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Trump frena sui dazi, effetto shock positivo sulle Borse: Milano segna +7%

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Trump frena sui dazi, effetto shock positivo sulle Borse: Milano segna +7%

Le Borse europee vivono una giornata memorabile, la migliore dal marzo 2020, quando l’Europa affrontava l’inizio della pandemia da Covid-19. A scatenare l’ondata di entusiasmo sui mercati è la mossa inattesa del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato il rinvio di 90 giorni dell’entrata in vigore dei nuovi dazi bilaterali, con un’esclusione significativa: la Cina.

Trump frena sui dazi, effetto shock positivo sulle Borse: Milano segna +7%

L’annuncio ha avuto l’effetto di un’iniezione di fiducia immediata, portando l’indice Dj Stoxx 600 a un balzo del 7%, una performance che non si registrava da oltre quattro anni. A Milano, Piazza Affari ha guadagnato il 7%, trainata da una pioggia di acquisti su titoli bancari e industriali, con diverse società in crescita a doppia cifra. Un segnale forte che rivela quanto i mercati siano sensibili ai segnali distensivi sul fronte del commercio globale.

Milano guida il rimbalzo europeo, sprint di banche e industria


Il rally si è sviluppato con forza su tutte le piazze principali: Francoforte ha chiuso con un rialzo del 7,5%, Parigi è salita del 6,2%, mentre Londra ha archiviato la seduta con un +4,7%. Ma è Milano a mettersi in evidenza, grazie al boom di Interpump (+11,4%), Prysmian (+11,5%), Mediolanum (+10,3%), Unicredit (+10,4%), Intesa Sanpaolo (+10%), Stellantis (+10%) e Fineco (+10,4%). Il movimento appare generalizzato, ma con un’accelerazione particolarmente forte nei comparti che avevano maggiormente sofferto l’incertezza commerciale globale. L’ottimismo è alimentato dalla speranza che il rinvio dei dazi non sia solo una pausa tattica, ma un segnale di apertura negoziale più ampia da parte dell’amministrazione statunitense.

Von der Leyen: una tregua che apre una finestra sui negoziati


Il segnale è stato subito accolto con favore dalle istituzioni europee. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito il rinvio dei dazi un “passo importante verso la stabilizzazione dell’economia globale”, sottolineando come “condizioni chiare e prevedibili siano essenziali affinché il commercio e le catene di approvvigionamento funzionino”. In una nota ufficiale, von der Leyen ha ribadito l’impegno dell’Unione Europea a mantenere aperto il canale del dialogo con gli Stati Uniti. Il messaggio è quello di un’Europa determinata a giocare un ruolo attivo in una fase delicata di ridefinizione degli equilibri globali.

Cina esclusa dal rinvio, tensione aperta con Washington


Mentre l’Europa brinda alla pausa diplomatica, la Cina resta esclusa dal rinvio deciso da Trump. Il governo di Pechino ha reagito introducendo dazi dell’84% sulle esportazioni americane, un segnale netto che conferma l’inasprimento del confronto tra le due superpotenze. Il portavoce del ministero del Commercio, He Yongqian, ha dichiarato che “il dialogo ha principi e la consultazione deve portare a risultati”, avvertendo che “la Cina non accetterà mai pressioni estreme o bullismo da parte degli Stati Uniti”. Da Pechino è arrivata anche una chiara minaccia: “Se gli Stati Uniti insistono nel seguire la propria strada, la Cina li seguirà fino alla fine”. In questo contesto, la tregua americana verso l’Europa assume un significato strategico e geopolitico più ampio, come possibile tentativo di isolare la Cina sul fronte commerciale.

Wall Street scettica, future in rosso: l’incognita USA-Cina pesa ancora

Nonostante l’entusiasmo europeo, i mercati americani non hanno reagito con lo stesso entusiasmo. I future su Wall Street si muovono in territorio negativo, segno che tra gli investitori statunitensi prevale la prudenza. Le tensioni con la Cina continuano a rappresentare un elemento di forte incertezza, che potrebbe influenzare i prossimi dati macroeconomici e le decisioni della Federal Reserve. Tuttavia, il fatto che la Casa Bianca abbia scelto di rallentare il passo proprio nel momento in cui la Cina ha alzato la voce lascia intendere che a Washington si stia cercando di evitare un’escalation incontrollabile.

L’Europa si ricompatta attorno al commercio

Il messaggio politico che emerge da questa giornata va oltre la dimensione finanziaria. Le capitali europee sembrano aver colto la necessità di fare fronte comune su dossier sensibili come quello commerciale. In un momento in cui la crescita è fragile e la produzione industriale continua a rallentare, un gesto distensivo sul fronte dei dazi rappresenta un elemento decisivo per ridare slancio agli investimenti. Il boom dei listini è dunque anche la fotografia di un’Europa che vuole tornare protagonista, rilanciando una visione multilaterale contro la logica dei blocchi contrapposti.

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