A Gaza l’emergenza umanitaria ha anche un volto meno visibile ma altrettanto pericoloso: quello dei rifiuti. Oltre alla carestia, alla distruzione, al freddo e alla carenza strutturale di beni di prima necessità, cresce l’allarme per una crisi sanitaria e ambientale che si sta aggravando giorno dopo giorno. Nel centro di Gaza City, infatti, decine di camion scaricano immondizia in una discarica improvvisata, mentre tonnellate di rifiuti continuano ad accumularsi e a espandersi, fino a infiltrarsi in un campo profughi nelle vicinanze.
Gaza City sommersa dai rifiuti: 350mila tonnellate e rischio epidemie rapide
Il quadro, descritto è quello di un’emergenza parallela che rischia di trasformarsi in un moltiplicatore di pericoli per la popolazione, già provata dalle condizioni estreme della Striscia. L’accumulo di rifiuti non è solo una questione di decoro o di gestione urbana: in un contesto segnato da carenze d’acqua, mancanza di carburante e infrastrutture compromesse, diventa un fattore diretto di rischio sanitario, con la possibilità di una diffusione più rapida di malattie ed epidemie.
Comune di Gaza: “Una bomba a orologeria nel cuore della città”
“Gaza City sta attraversando una grave crisi sanitaria e ambientale. Stiamo parlando di oltre 350.000 tonnellate di rifiuti solidi che si accumulano nel cuore di Gaza City che rappresentano ormai una bomba a orologeria per la popolazione”, afferma un portavoce del Comune di Gaza. Il dato, spiegano le autorità locali, evidenzia un accumulo ormai fuori controllo: una massa enorme di rifiuti che resta concentrata in un’area urbana e che continua a crescere, con conseguenze immediate sulla vivibilità e sulla salute pubblica.
“Ne consegue la rapida e ampia diffusione di malattie ed epidemie, soprattutto alla luce delle crisi che affliggono la Striscia di Gaza, tra cui la carenza di acqua e carburante e l'impossibilità per le squadre comunali di accedere alla principale discarica a est di Gaza City”, aggiunge il portavoce. Il punto, dunque, non è soltanto la quantità di immondizia che si accumula, ma anche l’impossibilità di gestirla in modo ordinario e continuativo, come avverrebbe in una città dotata di servizi essenziali funzionanti.
Perché i rifiuti si accumulano: discarica principale fuori dalla Linea Gialla
Secondo la ricostruzione del Comune, una delle cause principali dell’accumulo è legata alla posizione della discarica principale, che si trova al di fuori della cosiddetta Linea Gialla. Questo elemento rende difficile o impossibile l’accesso regolare da parte delle squadre comunali e impedisce di scaricare e trattare i rifiuti nei luoghi previsti, costringendo a soluzioni d’emergenza dentro l’area urbana.
Il risultato è una discarica che cresce nel cuore di Gaza City, con camion che continuano a scaricare e con rifiuti che si ammassano senza una prospettiva di smaltimento efficace. In questo scenario, la crisi ambientale si intreccia con quella sanitaria: l’immondizia attira insetti, favorisce contaminazioni e rende più fragile una popolazione che già vive in condizioni di scarsità estrema.
Gli sfollati: “Soffriamo a causa degli insetti tutta la notte”
La rabbia e l’amarezza sono evidenti tra gli sfollati palestinesi che vivono nelle vicinanze. La discarica, infatti, non resta confinata a un’area isolata: i rifiuti si infiltrano verso un campo profughi vicino, trasformando la quotidianità in una convivenza forzata con sporcizia e infestazioni.
“Viviamo accanto ai rifiuti e soffriamo a causa degli insetti che ci infastidiscono tutta la notte. Chiediamo alloggi migliori di questi”, dice un uomo, dando voce a una richiesta essenziale: condizioni di vita meno pericolose e più dignitose. In un contesto già segnato da emergenze multiple, la presenza costante di insetti e cattivi odori diventa un ulteriore elemento di stress, insicurezza e vulnerabilità, soprattutto per chi vive in spazi temporanei e sovraffollati.
La crisi dei rifiuti si aggiunge così a un quadro già drammatico: la mancanza di acqua e carburante, unita alle difficoltà operative delle squadre comunali, rende più complesso qualunque intervento strutturale. E mentre i camion continuano a scaricare immondizia, il rischio sanitario aumenta, alimentando la preoccupazione di una diffusione rapida e ampia di malattie ed epidemie.