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Ddl Lavoro: pubblicata la legge che tutela la privacy degli agenti immobiliari

- di: Bruno Coletta
 
Ddl Lavoro: pubblicata la legge che tutela la privacy degli agenti immobiliari

Un passo avanti per la trasparenza contrattuale e la riservatezza nel settore delle compravendite immobiliari. In vigore dal 12 gennaio. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che elimina l'obbligo di riportare il compenso degli agenti immobiliari negli atti di compravendita. A partire dal 12 gennaio 2025, sarà possibile indicare, in alternativa, il numero della fattura e le modalità di pagamento. La nuova normativa rappresenta un’importante svolta per il settore immobiliare, con ripercussioni sia in termini di privacy che di autonomia contrattuale.

Ddl Lavoro: pubblicata la legge che tutela la privacy degli agenti immobiliari

La modifica interviene su una norma introdotta con il Decreto Legge 223/2006, pensata inizialmente per contrastare l’evasione fiscale, ma ritenuta da molti operatori del settore inadeguata rispetto all’attuale contesto tecnologico e normativo. “Cade una regola anacronistica – afferma Santino Taverna, Presidente Nazionale di FIMAA-Confcommercio – che finiva per limitare la libertà contrattuale delle parti e penalizzare l’attività degli agenti immobiliari”.

Un sistema più equo e moderno

L’obbligo, infatti, coinvolgeva solo gli intermediari, lasciando fuori altri attori della filiera, generando una palese disparità di trattamento. Con la nuova legge, venditori e acquirenti potranno scegliere di riportare solo gli estremi delle fatture e le modalità di pagamento, garantendo una maggiore riservatezza sui compensi dei mediatori.

“Oggi la fattura elettronica rappresenta uno strumento più efficace per monitorare i flussi economici – sottolinea Taverna – senza imporre la divulgazione di dati sensibili, che possono danneggiare la libera contrattazione tra cliente e professionista”.

L’agente immobiliare, infatti, non è parte del contratto di compravendita, ma la normativa del 2006 lo obbligava comunque a dichiarare il proprio compenso, una contraddizione che, secondo FIMAA, ostacolava l’efficienza del mercato.

Il compromesso raggiunto

La riforma rappresenta il risultato di anni di confronto tra FIMAA, il Governo e le Autorità competenti. Sebbene si tratti di una soluzione di compromesso, Taverna ribadisce che la Federazione continuerà a lavorare per l’abrogazione totale della norma che consente di indicare ancora l’importo del compenso.

“Le resistenze incontrate sono spesso frutto di posizioni ideologiche – spiega il Presidente – ma con spirito di responsabilità abbiamo preferito sostenere questa modifica, che rappresenta comunque un passo avanti nella tutela della privacy e dell’autonomia contrattuale”.

Le implicazioni per il mercato

La nuova normativa non solo tutela gli agenti immobiliari, ma punta a ridurre le tensioni tra le parti coinvolte nella compravendita, favorendo un approccio più equilibrato e trasparente. Restano tuttavia aperti alcuni nodi, come il superamento definitivo dell’obbligo di indicare il compenso, che FIMAA si impegna a risolvere attraverso un dialogo continuo con le istituzioni.

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