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ENAV, la regina dei cieli anticipa il futuro
Intervista al Presidente Nicola Maione e all'Ad Roberta Neri

L’Ente nazionale per l’assistenza al volo mette in campo un Piano industriale innovativo, dotato di 650 milioni di investimenti.
Il Presidente Nicola Maione e l’Ad Roberta Neri: “Ecco come consentirà ad Enav di mantenere e consolidare la leadership nel settore del trasporto aereo europeo”

 

Il 13 maggio scorso si sono chiusi quattro mesi di fibrillazioni con la sigla dell’accordo tra il Gruppo Enav e tutte le sigle sindacati sulla realizzazione del piano industriale 2018-2022.
Rispetto a questo quadro, come sono attualmente i rapporti con i vari stakeholder sul Piano industriale? 
Presidente Maione - “Il Piano industriale di Enav è un momento molto importante per l’azienda, soprattutto dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica e operativa nell’ambito del contesto delle normative internazionali. Tutto ciò consentirà ad Enav di mantenere e consolidare la leadership nel settore del trasporto aereo europeo. Uno degli asset principali del piano è quello di preservare e valorizzare i nostri dipendenti, un tassello che per noi è di primaria importanza. Nel nostro settore, abbastanza volatile, management, Cda e Amministratore delegato devono avere il coraggio nelle loro scelte oltre alla capacità di immaginare e programmare il futuro. Siamo soggetti a varie e repentine innovazioni tecnologiche e dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti a cogliere queste opportunità e non a subirle. Il nostro piano industriale prevede una serie di conversioni delle strutture tecnico operative, una digitalizzazione degli impianti e, come già accennato, la valorizzazione professionale dei nostri dipendenti. Abbiamo raggiunto un accordo con le sigle sindacali: all’inizio c’è stato un momento di frizione, ma poi siamo riusciti, attraverso uno sforzo congiunto, a trovare una posizione condivisa e quindi sia i sindacati che gli stakeholder hanno ben compreso l’importanza di questo piano per il futuro della nostra azienda.
Colgo l’occasione, quindi, per chiedere un aiuto ulteriore agli stakeholder per lavorare ed incrementare tutto ciò che c’è di buono all’interno di questo piano. Abbiamo previsto un investimento di circa 650 milioni di euro e ciò che per noi rappresenta un vero successo è l’assunzione di circa un centinaio di risorse (principalmente controllori di volo), prendendo atto anche dell’aumento considerevole del traffico aereo. Siamo pronti a raggiungere tutti gli obiettivi previsti all’interno del piano”.

Prima Trimestrale 2019. Sulla scia dei buoni risultati 2018, il Gruppo Enav mette a segno ulteriori punti di rilievo. In estrema sintesi, traffico di rotta e di terminale in crescita rispettivamente del 7,4% e del 5,9%. Quali sono stati gli elementi chiave che hanno portato a questo nuovo passo in avanti? 
Dottoressa Neri - “La crescita del traffico è sicuramente uno dei fattori trainanti rispetto alla crescita della marginalità della società sia in termini economici che finanziari. Il traffico aereo sta crescendo molto e, se vogliamo, anche di gran lunga al di sopra delle aspettative: la società sta portando avanti la realizzazione di un piano e i risultati evidenziano una forte capacità di gestire i volumi di traffico in aumento; per riuscire a fare tutto ciò occorre mantenere molto alti i livelli di performance, di qualità e di sicurezza. Questo processo lo stiamo realizzando in una prospettiva di razionalizzazione e ottimizzazione dei processi che ci stanno consentendo anche di razionalizzare i nostri costi, oltre che di gestire una prospettiva di evoluzione più dinamica e flessibile rispetto a quelle che sono le domande dei nostri clienti, ovvero le compagnie aeree alle quali garantiamo un servizio di qualità.
I risultati del 2018 e la tendenza del primo trimestre 2019 stanno evidenziando proprio questa evoluzione”.

Il bilancio 2018 ha presentato numeri importanti: il traffico di rotta e di terminale lo scorso anno è stato in crescita rispettivamente del 9,3% e del 5,1% in termini di unità di servizio rispetto al 2017. Tale performance è da attribuire anche all’implementazione della procedura ‘Free Route’…
Presidente Maione - “Per la nostra azienda esser riusciti ad implementare la procedura ‘Free Route’ è motivo di grande orgoglio e vanto, soprattutto come Made in Italy. Questa procedura diverrà obbligatoria dal primo gennaio 2022 e noi siamo riusciti ad implementarla dal 2016. Siamo stati in assoluto i primi tra i service provider europei ad incrementare questo processo che permette ai piloti, che sorvolano i cieli italiani, di poter scegliere autonomamente un loro percorso di rotta: scegliere un percorso di volo più breve comporta un risparmio nel costo di carburante e di emissione di Co2. Questo processo, spiegato così velocemente, sembra facile, invece dietro c’è stato e continua ad esserci uno sforzo immane in termini di investimenti e di tecnologia”.

Avvocato Maione, lei è presidente di Enav dallo scorso 8 novembre, in seguito alle dimissioni da questa carica dell’ingegner Roberto Scaramella. In quale stato di salute ha trovato la Società? Qual è oggi lo stato dei rapporti tra Enav e il Governo, che con il ministero dell’Economia detiene il pacchetto di maggioranza assoluta della Società?
Presidente Maione  - “La mia è un’esperienza particolare, in quanto sono entrato in Enav il 19 settembre del 2014 e non avrei mai e poi mai immaginato di arrivare sino al vertice, vivendo in prima persona tutta la trasformazione e l’evoluzione di questa azienda. Il giorno 8 novembre 2018 divento Presidente e sono stato confermato con una percentuale notevole, fatto che ha rappresentato un momento di grande gratificazione per l’intero CdA.
I rapporti con il governo sono costanti e improntati alla massima lealtà e correttezza. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ed il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono i nostri due enti istituzionali di riferimento. Il dialogo è serrato e costruttivo alla ricerca sempre di nuove sfide ed obiettivi. Per quanto riguarda lo stato di salute della società, già prima del mio incarico attuale ero presidente del Comitato controllo rischi e parti correlate ed avevo una visione privilegiata della società: come immaginavo quindi, l’ho trovata in uno stato ottimale”.

Sia il 2018 che il primo trimestre hanno visto un forte aumento del traffico aereo sull’Italia, che è andato ben oltre le attese dopo diversi anni di crescita debole. Come ha fatto Enav, nonostante i crescenti volumi di traffico, a far registrare nuovamente la migliore performance operativa tra i principali paesi europei in termini di puntualità? 
Dottoressa Neri  - Occorre partire considerando l’ambito generale in cui noi operiamo: siamo in un settore regolato, nel quale il nostro regolatore è la Commissione europea che stabilisce dei parametri (a volte anche piuttosto stringenti) in termini di gestione del servizio e quindi di qualità in generale, piuttosto che puntualità e sicurezza. Ogni Paese in Europa ha un target assegnato dal regolatore, che poi rappresenta l’elemento che contribuisce a rendere la situazione dei ritardi aerei abbastanza accettabile in ottica europea. Noi come Enav possiamo certamente vantare un primato in relazione alla distanza dall’obiettivo assegnatoci. Nell’anno 2018, rispetto per l’appunto all’obiettivo assegnato alla nostra azienda da parte della Commissione Ue di 0,11 minuti di ritardo medio consentito per volo, abbiamo raggiunto l’obiettivo di 0,024 il che significa circa il 78% al di sotto dell’obiettivo posto dal regolatore.
Questo successo è dovuto ad un programma di investimenti e ammodernamento delle infrastrutture dello spazio aereo che, proprio per rispondere alla continua e sempre più crescente domanda, necessita di un ammodernamento e incremento delle nuove tecnologie che ci consentono di rispondere in maniera puntuale alla domanda stessa. Da questo punto di vista è stata fondamentale l’introduzione del sistema di telecomunicazioni Data-Link, un nuovo sistema grazie al quale avvengono comunicazioni tra i controllori di volo ed i piloti attraverso la trasmissione dati (autorizzazioni di rotta, di quota, di velocità e di prua). Tale sistema è la testimonianza di come desideriamo mantenere alto il livello del nostro piano e delle nostre sfide”.

Riguardo alla componente di traffico internazionale, che nel primo trimestre 2019 è in linea con la media europea (+5,5% sul primo trimestre 2018) rispetto al +9,6% del traffico nazionale, quali sono le direttrici per continente che hanno trainato la crescita?
Dottoressa Neri - “Nel trimestre 2019 abbiamo riscontrato una forte crescita che riguarda non solo la componente del sorvolo (ovvero gli aerei che sorvolano il nostro territorio nazionale ma che non sono decollati e non devono atterrare nei nostri aeroporti), ma anche la crescita del traffico nazionale, che è maggiore rispetto ad altri Paesi. Anche per quanto riguarda questo trimestre, la crescita sulla rotta è stata superiore al 7%, superiore alla media europea. Questo rappresenta senz’altro un ulteriore elemento di interesse in termini di prospettiva economica nazionale. La crescita in generale del traffico aereo in Italia è dovuta anche ad iniziative che stiamo proseguendo e che stanno rendendo lo spazio aereo italiano più attraente rispetto a prima. Le rotte più brevi (ovvero quelle che interessano le città di Roma, Milano e Napoli) sono stabili in termini di crescita, aiutate anche dall’evoluzione, soprattutto in termini di tempistiche, del trasporto ferroviario.  Il dato in forte aumento, invece, riguarda le lunghe distanze, sia da che verso l’Europa sia verso la Cina o il Sud Africa”.

Cosa significa ‘sostenibilità’ per Enav?
Presidente Maione  - “Per noi il concetto di sostenibilità significa soddisfare gli interessi delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future e tutto ciò abbiamo cercato di riportarlo e declinarlo nel piano industriale. Per far fronte ai possibili e continui aumenti del flusso di traffico aereo anche nei prossimi anni, abbiamo dovuto apportare innovazioni tecnologiche tali che possano determinare una digitalizzazione degli impianti e l’implementazione delle torri remote, in modo tale che la società possa essere pronta anche ad affrontare eventuali fattori esogeni, quali la chiusura del traffico aereo ed altro ancora. Il nostro obiettivo è quello di farci trovare sempre preparati per continuare ad affermare la leadership di Enav in questo settore che, fra l’altro, è anche uno dei più importanti in Italia dato che rappresenta il 4% del Pil nazionale”.

Il Gruppo Enav è dotato di un know-how di altissimo livello. Quali sono le attività fuori Italia in cui è impegnato? Intendete allargare e implementare l’attività all’estero? 
Presidente/AD - “Come già accennato, noi lavoriamo in un mercato regolato. La sfida è sempre rivolta anche alle attività non regolate che sono per la maggior parte all’estero, tenendo in considerazione il fatto che anche negli altri Paesi europei a ‘vincere’ sono le aziende nel settore regolato piuttosto che quelle del settore non regolato e quindi dobbiamo essere ancor più bravi ad avere la capacità di entrare in alcuni segmenti di mercato dove si riscontra più concorrenza. Il nostro obiettivo è di incrementare ulteriormente la nostra presenza all’estero. Far leva sull’utilizzo della tecnologia è un ulteriore elemento che ci spinge a guardare il mercato non regolato e ad altri mercati complementari presenti in Italia, quali per esempio il mercato dei droni, che rappresenta un nuovo modello di business sul quale l’azienda è molto impegnata nell’ottica di sviluppo di una piattaforma che consente la gestione ordinata e in sicurezza dei droni. Abbiamo anche costituito una nuova società per lo sviluppo e l’integrazione di molteplici tecnologie nel settore ‘Traffic management’, inclusi supporti e corsi di formazioni aeronautiche e di volo, e abbiamo raggiunto una partnership con Leonardo Telespazio per lo sviluppo di un sistema di controllo del traffico aereo di droni e per l’erogazione di servizi correlati”.

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