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Codacons: "Fiducia in crescita buon segnale, ma dazi e crisi possono frenare l'economia"

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Codacons: 'Fiducia in crescita buon segnale, ma dazi e crisi possono frenare l'economia'

Il Codacons accoglie positivamente i dati diffusi dall’Istat che segnalano a settembre un miglioramento della fiducia di consumatori e imprese, ma avverte che il quadro resta fragile.
«L’incremento dell’indice sulla fiducia è un segnale positivo – spiega l’associazione – perché incide sulla propensione alla spesa delle famiglie e sulle aspettative per il futuro». Un miglior clima di fiducia, sottolinea il Codacons, può sostenere i consumi e innescare dinamiche virtuose per la crescita economica.

Codacons: "Fiducia in crescita buon segnale, ma dazi e crisi possono frenare l'economia"

Nonostante il dato incoraggiante, l’associazione dei consumatori mette in guardia da diversi fattori che potrebbero invertire la tendenza.
«Sono molteplici le variabili che rischiano di interrompere il trend positivo – prosegue il Codacons –: l’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, le crescenti tensioni geopolitiche internazionali e i possibili rialzi dei prezzi dell’energia in vista dell’inverno rappresentano una vera scure per tutta l’economia italiana».

Secondo l’associazione, questi elementi di instabilità potrebbero influire non solo sulle aspettative di famiglie e imprese, ma anche sulla crescita complessiva del Paese, con il rischio di vedere peggiorare i principali indicatori economici già nei prossimi mesi.

Il nodo della fiducia per sostenere consumi e investimenti
Per il Codacons, la fiducia di famiglie e imprese resta un elemento cruciale per la tenuta dell’economia italiana. Se i cittadini percepiscono incertezza sul futuro, tendono a ridurre le spese non indispensabili e a rimandare decisioni come l’acquisto di beni durevoli, mentre le imprese frenano gli investimenti, con ripercussioni negative sul Pil e sull’occupazione.

La crescita della fiducia, osserva l’associazione, può dunque rafforzare il ciclo economico a patto che non venga bruscamente interrotta da shock esterni come un inasprimento del protezionismo commerciale o un nuovo aumento del costo dell’energia che peserebbe sulle bollette di famiglie e imprese.

L’appello a politiche coordinate
Il Codacons invita governo e istituzioni europee a monitorare attentamente i rischi esterni e a predisporre strumenti per attutire eventuali contraccolpi, come misure per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e per garantire la stabilità dei prezzi dell’energia.
L’associazione richiama anche l’attenzione sulla necessità di un’azione coordinata sul fronte internazionale per evitare una spirale di dazi e controdazi che penalizzerebbe le esportazioni italiane e la competitività delle imprese.

Un equilibrio delicato
«La fase attuale – conclude il Codacons – richiede prudenza e capacità di prevenire gli effetti negativi delle tensioni globali. Il miglioramento della fiducia è un segnale da non disperdere, ma occorre consolidarlo con politiche economiche lungimiranti che sappiano sostenere famiglie e imprese anche di fronte a scenari geopolitici complessi».

Il messaggio che arriva dall’associazione dei consumatori è dunque chiaro: i dati positivi sulla fiducia vanno accolti come un’opportunità per rafforzare la crescita, ma il contesto internazionale impone di non abbassare la guardia.

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