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Scontri fuori dal palazzo presidenziale, la Corea del Sud nel caos

- di: Bruno Coletta
 
Scontri fuori dal palazzo presidenziale, la Corea del Sud nel caos
Il tentativo di arrestare l’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol (nella foto) si è trasformato in uno scontro acceso tra il servizio di sicurezza presidenziale, gli agenti del Cio (Ufficio di Indagine sulla Corruzione per Alti Funzionari) e i sostenitori del leader deposto. Gli eventi si sono svolti fuori dal palazzo presidenziale, dove migliaia di sostenitori si sono radunati per impedire l’arresto. Lo riferisce l'agenzia Yonhap.

Scontri davanti al palazzo presidenziale

Il servizio di sicurezza, guidato da Park Chong-jun, ha bloccato l'accesso alla residenza presidenziale invocando norme sulla privacy. “I procuratori e gli investigatori si stanno scontrando con le unità di sicurezza dopo aver superato le prime barriere”, ha dichiarato un funzionario di polizia. La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza costante di sostenitori di Yoon, che sfidano la polizia per proteggere il loro leader.
Il Cio, che accusa Yoon di insurrezione e abuso di potere per aver imposto la legge marziale lo scorso dicembre, ha tempo fino a lunedì per eseguire il mandato di arresto. Se arrestato, Yoon sarà trasferito a Gwacheon per un interrogatorio preliminare e successivamente in un centro di detenzione a Uiwang. Il Cio avrà poi 48 ore per richiedere un mandato di detenzione formale o rilasciarlo.

La reazione di Pyongyang
Mentre il Sud affronta un clima di tensione crescente, la Corea del Nord non ha perso l’occasione di criticare la situazione. Secondo l'agenzia di stampa statale Kcna, la Corea del Sud è “paralizzata politicamente” e in preda al caos. “Lo Stato fantoccio ha vissuto un impeachment senza precedenti dopo il tentativo di imporre la legge marziale il 3 dicembre”, si legge in un editoriale del quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun, riportato da Yonhap.
I media nordcoreani hanno attribuito la situazione al “burattinaggio” del Sud sotto l’influenza degli Stati Uniti, sottolineando come la crisi interna renda Seul vulnerabile nel confronto con Pyongyang. “I media stranieri hanno criticato la Corea del Sud per essere stata trascinata in una tempesta politica”, aggiunge la Kcna, evidenziando la capacità del regime nordcoreano di sfruttare la situazione a proprio vantaggio.

Prospettive e scenari futuri
Con il mandato di arresto in scadenza e le tensioni che non accennano a placarsi, il destino di Yoon resta incerto. Le implicazioni politiche e sociali di questa crisi potrebbero avere ripercussioni durature sia a livello nazionale che internazionale. Intanto, gli occhi del mondo rimangono puntati su Seul.

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