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ILO: "Nel 2022 ci saranno 52 milioni di posti di lavoro in meno rispetto al pre-pandemia"

- di: Daniele Minuti
 
ILO: 'Nel 2022 ci saranno 52 milioni di posti di lavoro in meno rispetto al pre-pandemia'
ILO (The International Labour Organization, Organizzazione del lavoro delle Nazioni Unite), ha pubblicato il WESO Report, il World Employment and Social Outlook per l'anno appena iniziato e le previsioni dell'agenzia sono al ribasso rispetto alle precedenti. Per via degli effetti, ancora duraturi, della pandemia, il mercato del lavoro registrerà per il 2022 circa 52 milioni di posti di lavoro in meno rispetto all'epoca pre-Covid.

ILO rivede al ribasso le previsioni sui posti di lavoro nell'anno appena iniziato

Secondo il World Employment and Social Outlook infatti, saranno più lunghi del previsto i tempi per recuperare i livelli registrati nel 2019, con la disoccupazione stimata a livelli molto alti almeno fino alla metà del 2023: il dato si aggirerà attorno ai 207 milioni di unità rispetto ai 186 milioni registrati nell'ultimo anno prima del Covid.

L'impatto totale sul mercato del lavoro però è anche maggiore rispetto a quanto trapela dai freddi dati visto che una grossa fetta di persone ha lasciato per conto suo la forza lavoro, con le stime attuali che vedono il tasso globale di partecipazione alla forza lavoro per il 2022 di 1,2 punti percentuali inferiore a quello del 2019. Perché questo peggioramento? Nel report viene spiegato che le cause principali sono legate all'impennata di contagi dovuti alla variante Omicron unita alla grande incertezza sull'evoluzione della pandemia stessa.

Naturalmente questi problemi hanno anche conseguenze a livello di disuguaglianza (per i diversi modi in cui l'impatto della crisi sta colpendo i diversi gruppi di lavoratori e i diversi paesi) e di logoramento del tessuto economico-finanziario e sociale.

Guy Rider, Direttore generale dell'ILO, ha commentato: "Non ci potrà mai essere una reale ripresa dalla pandemia senza una ripresa del mercato del lavoro più ad ampio spettro. E questa ripresa, per essere sostenibile, dovrà necessariamente fondarsi su valori come il lavoro dignitoso, incluse sicurezza e salute, protezione e dialogo sociale".
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