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Confindustria: protocollo per attrarre e consolidare investimenti esteri in Sicilia

- di: Daniele Minuti
 
Confindustria: protocollo per attrarre e consolidare investimenti esteri in Sicilia
Confindustria, Regione Siciliana e Confindustria Sicilia hanno firmato un protocollo che mira a fidelizzare e supportare imprese a capitale estero che investono nella regione, attivando un servizio di costumer care dedicato per aumentare investimenti.

Intesa fra Confindustria, Regione e Confindustria Sicilia per attrarre investimenti

Questa operazione si inserisce nell'attività sensibilizzazione sul peso che le imprese a capitale estero hanno sia dal punto di vista economico che di sostenibilità, economia circolare e welfare su cui Confindustria e la Regione Sicilia operano da lungo tempo.

Barbara Beltrame Giacomello, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, ha commentato: "Un distretto produttivo ha successo se c’è un proficuo e regolare confronto e interazione tra le imprese estere, le nostre rappresentanze territoriali e le istituzioni regionali che si occupano di programmazione e sviluppo. Saper dialogare è importante, perché consente di anticipare le crisi e di cogliere per tempo nuove opportunità di investimento. È ora necessario fare un passo avanti per consolidare ed ampliare il contributo delle imprese a controllo estero allo sviluppo produttivo ed occupazionale del Paese. Chiediamo quindi di attivarci a livello nazionale per avviare una serie di incontri annuali con i CEO globali delle imprese estere per attrarre nel nostro Paese parte degli investimenti strategici che si stanno pianificando ora e nel prossimo futuro. Altri Paesi, come la Francia, organizzano incontri di questo tipo con grande successo ed i tempi sono maturati perché anche l’Italia inizi un suo percorso".

Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Sicilia (nella foto), ha aggiunto: "L’attrattività del sistema-Sicilia è un tema fondamentale da affrontare per garantire sostegno e sviluppo al tessuto di piccole e medie imprese, per recuperare il gap di competitività e produttività che le separa dal resto del Paese, La Sicilia sembra stia tornando ad esercitare una forza attrattiva all'estero. Ma se è vero che questo è un segnale positivo di ripresa, è pur vero che la porzione degli investimenti diretti esteri destinati alla Sicilia rimane comunque limitata. L’obiettivo deve essere quello di accogliere e trattenere le multinazionali. E noi, con questo protocollo d’intesa, abbiamo già fatto un pezzo di strada".

Girolamo Turanoassessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, ha dichiarato: "Il quadro geopolitico così mutevole e precario impone alle istituzioni e al mondo produttivo siciliano un impegno maggiore sul fronte dell’attrazione degli investimenti esteri. È chiaro che la crisi nell’est Europa insieme all’instabilità del nord Africa e del Medio oriente potranno fare della Sicilia una validissima opzione per investitori stranieri. È dunque fondamentale farsi trovare pronti: come Regione abbiamo portato a casa le Zes siciliane che sono uno straordinario strumento per la competitività della Sicilia, c’è il lavoro fatto in questi anni con la Farnesina sull’internazionalizzazione delle imprese e oggi si aggiunge questo protocollo con Confindustria che ci impegna non solo sul fronte della sinergia strategica ma anche nel campo della formazione delle imprese e delle figure professionali e della capacità di analisi degli scenari. L’obiettivo è tornare ad essere l’orizzonte degli investitori esteri".

Diego Bivona, Presidente di Confindustria Siracusa, ha concluso: "Un fondamentale punto di partenza di un più ampio quadro di iniziative che oltre a favorire il dialogo, serva a mettere in risalto quelle condizioni ambientali che gli imprenditori privilegiano quando decidono dove investire: legalità, certezza del diritto, infrastrutture materiali e immateriali, percorsi e tempi autorizzativi, servizi essenziali quali la sanità, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Non casuale la scelta di Siracusa per la firma del protocollo, per l’alta aggregazione di aziende multinazionali, non solo numericamente, ma soprattutto per fatturato: nel periodo pre-pandemia il 61% dell’export regionale proveniva da questo territorio (il 12% del Mezzogiorno). Qui è inequivocabile la vocazione all’export di un territorio che per anni ha attratto investitori soprattutto multinazionali, trainando l’economia siciliana, grazie alla collocazione geografica, al centro del Mediterraneo, alle favorevoli condizioni climatiche, alle infrastrutture portuali, ma anche grazie alla laboriosità delle maestranze locali che hanno acquisito negli anni un know-how apprezzato ed esportato anche all’estero".
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