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ESRB lancia l'allarme: "Rischio di un'ondata di fallimenti in Europa"

- di: Daniele Minuti
 
ESRB lancia l'allarme: 'Rischio di un'ondata di fallimenti in Europa'
Continuano a sentirsi gli effetti della crisi pandemica in tutto il mondo e l'European Systemic Risk Board ha deciso di analizzare la situazione nel Vecchio Continente in uno studio intitolato "Prevenzione e gestione di un grande numero di insolvenze societarie".

E il quadro dipinto dall'ESRB è piuttosto chiaro: in Europa c'è il concreto rischio di una lunga ondata di fallimenti societari se le misure di sostegno introdotte dai governi dopo lo scoppio dell'emergenza sanitaria saranno rimosse troppo velocemente e soprattutto senza la presenza di un progetto che possa permettere una transizione più sicura verso una situazione di stabilità.

Con il report si è voluto valutare il rischio della crescita di insolvenze societarie nel breve periodo (2021 o 2022) oltre che le possibili implicazioni che esse potranno avere nel percorso di ripresa economica e di stabilità da un punto di vista finanziario: la crisi pandemica non è stata analizzata come una crisi "normale" e per questo il sistema finanziario, anziché aumentare le insolvenze come sarebbe accaduto durante un usuale shock economico, è riuscito ad ammorbidirne l'impatto. L'ESRB evidenzia che "l'ampio sostegno alla liquidità dato dai governi ha indotto un progressivo aumento del debito societario".

Proprio questo dato porta all'aumento della preoccupazione: c'è un serio timore che si verifichi una lunga ondata di insolvenze societario una volta che l'emergenza sanitaria sarà passata, in particolare se gli aiuti arrivati dopo lo scoppio della pandemia saranno ritirati troppo bruscamente e gestiti in maniera errata da governi e banche.
 
Se questa eventualità si avverasse, i fallimenti porterebbero a una ripresa più lunga e lenta, mentre dal punto di vista finanziario ci sarebbe la necessità di pianificare un'eliminazione graduale delle misure di sostegno così da garantire la sopravvivenza delle aziende più grandi riducendo però il costo che grava su Stato e sistema finanziario. Per quanto riguarda le imprese più piccole servirà sviluppare procedure di insolvenza in modo da agevolare "una ridistribuzione delle risorse più rapida verso usi più efficienti e sostenibili".

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