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Stiglitz all’Ue: “Basta subire, tassate le Big Usa”

- di: Bruno Coletta
 
Stiglitz all’Ue: “Basta subire, tassate le Big Usa”
Il Nobel smaschera Trump: “È solo un bullo senza strategia. L’Europa reagisca con una tassa contro chi viola regole e alleanze”.

“Trump non ha alcun principio economico, è solo un bullo”. Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, esorta l’Unione Europea a non piegarsi alla nuova ondata di dazi americani, ma a rispondere con decisione: “Serve una tassa aggiuntiva sulle grandi aziende statunitensi”. Il tono è netto, lo scenario globale preoccupante. Secondo Stiglitz, “la sua America è in declino” e le imprese italiane e europee devono “guardare altrove”.

Una politica commerciale da dilettanti

Stiglitz definisce la politica commerciale americana “una dilettantesca ora dell’amatore”. Nessuna coerenza, nessuna visione strategica, solo provocazioni e confusione. “Non c’è una teoria economica dietro questi dazi. È tutto improvvisazione, come un reality show”, afferma. Il rischio è compromettere la stabilità globale e spaventare gli investitori: “Gli Stati Uniti stanno diventando un posto pericoloso dove investire”.

Dazi inefficaci, inflazione in agguato

Per Stiglitz, i dazi non correggono gli squilibri commerciali: “I dazi possono spostare da chi compriamo, ma non eliminano il deficit commerciale complessivo”. Il problema è strutturale, legato a risparmio e investimenti interni. Denuncia anche il rischio di stagflazione: “Trump non capisce che i dazi alzano i prezzi, rallentano l’economia e scoraggiano gli investitori. È una miscela esplosiva”.

L’America diventa un paradiso fiscale

Un altro fronte critico è la trasformazione degli Stati Uniti in “il più grande paradiso fiscale del mondo”. L’indebolimento degli standard di trasparenza, in particolare sulle criptovalute, mina la credibilità americana: “Se le regole valgono solo per gli altri, si distrugge la fiducia nei mercati globali”.

La Cina più affidabile degli Usa?

“La Cina è oggi più credibile degli Stati Uniti”, afferma Stiglitz. Pechino appare come un attore prevedibile e rispettoso delle regole, mentre Washington si isola. “Con Trump, gli Usa non sono più un alleato affidabile. L’Europa farebbe bene a stringere accordi con partner coerenti”.

Le proposte: serve un’Europa forte

La risposta, secondo Stiglitz, deve essere multilivello. In primis, una tassa aggiuntiva sulle grandi aziende americane operanti in Europa. Ma anche dazi compensativi contro pratiche scorrette come corruzione, elusione fiscale, violazioni ambientali. L’Europa dovrebbe introdurre imposte mirate contro chi ignora gli accordi sul clima: “Serve una moralizzazione dell’economia globale, e l’Unione Europea ha la forza normativa per guidare questo processo”.

Una guerra che nessuno può vincere

La guerra commerciale innescata da Trump “non ha vincitori”. È una spirale distruttiva. Stiglitz invita l’Europa a riconsiderare il proprio posizionamento geopolitico: “Non possiamo continuare a fingere che nulla sia cambiato. Il vecchio asse transatlantico è a rischio”.

L’Ue al bivio

L’Unione Europea resta ambigua: da un lato sospende le contromisure per favorire il dialogo, dall’altro crescono le pressioni per una linea più dura. Il presidente francese Macron parla di “difendere risolutamente gli interessi europei”, mentre Stiglitz auspica una risposta fiscale più assertiva.

Alzare lo sguardo, cambiare rotta

Joseph Stiglitz offre una visione chiara, netta, che va oltre le schermaglie tra dazi. Invita l’Europa a reagire con strumenti nuovi, morali e strutturali. Una tassa sulle multinazionali Usa non è solo una vendetta: è un segnale politico e sistemico, l’inizio di una nuova era. “La forza dell’Europa non sta nelle minacce, ma nella coerenza. Ora è il momento di usarla”.

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