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Industria 5.0, la strategia del governo per evitare il panico da dazi: incontro a Palazzo Chigi con le imprese

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Industria 5.0, la strategia del governo per evitare il panico da dazi: incontro a Palazzo Chigi con le imprese

Nel mezzo delle nuove tensioni tra Stati Uniti, Cina e Unione Europea, l’esecutivo italiano convoca una task force a Palazzo Chigi. La scelta arriva in risposta al clima di crescente incertezza generato dalle minacce di ulteriori dazi da parte di Donald Trump e dalle contromisure di Pechino. L’obiettivo è duplice: evitare che si diffonda un panico generalizzato tra le imprese italiane e mettere in campo misure concrete per sostenere i settori più esposti.

Industria 5.0, la strategia del governo per evitare il panico da dazi: incontro a Palazzo Chigi con le imprese

Il governo si muove con determinazione per rassicurare sia l’opinione pubblica sia il mondo produttivo. “La guerra commerciale non conviene a nessuno”, è il messaggio che trapela da fonti di Palazzo Chigi. Roma vuole mostrare un atteggiamento responsabile, pronto al confronto e alla difesa del tessuto economico nazionale. In gioco c’è la credibilità di un sistema produttivo che rischia di essere travolto dagli effetti collaterali dello scontro tra giganti.

La leva del Pnrr per le imprese

Uno dei nodi centrali dell’incontro è la possibile rimodulazione delle risorse legate al piano Industria 5.0. Si tratta di 6,3 miliardi di euro già assegnati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza ma in gran parte ancora inutilizzati. L’idea sul tavolo è utilizzare questi fondi come ammortizzatore per fronteggiare la crisi, accelerando le procedure di accesso e orientando gli investimenti verso le aziende maggiormente colpite dalle turbolenze internazionali.

Analisi dei settori più vulnerabili
Il confronto con le categorie produttive servirà anche a tracciare una mappa dettagliata dei comparti in maggiore difficoltà. L’industria manifatturiera, l’export agroalimentare, l’automotive e i settori legati alle catene di approvvigionamento globale potrebbero subire i contraccolpi più gravi. A preoccupare non è solo la contrazione degli scambi, ma anche il rischio di rincari nei costi di produzione e interruzioni nei flussi logistici.

Il metodo del dialogo con il sistema produttivo

All’incontro partecipano le principali sigle delle imprese italiane: Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, CNA e rappresentanti delle cooperative. Il governo punta su un metodo basato sull’ascolto e sulla co-progettazione degli strumenti di intervento. Nessuna misura preconfezionata, ma soluzioni condivise da costruire insieme ai diretti interessati, nella consapevolezza che le risposte devono essere tempestive ma anche mirate.

Lo scenario europeo e le prossime mosse
Sullo sfondo resta la questione europea. Se le minacce americane contro l’Ue dovessero trasformarsi in provvedimenti concreti, l’Italia sarebbe chiamata a una doppia sfida: difendere i propri interessi e contribuire alla tenuta del fronte comune europeo. In questo quadro, il riutilizzo dei fondi Pnrr e la definizione di una strategia industriale flessibile potrebbero diventare il cuore di una nuova politica economica capace di affrontare le crisi globali senza disgregare il tessuto produttivo nazionale.

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