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Rinvio del Decreto Bollette su famiglie e imprese, Meloni: “Non soddisfacente”

- di: Marta Giannoni
 
Rinvio del Decreto Bollette su famiglie e imprese, Meloni: “Non soddisfacente”
Il Consiglio dei Ministri, inizialmente previsto per giovedì, è stato rinviato a venerdì 28 febbraio dopo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha giudicato “non soddisfacente” la bozza del decreto bollette. L’obiettivo è trovare soluzioni più incisive per contrastare il caro-energia, con un pacchetto di misure che potrebbe raggiungere i 3 miliardi di euro.

Le critiche di Meloni e il lavoro dei tecnici
Secondo fonti vicine al governo, Meloni ha espresso insoddisfazione per la bozza preparata dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, guidati rispettivamente da Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto. “Non si è fatto abbastanza”, ha dichiarato la premier, chiedendo ai suoi ministri di “approfondire ulteriori misure” per garantire una risposta “più efficace” alle esigenze di famiglie e imprese, in particolare quelle più vulnerabili.
Il lavoro dei tecnici è proseguito per tutta la giornata, ma non è bastato a evitare il rinvio. Tra le misure in discussione, spicca l’estensione del bonus sociale per i clienti vulnerabili, con un innalzamento della soglia ISEE dagli attuali 9.530 euro a 15.000 euro. Questa misura, già sperimentata nel 2023, avrebbe un costo stimato di 1,5 miliardi di euro.

Le proposte per le imprese
Per le aziende, soprattutto quelle energivore, si sta valutando l’utilizzo di 600 milioni di euro provenienti dalle aste ETS (Emission Trading System), il sistema di scambio di quote di emissione di CO2. Inoltre, è allo studio una riduzione del differenziale tra il costo del gas sul mercato europeo e quello italiano, oltre a una norma per il rinnovo o il prolungamento delle concessioni idroelettriche.
Tuttavia, le associazioni di categoria chiedono interventi più robusti. Confcommercio ha evidenziato che, rispetto a gennaio 2024, le bollette elettriche delle aziende del terziario sono aumentate del 24%, con un picco del 56,5% rispetto al 2019. La Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato, ha sottolineato che le piccole e medie imprese italiane pagano l’energia il 40% in più rispetto alla media europea, con punte del 60% rispetto alla Spagna e del 50% rispetto alla Francia.

Le critiche dell’opposizione e le proposte alternative

Anche l’opposizione è intervenuta sul tema. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha presentato in diretta sui social le proposte dei Dem: “Disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas e istituire un Acquirente Unico Pubblico”. Schlein ha criticato le soluzioni di “corto respiro” del governo, invitando la maggioranza a considerare una “svolta” strutturale.
L’Unione Nazionale Consumatori ha definito “ottime” le proposte del PD, mentre il Codacons ha espresso scetticismo, sostenendo che siano necessarie misure più radicali sulla tassazione eccessiva.

La frenata europea sulla carbon tax

Intanto, sul fronte ambientale, l’Europa ha deciso di rinviare di un anno, al 2027, l’attuazione del Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). La proposta di Bruxelles prevede anche di esentare i piccoli importatori di merci dai vincoli del CBAM, una misura che potrebbe alleggerire il carico sulle imprese italiane.

Prossimi passi
Con il rinvio del Consiglio dei Ministri, il governo ha guadagnato tempo per affinare il decreto bollette. Resta da vedere se le nuove misure riusciranno a soddisfare le aspettative di cittadini e imprese, in un contesto di crescente pressione economica e sociale.

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