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Gaza, nasce un governo tecnico: chi sono i ministri e cosa cambia ora?

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Gaza, nasce un governo tecnico: chi sono i ministri e cosa cambia ora?

A Gaza prende forma un nuovo assetto di governo con una squadra tecnica che punta a spostare il baricentro dalla gestione emergenziale a una fase di ricostruzione e ripartenza. La notizia arriva mentre la Striscia resta schiacciata da una crisi umanitaria e istituzionale che ha messo sotto pressione servizi essenziali, infrastrutture e tenuta sociale.

Gaza, nasce un governo tecnico: chi sono i ministri e cosa cambia ora?

In questo scenario, la nascita di un governo tecnico palestinese viene presentata come un passaggio che dovrebbe rafforzare la capacità di risposta sul terreno: acqua, municipalità, finanze, giustizia, sicurezza e welfare. Il messaggio politico, nelle parole di chi lo promuove, è netto: priorità ai servizi, alle istituzioni e alla stabilizzazione economica.

La lista dei nomi, diffusa da askanews, indica profili legati a competenze professionali e amministrative, con un’impostazione che richiama un modello di gestione orientato alla governance e alla ricostruzione. Un tentativo di dare una struttura più funzionale alle necessità immediate della popolazione e di creare condizioni minime per una normalizzazione. Il passaggio più delicato sarà tradurre la cornice annunciata in capacità operativa: dalla gestione delle risorse alla sicurezza interna, fino al coordinamento con gli aiuti umanitari e i programmi di sviluppo.

Finanze e servizi essenziali: i ruoli chiave per la ripartenza
Per il portafoglio delle Finanze è stato indicato Bashir Al-Rais, ingegnere e consulente finanziario. Una scelta che segnala l’urgenza di mettere ordine nella gestione economica e nella capacità di sostenere la ripresa, in un contesto dove il tessuto produttivo è indebolito e la dipendenza dagli aiuti resta elevata.
Sul fronte dei servizi locali, Ali Barhoum, ingegnere e consigliere municipale di Rafah, sarà responsabile dell’Acqua e degli Affari Municipali. Un dicastero cruciale per la vita quotidiana, in una fase in cui infrastrutture e reti sono state compromesse e l’accesso all’acqua rappresenta uno dei punti più critici per la popolazione.

Affari sociali e donne: il peso della società civile nella nuova squadra
Il portafoglio di Affari sociali e delle Donne viene affidato a Hana Tarzi, avvocato e definita una “voce di spicco della società civile”. La descrizione sottolinea il suo ruolo nell’impegno comunitario e nel coordinamento umanitario, oltre all’esperienza maturata dal tessuto sociale di Gaza durante la guerra. È un segnale di attenzione alla dimensione sociale, dove il lavoro sulle fragilità e sulle reti di sostegno diventa decisivo per la tenuta della comunità.

Giustizia, territorio e sicurezza: la sfida della governance
Tra gli incarichi indicati figura Arabi Abu Shaaban, responsabile del Portafoglio dell’Autorità Territoriale, mentre Mohammad Bseiso guiderà il Portafoglio della Giustizia. Due aree che, insieme, pesano sulla capacità di ricostruire regole e amministrazione, evitando che l’emergenza diventi permanente.
Sul versante della sicurezza, vengono indicati i generali Mohammad Tawfiq e Mohammad Nasman come responsabili della Polizia e degli Affari di Sicurezza. Un passaggio sensibile, perché la stabilizzazione interna è un prerequisito per qualsiasi processo di ricostruzione e ripresa economica.

Sinijlavi: “Non è un cambio di nome, è un cambiamento strutturale”
A definire la portata del passaggio è stato Sinijlavi, che ha commentato: “Questo sviluppo non è semplicemente un cambio di nome, è un cambiamento strutturale”. Nella sua lettura, Gaza entrerebbe in una fase che “dà priorità alla ricostruzione rispetto alla militarizzazione, alle istituzioni rispetto alle fazioni, alla fornitura di servizi rispetto agli slogan, alla ripresa economica rispetto alla dipendenza, alla dignità, responsabilità e vita normale rispetto all'emergenza permanente”.

Secondo Sinijlavi, ci si aspetta che il governo tecnico si concentri sulla “ricostruzione delle infrastrutture fondamentali, sul ripristino dei servizi pubblici, sulla stabilizzazione dell'economia, sul coordinamento degli sforzi umanitari e di sviluppo e sulla preparazione di Gaza per una riforma della governance a lungo termine e la sua integrazione regionale”. E conclude con un passaggio politico: “Per la prima volta in molti anni, a Gaza viene offerto qualcosa che le è stato negato per troppo tempo: la possibilità di essere governata dal suo popolo, per il suo popolo, pensando al futuro”.

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