(Foto: Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e Studi IBL)
Nel nuovo intervento dell’Istituto Bruno Leoni (IBL), importante tkink thank di orientamento liberale e liberista, viene sottolineato con forza quanto l’Italia stia pagando oggi decenni di autoindulgenza politica e illusioni economiche.
Come evidenzia l’analisi dell’IBL, il nostro Paese si è progressivamente impoverito, con una produttività stagnante alla base del declino, in particolare della produttività totale dei fattori.
Il report dell’IBL richiama l’esempio di Luigi Einaudi, che nel 1946 — da Governatore della Banca d’Italia — non ebbe timore di parlare con chiarezza agli italiani: “Occorre, cioè, volenti o nolenti continuare a stringerci la cintola”, affermava, invocando un senso di responsabilità collettiva per la ricostruzione nazionale. Secondo l’IBL, quella stessa franchezza è mancata dopo la crisi del 2008, la crisi dei debiti sovrani e persino dopo la pandemia: nessuno ha avuto il coraggio di dire che il Paese si è impoverito “in misura non poi così distante” da quanto accaduto nelle due guerre mondiali.
Come puntualizza il paper dell’Istituto Bruno Leoni, mentre l’Italia ha impiegato fino al 2024 per tornare al PIL pro capite del 2007, altri Paesi europei — come la Germania, la Francia e la Spagna — lo avevano già fatto da anni. L’IBL ricorda che nel 1995 eravamo l’8% sopra la media dell’eurozona, oggi siamo il 10% sotto. E tutto questo, ammonisce l’autore, dovrebbe essere detto chiaramente agli italiani.
Ma parlare con onestà, sottolinea l’IBL, significa anche rinunciare alla politica dei bonus e alla retorica dei sussidi, e tornare a considerare gli italiani come cittadini responsabili e capaci di autodeterminazione. “Restituire loro gli spazi di libertà sottratti” — questa è, secondo l’Istituto Bruno Leoni, la lezione inascoltata di Einaudi. Un messaggio che la politica italiana continua a ignorare, preferendo rassicurare anziché responsabilizzare.
In sintesi, come afferma l’IBL, trattare gli italiani da adulti significa anche dire loro la verità: che la ricostruzione, oggi come allora, passa per la fatica, il risparmio e la libertà.