioni sui prezzi dei beni energetici, sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata. Tuttavia, si mantengono le spinte al rialzo dei prezzi nel comparto dei beni alimentari, lavorati e non, dei tabacchi e dei servizi, tutti in accelerazione tendenziale. Di conseguenza, si accentua la crescita su base annua della componente di fondo (+6,4%) e quella del cosiddetto 'carrello della spesa', che risale a +13,0%, dopo il rallentamento osservato a gennaio.

Inflazione in discesa ma la spesa continua a salire: perché? La risposta dell'Istat

Efficace, in questo senso, il commento di Codacons: "Il calo dell’inflazione a febbraio è un dato illusorio dovuto unicamente alla rapida discesa dei beni energetici, mentre i prezzi del carrello della spesa e dei generi ad alta frequenza di acquisto continuano a salire, svuotando le tasche delle famiglie".

L'altro aspetto che contribuisce a rendere questa notizia buona solo in parte, è il dato che arriva da Eurostat per l'area Euro. L'inflazione è calata all'8,5%, rispetto all'8,6% di gennaio: un livello più alto del consensus, la media delle stime degli analisti, che prevedeva un decremento maggiore. Sale, invece, l'inflazione core, al netto di cibo, alcolici, tabacchi ed energia, dal 5,3% di gennaio al 5,6%, anche questo un livello superiore al consensus. Questi sono i dati a cui guarda la Bce per prendere le sue decisioni di politica monetaria. Da ricordare che l'obiettivo previsto nel mandato della Banca Centrale indica un livello di inflazione di poco superiore al 2%. Siamo ancora lontani dall’obiettivo e, se ci si appresta a formalizzare un nuovo incremento dei tassi di interesse di 50 punti base, la presidente Christine Lagarde ha ribadito di ritenere "possibili" ulteriori rialzi proprio in relazione alle fluttuazioni dei dati macroeconomici.

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