Confcommercio, Sangalli: "Fiducia rafforzata per i consumi di Natale

- di: Barbara Bizzarri
 

Questo Natale il totale delle tredicesime supererà i 50 miliardi e la consueta ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio su consumi di Natale e tredicesime è all'insegna di un rinnovato ottimismo, tanto da affermare che il mese di dicembre sarà buono sul fronte degli acquisti e dei consumi delle famiglie. È una crescita, quella delle tredicesime, che il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, imputa alla crescita dell’occupazione, agli effetti del taglio del cuneo fiscale e contributivo e alla diminuzione dell’inflazione, in particolare dei beni energetici. Il presidente Carlo Sangalli ha dichiarato che “la crescita dell’occupazione, il taglio del cuneo fiscale e contributivo, la frenata dell’inflazione rafforzano la fiducia per i consumi di Natale. Anche i minori costi energetici contribuiscono a ridurre l’incertezza per il 2024, che sarà un anno certamente impegnativo soprattutto per la difficile situazione internazionale”.

Confcommercio, Sangalli: "Fiducia rafforzata per i consumi di Natale

Per quanto riguarda, invece, nello specifico i regali di Natale la previsione è di una spesa pari a 8 miliardi (contro i 7,1 del 2022), una somma che si traduce in 186 euro a testa. Li farà il 73,2% degli italiani, pur in presenza di una propensione in calo al 40,1%. In realtà, attenzione, in molti potrebbero già averli acquistati, visto che il volume di acquisti durante la “black week” è cresciuto del 7% in volume, con la spesa complessiva salita a 4,31 miliardi, prevalentemente online (2,41 miliardi, +9,5%) contro i 4,03 del 2022. Sono stati venti milioni gli italiani ad approfittare delle offerte: “Un bel segnale in termini di propensione al consumo perché vuol dire che la fiducia è tonica”, ha commentato Mariano Bella. La situazione economica generale, infine: per il quarto trimestre Confcommercio pronostica una crescita dello 0,2% congiunturale e dello 0,5% tendenziale rispetto al +0,4% e +0,7% stimati rispettivamente dal Governo del governo. Per il 2024 la previsione è invece di +0,9% contro il +1,2% indicato dall’Esecutivo.

Detto dell’inflazione, “praticamente scomparsa”, Bella ha evidenziato che “l’economia è in rallentamento, ma c’è tenuta dell’occupazione ai massimi storici, la produzione industriale ha smesso di scendere e i dati turistici estivi sono stati ottimi”.

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