Quanto costa il giorno del sì?

- di: Barbara Leone
 
La scelta della location, il menù, la lista degli invitati, le bomboniere, la musica, il fotografo, i fiori, il vestito… Diciamo la verità, organizzare un matrimonio è un vero e proprio lavoro, e pure molto stressante. Tocca prendersi un mese di ferie, non a caso quello del wedding planner è uno dei lavori che negli ultimi anni ha preso sempre più piede. Non che risolva tutto, ma per lo meno ti leva non poche castagne dal fuoco. E non è poco. La tendenza degli italiani a metter l’anello al dito, a dire il vero, è al ribasso. Basti pensare che nel 2019 ci sono stati quasi dodicimila matrimoni in meno rispetto all’anno prima. Con la pandemia, ovviamente, sono dimezzati per risalire nel 2021. Ma è stato questo l’anno del boom, dal momento che il 2022 ha accolto anche le nozze che non si sono potute celebrare nei due anni passati. E difatti ci si sposa ogni giorno, pure di venere e di marte che come dice il proverbio non ci si sposa e non si parte. Ma tant’è, gli sposi italiani sono talmente impazienti di coronare il loro sogno d’amore che, corno in tasca perché non si sa mai, hanno davvero riempito all’inverosimile le già fittissime agende di chiese e comuni. Settembre poi, insieme a giugno, è da sempre il mese prediletto per pronunciare il fatidico sì. Magari in una chiesetta di campagna abbracciata da campi dorati e lunghi filari di viti, o in un suggestivo castello medievale incastonato tra le colline. O in un sontuoso palazzo barocco nel centro storico di una delle nostre meravigliose città o, perché no, in un agriturismo a strapiombo sul mare con tanto di taglio della torta sotto le stelle e bagno a mezzanotte.

23.970€ era il costo medio delle nozze in Italia prima del COVID-19

Tutto molto bello, soave e romantico da far venire il diabete. Ma quanto costa sposarsi nel nostro Belpaese? Secondo il Libro Bianco del Matrimonio, pubblicato da Matrimonio.com in collaborazione con Google ed Esade Business School, prima della pandemia il costo medio del matrimonio in Italia era di 23.970€ (dati aggiornati a gennaio 2020). Con gli sposi del Nord Italia che già prima del covid apparivano più morigerati, spendendo appena (si fa per dire) 22.103 euro. Al Centro, invece, fino al 2019 si spendevano in media 27.085 euro mentre al sud ben 30.337 euro. Perché se da una parte i ricevimenti costano meno, dall’altra ci sono molti più invitati rispetto all’Italia settentrionale. Del resto lo sappiamo tutti che nel meridione un ricevimento di nozze inizia la sera prima con la serenata e finisce quando finisce, con parenti che vengono praticamente da ogni parte dl globo. In soldoni fino al 2019 la spesa media per invitato si aggirava intorno ai 223 euro, con una media di numero di invitati maggiore al Sud (138) rispetto alle altre zone d’Italia: 100 al Nord e 118 al Centro. E oggi? Sempre secondo un sondaggio di Matrimonio.com le coppie che hanno deciso di convolare a nozze non ci pensano proprio a risparmiare. E dunque le cose non sono cambiate granchè. Il 31% degli intervistati ha, infatti, speso tra i 15.000 e i 25.000 euro, dato in linea con quanto riportato dai dati pre-pandemia del Libro Bianco del Matrimonio. E l’11% ha dichiarato di aver speso fino a 30.000 euro. Inoltre, la maggioranza dei futuri sposi (59%) ha speso più o meno la cifra prevista, senza sorprese. E ben 70% di loro ha dichiarato che, beati loro, la situazione attuale non ha avuto conseguenze sul budget complessivo del matrimonio. La parte da leoni in termine di costi la fanno location e catering. Perché, diciamo la verità, è lì che si fa bella figura con gli invitati.  Il 38% degli intervistati da Matrimonio.com dichiara di aver speso tra i 100€ -150€ a invitato per il servizio catering. Se si calcola che il numero medio di invitati ad un matrimonio in Italia è di 114, la cifra totale del catering si aggirerebbe intorno a 11.400€ - 17.100€.

Una cifra molto importante, che sottolinea quanto sia fondamentale per i futuri sposi tenere monitorate le risposte dei propri ospiti attraverso, ad esempio, il sito web del matrimonio o l’invio di partecipazioni, in modo da evitare dei no-show e fornire alla location un numero definitivo il più veritiero possibile. Subito dopo c’è poi il fotografo, considerato di vitale importanza al punto che ben il 90% si affida ad un fotografo professionista. Il 31% spende tra i 2.000 e i 3.000 euro; il 20% tra i 1.500 e i 2.000 euro. Gli sposi non badano quindi a spese su questo servizio, che giustamente è ritenuto fondamentale per conservare intatta la memoria del giorno più bello. Poi vabbè, uno divorzia e con le foto si fanno i coriandoli. Ma questa è un’altra storia. E poi c’è lui, il sogno di tutte le bambine da che mettono via il biberon: l’abito da sposa. Su questo non c’è compromesso, deve essere quello giusto. Non a caso in America ci hanno fatto addirittura un reality show (“Abito da sposa cercasi”) sdoganato anche da noi. E pure con un discreto successo. Perché gira che ti rigira alle fanciulle piace sognare, e quando arrivano all’altare vogliono sentirsi delle principesse. Almeno per un giorno. Perché loro non lo sanno, ma sarà il primo e anche l’ultimo. Ma tant’è, giustamente non badano a spese. Secondo quanto emerge dal sondaggio di Matrimonio.com il 32% delle coppie dichiara di aver speso tra 2.000 e 3.000 per il proprio vestito da sposa. Il 18% delle spose arriva ad investire tra i 3.000 e i 5.000 euro e circa il 4% dichiara di aver addirittura speso più di 5.000 euro. Sì, ma chi paga?  Per la stragrande maggioranza degli sposi (46%) di Matrimonio.com il budget delle nozze è un tema esclusivo della coppia, che lo definisce e lo gestisce in totale autonomia. Solo nel 3% dei casi se ne occupano più persone (genitori, parenti o altro). Questi recenti dati confermano quanto riportato all’interno del Libro Bianco del Matrimonio, secondo il quale l’85% degli sposi italiani ha un ottimo controllo del budget e una conoscenza esatta delle spese che affronta, indipendentemente dalla fascia di reddito a cui appartiene. La pausa forzata dalla pandemia di questi ultimi due anni e i rinvii di nozze che ha provocato, hanno del resto permesso alle coppie di risparmiare e potersi concedere qualche piccolo extra non preventivato inizialmente. Ad ogni modo, sempre secondo il sondaggio di Matrimonio.com, gli sposi preferiscono non indebitarsi e contano sulle proprie risorse per organizzare il matrimonio.

Nel dettaglio il 53% degli sposi ha utilizzato i risparmi personali, il 19% s’è fatto aiutare da mammà e il 48% ha utilizzato i regali degli invitati. Solo un 5%, vivaddio, ha chiesto un prestito per sposarsi. Insomma, tra crisi post pandemia, caro energia e aumenti vari sicuramente uno pensa che i futuri sposi vadano d’accetta per celebrare il loro matrimonio. E invece no, perché il giorno più bello, sempre in capa a loro, deve essere una favola. Dev’essere un evento unico e memorabile da incastonare per sempre nella memoria del cuore. E, diciamo la verità, deve pure fare un po’ rosicare la amiche che si sono sposate prima di te. Mica te la puoi cavare con una pizza o un normalissimo pranzo al ristorante. Anche se qualcuno lo ha fatto, addirittura senza dir nulla al ristoratore che s’è pure incacchiato. E’ successo qualche giorno fa a Roma, dove una coppia si è presentata (previa prenotazione ovviamente) con smoking lui, abito bianco lei e una ventina di invitati. Semplicemente per pranzare alla carta, senza grandi ghirigori o richieste d’esclusiva. Volevano mangiare e brindare coi propri cari, come dovrebbe poi essere lo spirito vero di un qualsivoglia giorno importante. Il risultato è stato che il proprietario del locale si è fatto girare le balls perché, ha detto, dovevate dirmelo. Di grazia, e perché? La risposta è intuibile. Pare, infatti che per un ignoto motivo un pranzo di nozze preveda un sovrapprezzo. Ufficialmente perché vogliono offrire un servizio più accurato e attento. Di fatto l’amatriciana è amatriciana, sia con l’abito bianco che coi jeans. Al massimo ti impatacchi di più. Meditate gente, meditate…
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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