• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Le inchieste di IF/ L’Europa torna statalista, Italia compresa

- di: Giuseppe Castellini
 
Le inchieste di IF/ L’Europa torna statalista, Italia compresa
Dalle batterie ai semiconduttori, dalla difesa all’energia: l’Europa riscrive la grammatica economica e torna a pianificare. La Francia investe, la Germania protegge, Bruxelles legittima. Ma è l’Italia il laboratorio più avanzato: partecipazioni, golden power, fondi sovrani. Un’inchiesta sul nuovo interventismo europeo e i rischi che corre il mercato unico.

La svolta: fine del liberismo, inizio del controllo

C’è un’Europa prima e dopo il 2020. Dopo decenni in cui il mercato era considerato il miglior regolatore possibile, oggi la retorica è ribaltata. L’Unione Europea parla apertamente di “autonomia strategica”, “sovranità industriale”, “resilienza delle filiere”. Il lessico è cambiato, la sostanza anche: è lo Stato – non più il capitale privato – a orientare l’economia reale.

“Il mercato da solo non garantisce né sicurezza né competitività. Servono scelte politiche forti”.

L’obiettivo è rompere la dipendenza da attori extraeuropei, soprattutto nei settori critici.

Timeline – Il ritorno dello Stato in Europa (2019–2025)

  • 2019 – Macron introduce il “sovranismo europeo”
  • 2020 – Pandemia e sospensione del Patto di stabilità
  • 2021 – Nasce il PNRR italiano
  • 2022 – Invasione Ucraina e sicurezza economica
  • 2023 – Brussels lancia il Temporary Framework
  • 2024 – Francia e Germania monopolizzano gli aiuti
  • 2025 – Dazi Ue sulle auto cinesi, esplodono i fondi sovrani

Berlino e Parigi: chi può spendere comanda

Francia e Germania guidano la nuova economia di Stato. Berlino ha nazionalizzato Uniper, salvato Siemens Energy e Deutsche Bahn, investendo miliardi in idrogeno. Parigi ha rafforzato EDF, mobilitato 22 miliardi tramite Bpifrance e creato fondi ad hoc per mobilità, IA e aerospazio.

“La sovranità industriale è il primo pilastro della nostra libertà”.

I fondi sovrani europei: chi investe davvero?

Italia formalmente è la più dotata, ma resta indietro. Francia, Germania e Spagna impiegano strumenti più snelli e mirati. L’Italia, invece, soffre per lentezze burocratiche e mancanza di una strategia unitaria.

Bruxelles: il mercato unico sotto deroga

Oltre 900 miliardi di aiuti pubblici autorizzati dal 2023 al 2025. Ma la distribuzione è squilibrata: Germania e Francia si prendono oltre la metà delle risorse. Eppure, la Commissione Ue continua a derogare alle regole sugli aiuti di Stato.

“Non possiamo sacrificare la concorrenza sull’altare della sicurezza strategica”.

L’Italia e il nuovo statalismo

Con 31 società controllate direttamente dallo Stato e 39 partecipazioni indirette, l’Italia è oggi uno dei Paesi più attivi. Il golden power è applicato con record europeo: 74 interventi nel 2024. Settori strategici: difesa, energia, spazio, IA, agroalimentare.

I nuovi strumenti: reshoring, partecipazioni e investimenti

Troppi strumenti e poca regia: fondo filiere critiche, ReMade in Italy, interventi diretti e partecipazioni. Il rischio è la dispersione di risorse senza un disegno strategico coerente.

I progetti comuni europei: cooperazione o nazionalismo mascherato?

Gli IPCEI dovrebbero unire l’Europa industriale, ma la leadership resta franco-tedesca. L’Italia, pur tecnicamente qualificata, non riesce a imporsi nella governance dei consorzi.

“Abbiamo le competenze, ma non la capacità politica di imporre la nostra agenda”.

Autonomia o protezionismo?

Il confine è sempre più sottile. I dazi su auto cinesi, le indagini su Huawei e il controllo sugli investimenti esterni segnalano un cambio strutturale di rotta. Ma cresce anche il rischio di distorsioni interne e sussidi a pioggia.

Riforme e vincoli: la voce di Cottarelli

  • “La priorità dello Stato è fare bene i propri compiti tradizionali prima di diventare imprenditore”
  • “Il governo non ha alcuna idea di come fare le privatizzazioni”
  • “Le imprese pubbliche non possono essere un fine in sé”
  • “L’Italia cresce troppo poco, servono riforme strutturali”
  • “La svalutazione non è la soluzione”

Scenari futuri: tre rischi del nuovo statalismo europeo

  1. Inflazione da sussidi: prezzi drogati e investimenti privati spiazzati.
  2. Frammentazione interna: Ue divisa tra chi può spendere e chi no.
  3. Mancanza di exit strategy: lo Stato resta anche quando dovrebbe uscire.

Quale Stato, per quale economia

Il ritorno dello Stato è strutturale, non episodico. Ma senza una regia europea condivisa, rischia di diventare un esperimento nazionale sbilanciato, con l’Italia in prima linea ma anche più esposta ai suoi limiti.

“Il futuro dell’Europa si gioca su una domanda: sarà un continente con 27 Stati imprenditori in concorrenza, o un blocco coeso capace di reggere la sfida globale?”

Notizie dello stesso argomento
Trovati 123 record
08/01/2026
Fisco 2026: taglia l’Irpef ma accelera pignoramenti e controlli
Nel 2026 il fisco riduce l’Irpef per il ceto medio ma rafforza controlli, IVA “sprint” e p...
08/01/2026
Frodi creditizie in aumento del 9,2%: giovani sotto attacco, allarme CRIF sugli under 30
Crescono i casi di frode legati al credito, cambiano le vittime e si abbassa l’età media
08/01/2026
Azimut, raccolta netta da record nel 2025: al via la piattaforma Azimut NSI
Il Gruppo Azimut ha registrato nel mese di dicembre 2025 una raccolta netta totale di 14,1...
08/01/2026
Paghi in tre rate? L’Ue cambia le regole e il conto rischia di arrivare prima
Il “compro adesso, pago dopo” è diventato il gesto più facile del nostro tempo.
08/01/2026
Dazi, strategia e petrolio: che cos’è davvero il “teorema Trump”
La sequenza di decisioni annunciata e rivendicata da Donald Trump ridisegna il commercio g...
08/01/2026
Bper e Franciacorta, accordo sul credito: via libera a nuovi finanziamenti per la filiera del vino
L’accordo siglato tra BPER Banca e il Consorzio per la tutela del Franciacorta punta a raf...
Trovati 123 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia