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Case intelligenti, boom in Italia: il mercato cresce più dell’Europa

- di: Marta Giannoni
 
Case intelligenti, boom in Italia: il mercato cresce più dell’Europa

Nonostante la fine dei bonus energetici, il settore raggiunge 900 milioni di euro. Sicurezza e IA trainano il mercato.

Nel 2024 le case italiane diventano sempre più intelligenti. Il mercato della smart home nel Paese ha raggiunto un valore di 900 milioni di euro, segnando un incremento dell’11% rispetto al 2023. Un dato significativo, soprattutto se confrontato con la crescita media europea del 6,5% registrata nei primi sei mesi dell’anno. Tuttavia, l’Italia rimane ancora indietro in termini di spesa pro capite: 15,5 euro per abitante, circa la metà dei 32,5 euro della media UE.
Questa è la fotografia tracciata dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che sottolinea come il settore continui a evolversi, con un numero crescente di italiani che adottano dispositivi intelligenti nelle proprie abitazioni.

Sicurezza al primo posto, ma cresce l’uso dell’IA
A trainare il mercato sono le soluzioni per la sicurezza domestica, che includono videocamere, sensori per porte e finestre e serrature connesse. Questo segmento ha raggiunto un valore di 250 milioni di euro, pari al 28% del totale, con una crescita del 28% rispetto all’anno precedente.
Seguono gli elettrodomestici smart, che rappresentano il 19% del mercato con 179 milioni di euro e un incremento del 13% rispetto al 2023.
Più in difficoltà, invece, il settore dei dispositivi per il risparmio energetico, che comprende caldaie, termostati, valvole termostatiche e condizionatori. Con 141 milioni di euro di valore (16% del mercato), questa categoria ha subito un calo del 5%, risentendo della fine degli incentivi statali.
Un’altra flessione riguarda gli smart speaker, ovvero gli assistenti vocali domestici, che valgono 125 milioni di euro (14% del mercato) ma registrano un calo del 4%, in linea con il rallentamento globale del settore.
Nel complesso, il mercato della smart home sta cambiando volto, grazie all’integrazione crescente tra Internet of Things (IoT) e Intelligenza Artificiale (IA). “Aumenta la gamma di servizi attivabili dagli utenti e sempre più innovativi, grazie alla valorizzazione dei dati raccolti dai dispositivi e all’integrazione con soluzioni di IA”, spiega Angela Tumino (foto), direttrice dell’Osservatorio Internet of Things.

Italiani sempre più consapevoli e connessi
Secondo lo studio, cresce la consapevolezza degli italiani sulla smart home: il 69% conosce il concetto di casa intelligente (+10% rispetto al 2023), mentre il 59% possiede almeno un dispositivo smart e il 41% li ha connessi alla rete internet domestica (+3%).
La voglia di innovazione è evidente anche nelle intenzioni di acquisto: il 32% degli italiani è interessato a nuovi dispositivi smart home (+2% rispetto al 2023). La gestione della casa connessa avviene principalmente tramite app (72%), ma l’integrazione con altri dispositivi domestici resta una sfida da migliorare.
Il desiderio degli utenti è avere una casa più sicura (30%), poter interagire in modo semplice con i dispositivi connessi e programmarne il funzionamento (28%), oltre a monitorare i consumi per risparmiare energia (23%)”, aggiunge Tumino.

Le sfide del futuro: interoperabilità e Data Act
Guardando al 2025, gli esperti indicano due sfide principali per il mercato della smart home: l’evoluzione degli ecosistemi per l’interoperabilità e il nuovo Data Act europeo.
Lo standard Matter, promosso dai principali produttori, punta a migliorare la compatibilità tra dispositivi di marche diverse, mentre il Data Act dell’Unione Europea mira a regolamentare l’accesso ai dati generati dagli oggetti connessi nelle case.
L’obiettivo è garantire un uso equo e trasparente dei dati, proteggendo i consumatori e favorendo l’innovazione”, conclude Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Internet of Things.
Il settore delle case intelligenti, quindi, si prepara a una nuova fase di sviluppo, in cui l’integrazione tra dispositivi, IA e normative europee sarà determinante per il futuro del mercato.


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