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Borsa: inflazione Ue non risolleva i listini, a Milano (piatta) giu' le banche

- di: RCor
 
Non basta il calo oltre le attese dell'inflazione nell'Eurozona a scuotere i listini europei dal loro torpore. Il tasso di inflazione annuale nell'area euro a settembre e' sceso a 1,8% dopo 2,2% ad agosto, calando per la prima volta sotto la soglia del 2%, secondo la stima flash di Eurostat. Il dato alimenta le speranze di ulteriori tagli ai tassi d'interesse da parte della Bce, anche alla luce delle parole di lunedì della numero uno dell'istituto di Francoforte che, nell'audizione presso la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, ha sottolineato che 'gli ultimi sviluppi rafforzano la nostra fiducia che l'inflazione tornera' all'obiettivo in modo tempestivo' e 'ne terremo conto nella nostra prossima riunione di politica monetaria a ottobre'. A fronte di cio', tuttavia, le Borse europee a meta' seduta si muovono ancora in ordine sparso, con il Ftse Mib che oscilla vicino alla parita' (-0,02%), Parigi (-0,17%) e Madrid (-0,5%) in calo, mentre difendono i guadagni Francoforte (+0,3%) e Londra (+0,35%). Sull'azionario a Piazza Affari a fare le spese dell'ipotesi di allentamento della politica monetaria e' il comparto bancario. Si muovono in rosso Bper (-1,7%), Banco Bpm (-1,6%), Pop Sondrio (-1,4%), Fineco (-1,3%), ma anche Intesa Sanpaolo (-0,8%), Mediobanca (-0,6%), Mps (-0,5%) e Unicredit (-0,4%). In fondo al listino Moncler (-1,9%) e' colpita dalle prese di beneficio assieme agli altri titoli del lusso, tra cui Brunello Cucinelli (-0,8%). Rimonta il comparto auto dopo il crollo di ieri, con Iveco che si posiziona in testa al Ftse Mib con un rialzo dell'1,7%, come Stellantis che viaggia in progresso dello 0,9%. Campari (+1,6%) beneficia di un report favorevole da parte degli analisti di Alphavalue. Fuori dal paniere principale, Casta Diva mette a segno un progresso del 4,6% grazie ai conti semestrali positivi e al rinnovo del contratto triennale con Ferrari. Sul valutario, si rafforza il dollaro che scambia con l'euro a 1,1085 (da 1,114). Il cambio tra euro e yen si attesta a 159,37 e quello tra dollaro e yen a 143,78. Torna a frenare il prezzo del greggio dopo l'impennata dovuta alle crescenti tensioni in Medio Oriente: il contratto brent novembre a 71,25 dollari al barile (-0,6%) e il Wti di pari scadenza a 67,73 dollari (-0,65%). Amplia i cali il gas naturale scambiato ad Amsterdam a 38 euro al megawattora (-2,5%).
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