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Apertura Borse europee, un tonfo: Milano -7,47%, Francoforte -7,65%. Futures Wall Street -5,85%. È paura globale. Vola l’euro

- di: Bruno Coletta
 
Apertura Borse europee, un tonfo: Milano -7,47%, Francoforte -7,65%. Futures Wall Street -5,85%. È paura globale. Vola l’euro
Nuovo tsunami dopo il crollo dei mercati asiatici. Anche le valute in subbuglio. I detonatori che hanno portato a questo.

Dopo il crollo dei mercati asistici, le Borse europee aprono con un tonfo che non lascia spazio a interpretazioni: è un lunedì nero per i mercati globali. A Milano, l’indice FTSE MIB cede il 7,47%, sprofondando a 32.061 punti con un calo di 2.588 punti netti. Peggio ancora fa Francoforte, dove il DAX precipita del 7,68%, segnando -1.589 punti a quota 19.115. In un solo colpo, evaporano centinaia di miliardi di capitalizzazione in Europa.
La slavina non si ferma. I futures americani anticipano un’apertura da brividi anche per Wall Street: lo S&P 500 perde già il 4,85%, mentre il Dow Jones si prepara a un calo superiore al 5,5%, con una flessione di 2.231 punti. Un segnale inequivocabile di allarme globale.
Secondo gli analisti, si tratta della peggior apertura coordinata dei mercati globali dal marzo 2020, quando la pandemia di Covid-19 paralizzò le economie mondiali.

Valute in subbuglio, vola l’euro
Il panico si riflette anche sul mercato valutario. L’Indice del Dollaro scivola dello 0,52% a 102,23 punti, segnale di un raffreddamento della domanda per i Treasury e di un clima di profonda incertezza sulla tenuta dell’economia americana. In controtendenza l’Euro Index, che sale dello 0,37% a 128,41, in un classico effetto-rifugio verso la valuta comunitaria.

Cosa sta succedendo
Il detonatore del crollo sembra essere un mix esplosivo di fattori:
crescenti timori di recessione globale dopo gli ultimi dati manifatturieri in forte contrazione;
l’escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, con nuove sanzioni reciproche;
e, soprattutto, il crollo di fiducia degli investitori nei confronti delle politiche fiscali statunitensi sotto la presidenza Trump, percepite come erratiche e destabilizzanti.
“È un reset violento del mercato. Gli investitori stanno fuggendo da qualsiasi asset rischioso”, spiega Lisa Shalett, chief investment officer di Morgan Stanley Wealth Management.

Il segnale per l’Europa

Per l’Europa è un momento di verità. Il crollo simultaneo delle Borse mette sotto pressione la Banca Centrale Europea, che potrebbe essere costretta a rivedere la sua politica monetaria, accelerando la riduzione dei tassi. Intanto si guarda a Bruxelles, dove la Commissione sta valutando misure coordinate di contenimento dell’impatto economico.
La giornata è appena cominciata, ma il messaggio è chiaro: l’equilibrio fragile dell’economia globale sta vacillando. E stavolta non c’è un paracadute pronto a scattare.

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